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È morto Luciano Faraguti, politico della Dc e traghettatore dell’Ulivo

Ottanta anni, una eleganza e una sobrietà di portamento che, pur inconsciamente, ti spingevano a metterlo a confronto con un altro politico importante della Dc spezzina, Pietro Zoppi, uomo dalla personalità dirompente, anche se più anziano di 11 anni, con sei legislature come parlamentare, deceduto nel 2006

di Paolo De Totero

Luciano Faraguti, nato a Riva del Golfo il 26 agosto 1937 si è spento a Genova, all’ospedale San Martino, la notte scorsa. È stato una figura storica della Dc ligure. Apparteneva alla generazione di quei giovani che negli anni Cinquanta salirono alla ribalta locale e nazionale dello scudocrociato, i successori di Lucifredi e di Taviani, costruendo le basi per le nuove classi dirigenti successive al periodo del fascismo. All’interno della Dc era uomo della sinistra e aderì alla corrente di Carlo Donat Cattin. Fu consigliere regionale ed ex presidente della cassa marittima, deputato per quattro legislature insieme allo spezzino Pietro Zoppi e tre volte sottosegretario al turismo durante i governi Craxi e Fanfani. Rappresentante della corrente “Forze Nuove “, espressione dello stesso Donat Cattin che lo volle come membro della direzione nazionale della Dc. Toccante il ricordo dell’ex parlamentare Egidio Banti,che parlando di Faraguti racconta praticamente un’era politica ormai dimenticata “La sua era una posizione di sinistra, che lo portò molto presto, nel partito, ad aderire alla corrente “sindacale” di Carlo Donat-Cattin. Donat-Cattin aveva una grande stima di Faraguti, tanto che per circa vent’anni – escluso il periodo in cui fu sottosegretario al Turismo nei governi Craxi e Fanfani – lo volle come rappresentante della corrente di “Forze nuove” nella direzione nazionale della Dc. Consigliere regionale in Liguria nel 1975, eletto a sorpresa contro una parte rilevante della “vecchia guardia”, Faraguti divenne poi deputato nel 1979, rieletto nelle successive tre legislature, sino al 1994. Allora era l’epoca delle preferenze, e per uno spezzino non era facile ottenerle nel resto della Liguria. La sua intelligenza, l’acume politico e la coerenza delle posizioni compensarono però sempre, nella stima di tanti, amici ed avversari, lo “svantaggio” territoriale. Alla Spezia dedicò un impegno forse a volte poco appariscente, ma concreto, in particolare per lo sviluppo del porto: se Angelo Ravano arrivò in città con la sua Contship lo si deve in buona misura proprio a lui. Ma Faraguti fu anche e forse soprattutto un “maestro” di vita politica, “allevando” nella sua corrente – sempre minoritaria, e quindi povera di riconoscimenti di potere, se non quelli conquistati sul campo – giovani di successive generazioni, “traghettandoli” spesso dal mondo cattolico. Lavorare con lui rappresentava una vera e propria formazione politica, quella che manca oggi, o per lo meno sembra davvero mancare”.

Commosso anche il ricordo dell’ex assessore Regionale ed ex presidente del Porto di Genova Luigi Merlo che è cresciuto politicamente sotto lo sguardo di Faraguti “Devo a lui, che è stato per me un secondo padre, la passione per i temi della portualità e dell’economia marittima, ai quali mi indirizzò giovanissimo in una fase di grande trasformazione della portualità italiana. E’ stato un grande artefice politico del miracolo del porto spezzino con l’avvio e la sperimentazione dei decreti Prandini (e per una coincidenza lo stesso Prandini, ministro Dc della Marina mercantile, con una visione molto lungimirante, che fece dello scalo, per molti anni, un esempio di modernità, grazie al rapporto costruttivo e di confronto con Angelo Ravano. Spero che la città, il Comune e il sistema portuale trovino il modo di ricordarlo nello scalo, di lasciare un segno della sua figura».

Anche la neoparlamentare Raffaella Paita e capogruppo uscente del Pd in Regione, e’ intervenuta per ricordare Faraguti porgendo alla famiglia le più sentite condoglianze “Era una persona intelligentissima, con una forte attenzione per il sociale. Il suo stile e la sua sobrietà restano un esempio indimenticabile, soprattutto in una stagione di politica urlata e aggressiva come questa. Nonostante venissimo da storie politiche diverse, eravamo molto amici e, in questi anni, ho cercato di fare tesoro dei suoi consigli sempre utili, pacati e brillanti. Faraguti ha fatto molto per La Spezia, battendosi per le infrastrutture e il porto, diventando una delle figure chiave del suo sviluppo e ricoprendo ruoli politici e amministrativi molto importanti. Era una persona elegante e con una grande visione, che ci mancherà tantissimo. La città lo ricordi con il rispetto che merita”. Un ricordo anche da parte del consigliere regionale del Pd Sergio Rossetti “È scomparso Luciano Faraguti, politico di grande spessore e amico. Ricordo le battaglie condivise nel corso degli anni e la tenacia nel portare avanti le proprie idee. Faraguti nel corso della sua vita ha ricoperto molti ruoli politici e amministrativi prestigiosi – è stato sottosegretario, consigliere regionale, presidente della Cassa marittima – e lo ha fatto sempre con grande intelligenza e guardando al bene comune, lavorando con grande impegno per lo sviluppo della Liguria. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita non solo per i suoi cari a cui siamo vicini. Un politico che oggi molti ricordano come un maestro, ruolo vissuto, come era sua volontà sempre lontano dalle luci dei riflettori dimostrando quello spirito di servizio nei confronti degli altri e delle giovani generazioni che in politica oggi sembrerebbe essere in gran parte scomparso”. Toccanti le parole di Paolo Bufano, membro della direzione spezzina del Pd, che oltre a ricordare Faraguti come leader della corrente di Forze Nuove ne parla come dirigente del Ppi e dopo lo ‘strappo’ di Buttiglione, commissario provinciale dei Popolari di Gerardo Bianco, Marini, Bindi e Castagnetti nell’Ulivo. Ma e’ il raffronto fra la politica d’allora e quella di oggi che lascia maggiormente affranti per la perdita di Faraguti . Spiega ancora Bufano: ”Esponente di rilievo nazionale della Sinistra Sociale democristiana ebbe saldo ancoraggio alla dottrina sociale della Chiesa e grande intelligenza politica, né fu mai neppure sfiorato dalla questione morale in una fase politica sotto questo aspetto drammatica. Una certa caratteriale indolenza e la (apparentemente contraddittoria) passione per la politica ‘romana’ (talora a discapito della puntuale rappresentanza del ‘collegio’) non ne scalfiscono l’immagine di cavallo di razza della politica e di autorevole rappresentante delle istituzioni. Una figura la cui dolorosa perdita non può non può che suscitare rimpianto e nostalgia (specie a raffronto con la mediocrità di gran parte dei protagonisti della politica di oggi)”.

I funerali saranno celebrati mercoledì 14 marzo alle 11.45 nella Chiesa di Sant’Erasmo a Quinto

 

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