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Denuncia di aggressione con ferimento di un antifascista, le reazioni. Primo rappresentante di Casa Pound nei Municipi

Mentre la Digos continua a indagare sulla denuncia di un gruppo di antifascisti che riferiscono di essere stati aggrediti con spranghe e bastoni da un gruppo di persone aderenti a Casa Pound mentre attaccavano manifesti nei pressi della sede dell’associazione che sta raccogliendo le firme per presentare le proprie liste alle prossime elezioni, arrivano le reazioni del mondo sindacale, associazionistico e politico che riportiamo in calce, aggiungendo mano a mano quelle che ci perverranno nelle prossime ore.
La Digos, intanto, non conferma e non smentisce la versione degli antifascisti che dicono che uno di loro, un antagonista, sarebbe stato anche accoltellato e mostrano sulla loro pagina Facebook la ferita. I video delle telecamere della zona sono stati già acquisiti e permetteranno di determinare sia i partecipanti all’episodio sia le responsabilità.

Fersido Censi

Intanto, Casa Pound ha il primo rappresentante politico. Ha aderito al movimento Fersido Censi, ex capogruppo della Lega Nord nel Municipio IV Media Val Bisagno.
<Aderisco a CasaPound in quanto unico movimento realmente dalla parte degli italiani, fisicamente presente nei quartieri popolari in cui ho sempre svolto il mio operato politico. Riconosco in CasaPound un movimento meritocratico, dove poter esprimere davvero la volontà dei cittadini che mi hanno votato al Municipio IV>.
<Siamo felici – aggiunge il Responsabile provinciale di CasaPound Genova, Christian Corda – di registrare l’ingresso nel movimento di Fersido Censi, ora nostro primo consigliere municipale, che ha deciso di schierarsi con noi a difesa della giustizia sociale e degli Italiani. Siamo certi che questa scelta di responsabilità verso l’Italia sarà presto seguita da altri patrioti>.

Nel frattempo resta convocata una manifestazione (organizzata  da Genova Antifascistagià a dicembre): “Torniamo nelle strade per contrastare le politiche fasciste di governo e i neofascismi dilaganti – si legge sulla pagina Facebook di Genova Antifascista -. Mentre vengono chiuse le frontiere e costruiti lager in Libia, mentre lo sfruttamento diventa legge, mentre avanza la devastazione dei territori in nome del “progresso” e si chiudono gli spazi di libertà per chi non acconsente, Genova scende in piazza a gran voce per dire che la città che vogliamo è antirazzista, antisessista, anticapitalista, contro l’omofobia, solidale e accogliente. Combatteremo con ogni mezzo necessario. La repressione non ci fermerà>.

Il parlamentare Pd Mario Tullo provoca Tursi: <A quasi 24 ore dal grave episodio di violenza che ha portato ad un accoltellamento nessuna dichiarazione da parte degli amministratori locali genovesi. Troppo impegnati a schedare i questuanti?>.

Il consigliere comunale Pd Alessandro Terrile ha presentato una mozione che verrà discussa nel corso del prossimo Consiglio comunale: <Genova – dice – non deve concedere spazi pubblici a xenofobi, razzisti e neofascisti>.

 

Ecco le reazioni all’episodio denunciato dagli antifascisti.

Arci Genova

Nella notte fra venerdì e sabato in manipolo di neofascisti ha aggredito con coltelli, spranghe e bottiglie un gruppo di compagni che avevano l’unica colpa di affiggere volantini per una manifestazione antifascista.
Nel condannare il gesto, vile ed infame, ribadiamo che Genova è città antifascista e non esiste né può esistere alcuna zona franca..
La nostra incondizionata solidarietà va agli aggrediti .
Chiediamo a tutte le forze antifasciste della città di lavorare insieme per una risposta forte ed inequivocabile.
Alle istituzioni ed alle forze politiche rivolgiamo un appello affinché nessuno spazio e nessuna agibilità venga concessa a chi propugna ideologie fasciste e naziste.

