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Garassino, Daspo e sanzioni per chi cerca nei rifiuti: “Applichiamo leggi e regolamenti voluti dal centrosinistra. Opposizione bipolare”

Il Daspo urbano? La legge Minniti, firmata dal ministro del governo Renzi. Le sanzioni per chi cerca nella spazzatura? Previste da due regolamenti comunali (di polizia urbana e della gestione dei rifiuti urbani) che hanno parecchi anni e sono stati varati e mantenuti dalle giunte di centro sinistra che si sono succedute. Per questo Stefano Garassino, assessore comunale alla Sicurezza, dice di essere stupefatto delle critiche dell’opposizione per la definizione della zona di applicazione del Daspo urbano <come, peraltro ci è stato sollecitato dal prefetto Fiamma Spena al Comitato per l’ordine e la sicurezza>, dice, e per l’aumento (da una trentina a duecento euro) della sanzione prevista per chi fruga nei cassonetti. <L’opposizione sembra bipolare – spiega l’assessore – contesta quello che ha imposto quando era al governo della città e non ha mai pensato a modificare e gli strumenti per tentare di migliorare la vivibilità della città decisi dal “suo” ministro. In commissione comunale abbiamo toccato l’apice quando il consigliere e segretario provinciale Pd Alberto Pandolfo ha avuto il coraggio di scagliarsi contro le misure per evitare il fenomeno della spazzatura tirata fuori dai cassonetti da chi vi rovista quando qualche settimana fa mi chiese di rispondere a una interrogazione a risposta scritta in cui denunciava il degrado di cui, a suo dire, è vittima il quartiere di Bolzaneto proprio a causa di quelli che svuotano i contenitori per appropriarsi di quello che vogliono recuperare e chiedeva cosa fa la giunta per mettere rimedio a questo fenomeno. Che almeno decida cosa vuole!>. La misure che Garassino vuole applicare è, appunto, quella decise anni fa dalle amministrazioni di centrosinistra e già diverse volte applicate prima che il centrodestra arrivasse al governo della città. L’unica modifica proposta da Garassino nella revisione del regolamento di polizia urbana è l’importo della sanzione che, così, si parificherebbe a quella prevista per lo stesso fenomeno dal Codice della strada, cioè una legge nazionale, appunto 200 euro. Non è probabilmente un caso che la capogruppo del Pd, Cristina Lodi, non l’abbia seguito Pandolfo nella sua linea e abbia preferito puntare l’indice sull’assessore al Sociale Francesca Fassio che, secondo la consigliera Pd, sta facendo troppo poco per aiutare i più poveri e per questo ne chiede la testa. Garassino risponde di non essere lui l’assessore ai Servizi sociali, ma sostiene che <quest’anno sono stati aumentati i fondi a disposizione e la collega metterà sicuramente in campo le misure necessarie>.
C’è poi Gianni Pastorino, consigliere regionale di Rete a Sinistra / LiberaMente Liguria, che, ha annunciato, stamattina compirà <un atto di disobbedienza civile per denunciare il nuovo regolamento “anti poveri” del Comune di Genova, che punisce con una multa di 200 euro chi rovista nei cassonetti della nettezza urbana>.
<Peccato che il regolamento non sia nuovo e, anzi, sia quello in vigore da molti anni e che nessun partito del centrosinistra abbia mai proposto di cambiarlo quando amministrava la città> risponde l’assessore, sottintendendo che si tratta di una protesta strumentale e fuori tempo massimo di qualche lustro. Anzi, il regolamento stesso prevede già la diffida in caso di reiterazione del comportamento scorretto e, come secondo passo, l’applicazione dell’articolo 650 del codice penale che prevede o una multa più salata della cifra che l’assessore propone al consiglio (206 euro) o addirittura la condanna fino a 3 mesi di reclusione.
<Pastorino mi sfida ad andare a multarlo – prosegue Garassino – e il fatto che un consigliere regionale non sappia nemmeno che un normale cittadino, seppure assessore pro tempore, non può multare nessuno, visto che lo possono fare soltanto gli agenti di polizia municipale e le forze dell’ordine, mi lascia esterrefatto>.
<Per quanto riguarda le sanzioni a chi cerca nella spazzatura ci sono moltissimi casi in Italia, alcuni con multe che toccano i 500 euro, come a Roma e Napoli, ma nessuno grida allo scandalo – dice e l’assessore -. Forse perché non si tratta di giunte di centrodestra?> A Roma a introdurla è stata l’assessore Pinuccia Montanari, già assessore della giunta genovese di centrosinistra di Marta Vincenzi.
<Mi stupisce che ci sia chi fa politica senza informarsi sulle cose che contesta – aggiunge -. Certi politici e certi media parlano non sapendo quello che dicono. Ci troviamo ad affrontare un problema igienico sanitario, quello dei topi che banchettano nei rifiuti gettati all’esterno dei bidoni da chi ci fruga. Stiamo parlando della salute dei cittadini. Noi abbiamo aumentato la derattizzazione e certo non intendiamo vedere il nostro impegno vanificato da chi strumentalizza>.
Per quanto riguarda il Daspo Urbano, che investe le persone che mettono in atto comportamenti contrari al decoro, l’abusivismo commerciale, i posteggiatori abusivi e le persone in stato di ebbrezza (non, quindi, la spazzatura), l’assessore dice: <Siamo stati sollecitati dalla Prefettura al tavolo per l’ordine e la sicurezza a stabilire i confini dell’area in cui prevedere il Daspo e lo abbiamo fatto nel nuovo regolamento di polizia comunale che proponiamo al consiglio. Altre città hanno già messo in pratica la legge firmata dal ministro Minniti. Tra queste Milano e Roma. Non mi pare di aver sentito tutte le proteste che ci sono qui. Sarà forse perché sono giunte, rispettivamente, di centrosinistra e pentastellata? Comunque, lo ripeto, è un provvedimento nazionale. Tutto quello che noi cerchiamo di fare e riacquisire vivibilità per i cittadini della zona e garantire igiene nel caso di chi rovista nella spazzatura, utilizzando, nell’attesa di migliorarli, gli strumenti che abbiamo, leggi e regolamenti firmati dalla sinistra che ora la stessa sinistra, incredibilmente, contesta>.

 

 

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