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Comune e abusivismo, non solo repressione. Parte la campagna: “Genova per la legalità”

La campagna di comunicazione “Genova per la legalità” è stata illustrata stamattina da Stefano Garassino, assessore a sicurezza, polizia locale, immigrazione e centro storico.
Nel mirino i taxi abusivi, il commercio di merce contraffatta, il lavoro nero nell’artigianato e nella cura alla persona, il rispetto del decoro urbano. Non solo repressione, quindi, ma il tentativo di educare i genovesi alla legalità, perché se è vero che c’è chi si arricchisce non rispettando le regole, e va perseguito anche per tutelare le aziende regolari, che pagano le tasse, è altrettanto vero che il commercio e l’artigianato abusivo non esisterebbero se non ci fossero tanti clienti disposti a risparmiare (spesso mettendo anche a rischio la loro sicurezza) per spendere qualche euro di meno. Io principio è chiaro: è inutile lamentarsi per i venditori abusivi quando frotte di giovani e signore fanno acquisti scegliendo la merce palesemente contraffatta sui lenzuoli gettati a terra nel Porto Antico o vicino ai mercati e le massaie comperano dai furgoncini di ortofrutta che si muovono per la città. <Con questa campagna vogliamo fare la nostra parte, com’è giusto, per combattere l’abusivismo e il lavoro nero. L’abusivismo è un danno economico per 13 mila imprese. Vogliamo dare una mano alle aziende cercando anche di aumentare i controlli, ma chiediamo anche ai cittadini di non alimentare il mercato dell’abusivismo. Il cittadino si deve sentire responsabile. Poi noi, perseguiamo con tutte le nostre forze i comportamenti scorretti, ma il cittadino deve aiutare le istituzioni non alimentando il mercato illegale. Ne facciamo anche una questione di sicurezza: affidandosi a commercianti e artigiani non professionisti si mette a repentaglio la propria salute>.
Ci sono poi i servizi: idraulici ed elettricisti senza partita Iva, che siano stranieri o italiani dopolavoristi poco importa. Poi le ragazze, anche qui sia italiane sia straniere, che arrivano a domicilio per “fare le unghie” o le tinte ai capelli. Il minimo comun denominatore è il prezzo più basso, perché non pagano le tasse al contrario dei piccoli imprenditori a cui fanno concorrenza, ma è bene ricordare che non sappiamo che prodotti usano (le aziende regolari subiscono controlli) e la sicurezza è sempre a rischio.

I taxi, abusivismo, sicurezza e disservizi. Il pericolo delle auto “pirata”, ma anche quello dei cittadini costretti a entrare nel centro storico a piedi perché i tassisti regolari si rifiutano di accompagnarli. Sono centinaia le testimonianze di abitanti, turisti e gestori di strutture ricettive

Un discorso a parte meritano i taxi abusivi, quasi sempre utilizzati da gruppi nazionali omogenei. Si tratta di frequente di sudamericani che fanno servizio per gruppi delle stesse nazionalità, soprattutto di notte. Servono solo persone conosciute che li prenotano in anticipo perché li raccolgano, ad esempio, davanti ai locali alla fine delle “fiestas”. Anche qui sono privi di abilitazione e chi li usa mette a rischio la propria sicurezza. Anche se non giustifica l’abusivismo, vero è che il servizio taxi è spesso fuori dalla portata di molti a causa delle tariffe troppo alte. C’è anche il problema, che va affrontato, che nonostante siano obbligati a portare chiunque paghi in qualsiasi strada carrabile della città, i tassisti si rifiutano quasi sempre di accompagnare i clienti (genovesi e turisti) nel centro storico. Ci sono centinaia di testimonianze di cittadini, visitatori e gestori di strutture ricettive a proposito di questo. Le regole vanno rispettate, tutte. Oltre che sull’abusivismo, l’amministrazione comunale deve intervenire anche su questo importante disservizio messo in atto in spregio al regolamento comunale, un problema che investe anche la sicurezza: turisti e donne sole userebbero il taxi la notte proprio per evitare possibili brutti incontri, ma quasi sempre si sentono rispondere che le auto pubbliche non varcano i confini della città vecchia. Durante la nevicata, diversi tassisti hanno rifiutato corse che terminavano nei quartieri collinari. È immorale che chieda il rispetto delle regole chi le regole non le rispetta. L’auspicio è che il Comune metta rimedio anche a questo e, in una città dove gli anziani e le persone senza lavoro e senza reddito sono sempre di più, trovi un sistema per rendere economicamente accessibile il servizio anche alle persone a basso reddito.

