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Vent’anni e il sogno di navigare per 4000 miglia in solitaria nell’Atlantico. Matteo Sericano punta alla Mini Transat

Si chiama Matteo Sericano, è genovese, ha 20 anni e vuole partecipare alla Mini Transat 2019. Ha iniziato, come molti giovanissimi genovesi, navigando con un optimist davanti alla città. Ha messo in piedi un progetto con l’obiettivo di partecipare alla più solitaria delle regate oceaniche, che parte da La Rochelle, nell’ovest della Francia, e termina in Martinica nei Caraibi, dopo circa 30 giorni di navigazione. Si tratta di oltre 4000 miglia tra le onde dell’Oceano Atlantico a bordo di barche di sei metri e mezzo, senza assistenza esterna e con il divieto di comunicare con la terra ferma. Un mese di navigazione in solitario in condizioni anche estreme.: una sfida affascinante ai limiti delle possibilità psicofisiche umane. La regata parte ogni due anni e vede 85 imbarcazioni tagliare la linea di partenza per attraversare l’oceano e arrivare fino ai Caraibi.
Partecipare e lottare per ottenere un buon piazzamento sono punti cardine del progetto, a cui si unisce un altro tema, condiviso da tutto il team di giovani italiani che affiancano Matteo in questa impresa: lanciare un messaggio di difesa dell’ambiente e del mare.
Nonostante la giovane età, Matteo ha moltissima esperienza di navigazione. All’età di 6 anni ha fatto la sua prima esperienza in barca e da allora ha sempre navigato, prima con le derive e poi con la vela d’altura, partecipando a moltissime regate tra cui le “classiche” come la Giraglia, la Copa del Rey e la 151 Miglia. Ha regatato e navigato con grandissimi velisti come Pietro D’Alì, Alberto Bona e tanti altri, imparando moltissimo da questi “maestri” con una curiosità e voglia di conoscere che gli è valsa il soprannome di “discepolo”.

Il velista genovese vanta anche un importantissimo know how tecnico per ciò che riguarda la cantieristica acquisito nell’esperienza come boat captain del Class 40 Magalè, appartenuto a Giovanni Soldini, e poi divenuto “Enel Green Power”. Alberto Bona, insieme ad Andrea Fantini, entrambi navigatori oceanici, hanno scelto Matteo come preparatore del Class 40 dove sono state per realizzate importanti modifiche strutturali e tecniche, ideate dal noto architetto francese Guillaume Verdier, in vista della Transat Jaques Vabre 2017.

Il team di Matteo per la Mini Transat è composto tutto da giovani italiani, che stanno portando avanti il progetto nonostante le difficoltà. Il problema principale al momento è la ricerca del main sponsor, sopratutto in Italia dove la vela non è uno sport molto conosciuto e seguito. In ogni caso il progetto va avanti con l’obiettivo di presentarsi sulla linea di partenza della regata a ottobre 2019 con una barca competitiva preparata da un team di giovani. È membro di Sea Shepherd, organizzazione no profit che si occupa della salvaguardia della fauna ittica e degli ambienti marini. L’esperienza in mare ha permesso al velista genovese di vedere con i propri occhi quanto siano inquinati i mari e quanto il cambiamento climatico sia veloce. Alla regata si accompagna quindi l’intento di mostrare le condizioni del mare tramite video e foto, perché si tratta di una questione che riguarda tutti, anche chi non naviga. Anche per questo a poppa sventolerà la bandiera di Sea Shepherd.

La MiniTransat  è una storica regata Atlantica che si svolge ogni due anni, in solitario su imbarcazioni della lunghezza di sei metri e cinquanta. Creata nel 1977 dall’inglese Bob Salmon, la Transat 6.50 è la risposta al gigantismo finanziario e ultra tecnologico delle regate transoceaniche che si corrono con barche dai costi iperbolici, e che lasciano meno spazio alla componente umana e alle capacità individuali. Le prime MiniTransat si disputarono partendo da Penzance, un piccolo porto che si trova a 100 km. ad ovest di Plymouth per arrivare, dopo uno scalo alle Canarie, nelle Antille Francesi. Nelle edizioni successive, e precisamente dal 1985, la città di partenza divenne Brest che cedette poi negli anni ’90 il testimone alla splendida La Rochelle, nella Charente Maritime luogo da cui si è partiti fino all’ edizione svoltasi nel 2011. Il percorso è stato ambiziosamente modificato, scegliendo come località di atterraggio Salvador de Bahia in Brasile dopo aver effettuato uno scalo tecnico a Lanzarote o a Madeira. Con il 2013 la storia della MiniTransat cambia ancora una voltaLa localita’ di partenza diventa Douarnenez (Finistére) una splendida cittadina nel sud della Bretagna e il percorso torna praticamente alle origini, scegliendo come localita’ di arrivo la località di Pointe-à-Pitre nelle piccole Antille Francesi. La causa di questo cambiamento e’ motivata principalmente dal voler evitare l’attraversamento del “Pot au Noir” che di frequente nelle passate edizioni allungava in modo eccessivo la durata della seconda tappa. Per il 2017 la regata è ritornata a La Rochelle per la partenza della 21° edizione. Un nuovo percorso e una nuova organizzazione vedrà gli 84 skipper diretti a Le Marin, in Martinica, con il classico stop a Las Palmas (Canarie). Nel 2019 la rotta sarà la stessa.

La Mini Transat è strutturata in 2 tappe, con una lunghezza complessiva di 4000 miglia marine. La durata stimata della navigazione in regata è di 30 giorni, con il solo ausilio di un GPS di posizione non cartografico e una radio VHF per ricevere quotidianamente la posizione stimata degli altri regatanti da parte dell’organizzazione.

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