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Genoa-Chievo, uno dei Daspo della Questura sospeso dal Tar

Uno dei provvedimenti di Daspo emessi dal Questore nei confronti di tifoso del Genoa dopo la partita con il Chievo del 30 aprile scorso è stato sospeso dal Tar. L’uomo è accusato di aver lanciato uno dei fumogeni che costrinsero l’arbitro a sospendere la partita. Secondo il tribunale amministrativo regionale, le immagini che proverebbero la presenza del tifoso allo stadio e il ritrovamento a casa sua di capi di abbigliamento simili a quelli di chi ha lanciato fumogeno non basterebbero a individuarlo con certezza. Il tifoso ha così ottenuto la sospensiva, mentre la discussione sul merito si terrà nel giugno prossimo. La sospensiva, dunque, non è una sentenza, non stabilisce né colpe né innocenza. Semplicemente riconosce che il ricorrente potrebbe ricevere dal provvedimento un danno grave e irreparabile nel caso in cui, come potrebbe essere, non fosse proprio lui la persona responsabile del lancio dei fumogeni.
I Daspo erano scattati a giugno a conclusione delle indagini della squadra mobile della Questura. A partita iniziata, un gruppo di giovani (con i volti travisati da passamontagna e sciarpe) aveva acceso numerosi fumogeni, nel mentre era in corso una contestazione verbale nei confronti del presidente del Genoa, costringendo l’arbitro a sospendere la partita per alcuni minuti. Con il coordinamento della Procura della Repubblica (P.M. Emilio Gatti), la squadra mobile ligure aveva ricostruito in modo certosino la successione degli eventi, individuando diversi ultras che, secondo gli accertamenti, avevano contribuito a provocare i disordini, contestando loro la detenzione e lancio di artifizi esplosivi e di oggetti contundenti in occasione di manifestazioni sportive. Alcuni oggetti atti ad offendere (tra cui mazze da baseball, bastoni e tirapugni) nonché gli indumenti utilizzati per il travisamento sono stati sequestrati dagli agenti della Squadra Mobile. Sette le persone perquisite, di età compresa tra i venti ed i venticinque anni. Già nell’agosto scorso un ventenne era riuscito ad ottenere di essere scagionato presentando ricorso e provando che non era lui la persona mostrata dalle immagini.

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