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Una messa per Luigi Ferraro, la Medaglia d’oro genovese che affondò 3 navi da solo e inventò la subacquea

Paolo Ferraro (foto dal sito a lui dedicato)

Come ogni anno, si è tenuta presso l’arco dei caduti di piazza della Vittoria la funzione religiosa dedicata a Luigi Ferraro, ufficiale della Marina Militare nella seconda guerra mondiale, pioniere della subacquea italiana. Prestò servizio come palombaro nella Decima Flottiglia MAS della Regia Marina venendo decorato con la medaglia d’oro al valor militare per aver affondato da solo tre navi nemiche.

Così il sito a lui dedicato racconta le sue missioni.

Ferraro con l’equipaggiamento subacqueo “leggero” (dal sito internet a lui dedicato)

Luigi Ferraro prese parte al 2° conflitto mondiale come Volontario. Ammesso al Corso Ufficiali di Complemento, nominato Sottotenente, fu assegnato al 20° Reggimento Artiglieria. Passò poi a disposizione della Milizia Artiglieria Marittima (Milmart) dipendente dal Ministero della Marina e nel 1942 ebbe il comando di una batteria costiera antinave. Fece domanda e fu ammesso alla Scuola Sommozzatori di Livorno e, ottenuto il brevetto, passò alla X MAS nel Gruppo “Gamma” del quale divenne poi Vice-comandante ed Istruttore. Nel maggio 1943 venne inviato in Turchia con l’incarico di compiere azioni di sabotaggio contro mercantili nemici. Da informazioni pervenute era stato rilevato che questo paese stava fornendo del cromo, materiale d’importanza bellica, all’Inghilterra. Fu quindi deciso di ostacolarne l’approvvigionamento marittimo e, considerando le caratteristiche geografiche del porto di Alessandretta (Iskenderun), di fronte a Cipro, dove i piroscafi dovevano ancorare in rada a due o tremila metri dalla costa, si pensò che un incursore potesse trasportare dei bauletti esplosivi fino alle navi che avrebbe poi minato. Si optò quindi per l’impiego di un uomo “gamma” e l’uomo selezionato per quest’operazione fu Luigi Ferraro. Senza dare  nell’occhio, venne mandato in Turchia sotto falsa copertura diplomatica con alcune valigie piene di ordigni esplosivi per assumere la carica di funzionario presso il Consolato italiano di Alessandretta. Iniziava l’Operazione Stella, nel gergo cifrato delle missioni segrete.
Fra giugno e agosto 1943 condusse quattro azioni di sabotaggio contro i mercantili nemici, nei porti di Alessandretta e di Mersina. Nel primo porto applicò, la sera del 30 giugno, due “bauletti” esplosivi alla chiglia del piroscafo greco Orion di 7.000 tsl, carico di minerale di cromo, che affondò il mattino successivo a poche miglia dal porto. Il 9 luglio, operando dal vicino porto di Mersina, ripetè l’operazione sul piroscafo Kaituna di 10.000 tsl, il quale subì ingenti danni e fu portato ad incagliarsi sulle coste di Cipro per evitarne l’affondamento. Nuovamente a Mersina, Ferraro ripetè l’azione, la sera del 30 luglio, sul piroscafo britannico Sicilian Prince, che non ebbe a subire conseguenze perché una ispezione alla carena consentì ai sommozzatori britannici di rimuovere i bauletti esplosivi. Migliore sorte ebbe l’azione effettuata il 1° agosto contro la motonave norvegese Fernplant di 7.000 tsl, carica anch’essa di minerale di cromo ed ancorata nel porto di Alessandretta. La Fernplant affonderà poi nelle acque al largo della Siria. 

Queste azioni valsero a Luigi Ferraro la medaglia d’Oro al Valor Militare

La figura di Ferraro è stata ricordata nel 2015 dalla trasmissione Rai “Correva l’anno”.