La campagna di Tursi comincia proprio con i taxi.

COPERTURA ASSICURATIVA
In caso di incidente non hai la garanzia che vi sia una copertura assicurativa che ti risarcisca le spese mediche e il danno subito.
MEZZI NON OMOLOGATI
I taxi abusivi non sono soggetti alla manutenzione che viene invece richiesta ai taxi ufficiali e sono quindi più esposti a rotture del veicolo e potenziali incidenti.
AUTISTI NON PROFESSIONISTI
Il numero di licenza che il tassista espone sull’auto di servizio è la sua “carta d’identità, lo rende rintracciabile ed è la prova della sua competenza. Il tassista abusivo non ha alcuna certificazione della sua idoneità al trasporto di persone e ne può mettere a rischio l’incolumità.
NESSUNA SICUREZZA
Quando sali su un taxi abusivo non sai quanto sia affidabile chi ti sta offrendo di salire sul proprio veicolo. La cronaca dei nostri giornali aggiorna costantemente il bollettino degli incidenti causati da coloro che, senza titolo alcuno, trasportano persone abusivamente, commettendo così una serie di gravi reati.
TARIFFE NON TRASPARENTI
Le tariffe offerte dai tassisti abusivi non sono trasparenti e, il più delle volte, sono maggiori di quelle stabilite per i taxi regolari
LAVORO IN NERO
Scegliendo un taxi abusivo favorisci il lavoro in nero a discapito di chi svolge seriamente e onestamente il proprio lavoro nel rispetto della legge.
SANZIONI
Salire su un taxi abusivo comporta una multa salata. Controlla sempre che il taxi sul quale stai salendo sia ufficiale. I taxi abusivi sono spesso presenti nelle ore serali, nei pressi di stazioni ferroviarie o agli arrivi dell’aeroporto cercando di eludere i controlli di polizia municipale e forze dell’ordine.

Il “taglio” scelto per la campagna è incentrato sull’informazione e sulla promozione della cittadinanza responsabile.
Impostazione che intende volutamente richiamarsi a quegli argomenti che, una volta, venivano insegnati a scuola nell’ora di “educazione civica”.
È dunque chiara la preferenza per temi di sensibilizzazione e di condivisione di azioni positive, senza limitarsi alla sola stigmatizzazione dei comportamenti illegali e dei soggetti che li mettono in atto.
Temi che sono imperniati sul concetto e sul rispetto della legalità, sul contrasto al dilagare del lavoro “sommerso” e sulle conseguenze che quest’ultimo ha sulla società, sull’economia e sulla sicurezza di tutti.
Se non si presta attenzione, tutti noi possiamo essere “vittime” dei problemi derivanti dal lavoro sommerso, illudendoci di trarne un momentaneo risparmio.
Inoltre, bisogna considerare che gli abusivi, imponendo ai propri dipendenti condizioni di lavoro irregolare, allo scopo di eludere imposte e tassazioni, determinano situazioni di “ricatto lavorativo” senza la giusta retribuzione, le necessarie coperture assicurative e contributive.
Con questa campagna, si intende far conoscere i pericoli e le responsabilità che ricadono sul cittadino-acquirente quando ricorre a falsi professionisti, a lavoratori non in regola, ad acquisti di prodotti irregolari. 
Tali comportamenti, oltre a favorire il lavoro in nero, possono anche procurarci sanzioni di una certa gravità.
Tramite il piano di comunicazione previsto, si offrono inoltre riflessioni e informazioni sulle conseguenze che, alcuni comportamenti illegali e abusivi, hanno sulla sicurezza percepita nella nostra città, sulla qualità del vivere civile, sul vantaggio concesso alla criminalità organizzata e sulla concorrenza sleale a danno dei commercianti e dei professionisti onesti.
Vanno poi considerate le conseguenze sul medio periodo di questi fenomeni, quali, in ultima analisti, i mancati introiti fiscali e l’impoverimento di servizi per la comunità locale.
La campagna verterà quindi, in modo trasversale, per tutta la sua durata, sui vantaggi per tutti derivanti dall’educazione alla legalitá.
Nella pratica, si proporranno alcuni comportamenti e precauzioni che, scoraggiando l’abusivismo, costituiscono il nostro contributo ad una vita cittadina più bella e più sicura.

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GenovaQuotidiana

Agenzia Giornalistica GenovaQuotidiana Partita Iva 02485610998 Direttore Responsabile: Monica Di Carlo

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