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Garassino al Forum della sicurezza urbana: “Le accise obsolete finanzino la sicurezza delle città”

L’assessore comunale alla Sicurezza ha parlato anche dei cubi anti terrorismo, delle “telecamere intelligenti”, delle mini telecamere personali per gli agenti di polizia locale e delle dotazioni di sicurezza per nuovi 80 bus

Il decreto Minniti ha attribuito alla polizia locale la responsabilità della sicurezza urbana e della vivibilità, ma non i fondi necessari a occuparsene, in un quadro di continui tagli da parte del governo centrale ai comuni: solo quest’anno 147 milioni di euro in meno. <Bisogna che i vecchi balzelli, come quello delle accise sulla benzina per la guerra in Abissinia, che continuano ad essere prelevati siano convertiti in fondi per i Comuni>. Lo ha detto Stefano Garassino, assessore alla Sicurezza ospite a Trento, ieri e oggi, della 9ª edizione del Police Winter Forum, appuntamento annuale per dirigenti, funzionari e amministratori di enti locali per confrontarsi e riflettere sul tema della sicurezza delle nostre città.
I balzelli obsoleti, che non hanno più ragion d’essere, per Garassino devono servire a finanziare la nuova emergenza. Le tasse sul carburante sono pari a due terzi del totale e buona parte di esse sono legate a eventi straordinari del passato divenute poi introiti ordinari: la guerra di Abissinia in epoca coloniale (1935) e le missioni delle truppe italiane in Bosnia e in Libano (1996) tra i finanziamenti straordinari dell’esercito, e la crisi del canale di Suez del 1956 tra gli eventi strettamente legati al mondo petrolifero. Ma anche eventi drammatici della storia italiana: il disastro del Vajont (1963); l’alluvione di Firenze (1966); gli aiuti legati ai terremoti del Belice (1968), del Friuli (1976) e dell’Irpinia (1980). Con l’eccezione delle missioni all’estero, si tratta di eventi di oltre trent’anni fa, con un picco ai 77 anni della guerra d’Africa. Queste accise hanno un peso diretto di circa 25 centesimi al litro, e vanno sommate al decreto Salva Italia del 2011 (9,9 centesimi) e a imposte regionali come quelle legittimamente inserite, per esempio, da Liguria e Toscana per coprire i costi delle alluvioni di novembre 2011.
<Si tratta di milioni di euro versati dagli italiani quando lo scopo non esiste più da anni quando non decenni. Ora servono per la sicurezza urbana e vanno dati ai comuni> ha detto Garassino, ricordando come l’Italia assorbe già la maggior parte delle tasse portuali genovesi.
L’assessore genovese ha promosso i nuovi cubi anti terrorismo, un modo per fare buon viso a cattivo gioco e non devastare l’estetica delle città con plinti, newjersey e transenne. Prodotti d Aster, sono stati messi sul mercato e ci sono già diverse città interessate.
Garassino ha anche parlato delle telecamere “intelligenti”, già usate, ad esempio in argentina, a cui si può dire cosa riprendere. <Ad esempio chi passa col volto coperto o con uno zaino sulla schiena – spiega -. Ho anche parlato della necessità di dotare la polizia locale di piccole telecamere personali da portare addosso, sulla divisa, come già accade in molti paesi. Questo a loro tutela, ma anche per mantenere il collegamento con la sala operativa nel caso in cui avessero bisogno di aiuto quando intervengono>.
C’è poi la partita dei mezzi di trasporto pubblici. <Stiamo dotando 80 nuovi bus con quanto richiesto dai sindacati: tasto di emergenza, monitor interno e telecamere. Questo per individuare i responsabili di eventuali reati a bordo, ma anche per captare cosa accade intorno. Una delle nuove tecniche per trasportare la droga in città senza rischiare è, infatti, quella di attaccarla ai vetri esterni in un pacchetto che viene staccato a destinazione. Le telecamere esterne servirebbero anche a monitorare la viabilità ed eventualmente prendere provvedimenti per il traffico. Gli 80 nuovi bus saranno attrezzati con una spesa di 130 mila euro. Per i vecchi, invece, la cosa è un po’ più difficile, perché non sono predisposti. Per 400 mezzi servirebbero 4 milioni di euro>. Una cifra non troppo facile da reperire in questi momenti di vacche magre per le amministrazioni comunali. <I bus attrezzati – ha concluso Garassino a Trento – devono essere posizionati con intelligenza nelle linee più a rischio e in quelle notturne. Con un uso intelligente potremo farci bastare quelli nuovi che attrezzeremo “all’origine”>.

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