Potete guardare l’intera, interessante, trasmissione “La guerra subacquea: sommergibili, maiali e uomini gamma” (da cui è tratto lo spezzone) in alta qualità su RayPlay a questo link. È necessaria la registrazione che, comunque, è gratuita. Si parla anche di Orietta Romano, la moglie di Ferraro scomparsa un paio d’anni prima di lui, l’unica donna Gamma della seconda guerra mondiale.

Orietta Romano e Luigi Ferraro il giorno del loro matrimonio (Dal sito dedicato a Luigi Ferraro)

Ma Ferraro è ricordato anche per le sue azioni nei primi giorni dopo il termine della guerra. Il 26 aprile Ferraro fu contattato dal CLN veneto dove era al comando della Caserma di Valdagno perché il Gruppo Gamma collaborasse ad impedire ad una colonna tedesca in ritirata di far saltare il Lanificio Luigi Marzotto & Figli. Ferraro si prestò e, dopo aver contattato il comandante tedesco venne a conoscenza del fatto che i partigiani avevano attaccato la colonna in ritirata provocando un ferito e pertanto intendevano distruggere i lanifici Marzotto per rappresaglia. L’ufficiale tedesco si dichiarò disposto a rinunciare alla rappresaglia in cambio del libero passaggio così Ferraro si recò in divisa della “Decima, a trattare con i partigiani il passaggio della colonna. L’operazione andò a buon fine e si ripeté pochi giorni dopo quando una nuova colonna tedesca, attestatasi a Cornedo, reclamava degli ostaggi per garantirsi il libero transito. Anche in questo caso, con la mediazione di Ferraro la situazione si sbloccò.

Foto tratta dal sito www.luigiferraro.it

Nato a Quarto il 3 novembre 1914, morì a Genova 5 gennaio 2006 e le sue esequie furono funerali di Stato.

La cerimonia di ieri nelle foto di Antonio De Marco

Ieri la funzione in suo ricordo è stata celebrata da un cappellano militare. Hanno partecipato rappresentanze di tutte le associazioni d’arma: paracadutisti, marinai, bersaglieri, carabinieri. Alla cerimonia era presente anche l’assessore alla Sicurezza del Comune di Genova Stefano Garassino e il comandante della compagnia centro dei Carabinieri, Marco Comparato, oltre a rappresentanze dell’Istituto Nastro Azzurro – decorati al valor militare, degli incursori della Marina, dei vigili del fuoco sommozzatori. Fu proprio lui a dar vita, nel 1952, al progetto del primo corso sommozzatori. Il sito a lui dedicato racconta: <È in seguito a un incidente mortale occorso sott’acqua ad un Vigile del Fuoco del Comando di Genova che Luigi Ferraro è chiamato nel 1947 come consulente del Tribunale. È questa malaugurata circostanza che fa nascere in Ferraro l’intuizione di addestrare i Vigili del Fuoco ad operare sott’acqua>.

Le pinne usate da Ferraro durante le missioni della II guerra mondiale, dal sito a lui dedicato.
Paolo Ferraro giovanissimo subacqueo con la madre e il padre

Il figlio Paolo ne parla come di una <persona alla mano, semplice, estremamente disponibile, sempre sorridente, sempre capace della parola giusta, con grandi doti umane>.
<Non amava parlare del passato, della guerra guerra dove riteneva di aver fatto il suo dovere e niente di più – prosegue commosso Paolo Ferraro, il più giovane dei figli di Luigi -. Dalla fine della guerra fino alla sua morte fu pioniere della attività subacquee. Ha inventato pinne e maschera così come noi le conosciamo. Mi ha insegnato grandi cose. Lo ricordo con grande affetto e grande riconoscenza>.

Luigi Ferraro intervistato da Mike Buongiorno durante una trasmissione Rai degli anni ’70

Diverse sono le invenzioni di Ferraro applicate alla subacquea come diversi sono stati i suoi record. Nel 1962, insieme al figlio maggiore Italo, a Carlos Reinberg e a Paolo Ruggero ha fondato la fabbrica di attrezzature per la subacquea Technisub, oggi del gruppo Aqua Lung International, che ha fornito anche le tute personalizzate al recordman Enzo Maiorca.

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