Arci Genova

Cgil

La violenta aggressione subita da alcune persone che stavano attaccando manifesti venerdì sera da parte di un gruppo di neofascisti, è soltanto l’ultimo fatto, in ordine temporale, che segna l’escalation di questi gruppi criminali.
Sono troppi ormai i casi che si stanno verificando nella nostra città e non possono più essere catalogati come “episodi” isolati.
Non abbiamo volutamente fatto loro pubblicità quando le nostre sedi son state oggetto di scritte e volantinaggi oltraggiosi.
Ma ora si sta superando ogni limite.
Come era prevedibile si sta cercando il salto di qualità criminale: cos’altro sono le coltellate, di cui è stato vittima un ragazzo venerdì sera, se non un tentativo di omicidio?
La sottovalutazione dei fatti precedenti non può più essere tollerata! Non lo sarà da noi, che abbiamo l’antifascismo nel nostro dna e che ricordiamo benissimo le parole che il 30 giugno 1960 pronunciò a Genova Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica.
Non può più esserlo dalle forze dell’ordine e dalla magistratura: siamo ancora di fronte a “quattro cretini” o ci si vuol rendere conto che esiste un disegno illegale e violento?
Non servono nuove leggi per intervenire, basta applicare quelle che ci sono e che definiscono il fascismo un reato.
Non può esserlo dalle Istituzioni locali, democraticamente elette.
Il Consiglio Comunale si appresta a discutere (e probabilmente a votare a maggioranza) un ordine del giorno pilatesco che non prende una posizione precisa.
Non è più il tempo di mediazioni.
Non si può continuare a mettere sullo stesso piano, anche dal punto di vista storico e quindi commemorativo, chi diede la vita per la libertà e chi fu la mano armata dei nazisti e dei loro servi fascisti.
Così si legittimano e si proteggono i fatti di questi mesi.
Il Sindaco è anche presidente del Comitato provinciale Antifascista: prenda una netta posizione di condanna e dimostri di meritare questa carica.
Genova è Medaglia d’oro per quanto i suoi cittadini fecero nel 1945: non è un problema di destra o sinistra, la libertà e la democrazia sono valori universali, antitetici al fascismo.
Chi oggi tace di fronte a questi fatti o si gira dall’altra parte, sappia che fa solo un favore a questi criminali.
La Cgil di Genova, oltre a dare una sincera e concreta solidarietà alle vittime di questa aggressione, promuove con i propri delegati ed i propri gruppi dirigenti un momento di approfondimento sul valore dell’antifascismo e dell’antirazzismo, per il pomeriggio del giorno 24 gennaio presso la Sala Chiamata del Porto.
Serve un profondo e capillare lavoro sociale, culturale, informativo, servono politiche che superino le diseguaglianze e promuovano la tolleranza, ma non va assolutamente trascurata la vigilanza e la mobilitazione.
Ciò che i nostri genitori e i nostri nonni hanno sconfitto 70 anni fa, non tornerà.


Segreteria
Camera del Lavoro Metropolitana di Genova

Pd Genova e Liguria

Apprendendo della grave aggressione ai danni di un giovane antifascista da parte di un militante neofascista, avvenuta nei giorni scorsi a Genova, rivolgiamo la nostra solidarietà al ragazzo ferito e ci auguriamo che venga presto fatta chiarezza da parte delle autorità competenti su quanto accaduto.
Nel condannare ogni tipo di violenza che cerchi di sostituirsi al confronto politico democratico, esprimiamo profonda preoccupazione per il verificarsi di episodi come questo. Era inevitabile che nell’escalation della disperazione i più violenti passassero alle mani. Rimane sempre più evidente che è ormai radicata una sorta di licenza alla violenza verbale e alla recrudescenza di atteggiamenti e manifestazioni ispirate al fascismo.
Di fronte al diffondersi, a Genova come purtroppo in altre parti della Liguria e del Paese, di formazioni e movimenti apertamente ispirati a valori fascisti, è fondamentale alzare il livello di guardia e difendere i valori della nostra Costituzione.
In questo quadro, sarà determinante l’esito della votazione martedì prossimo in Consiglio comunale della mozione che il Gruppo PD ha presentato (come fatto anche in Regione dal Gruppo del Partito Democratico), insieme a Lista Crivello, per impegnare il sindaco e la giunta:
– a non concedere spazi o suolo pubblici a coloro i quali non garantiscano di rispettare i valori sanciti dalla Costituzione, professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti, omofobi, transfobici e sessisti;
– a promuovere iniziative culturali affinché sia mantenuta la memoria storica e sia posto all’attenzione, soprattutto delle giovani generazioni, l’affacciarsi di nuovi fascismi che mettono in discussione i principi democratici e di pacifica convivenza;
Senza strumentalizzazioni, tutte le forze politiche, sia di centrodestra sia di centrosinistra o di qualunque schieramento, devono operare insieme per dire no a questa deriva antidemocratica. La tolleranza, la tentazione di sminuire queste azioni interpretandole come espressioni di disagio sociale, o addirittura tollerarle per ottenere qualche consenso in più, avranno come conseguenza un aumento nella sicurezza dei neofascisti e la riduzione della difesa sociale contro le aggressioni verbali e fisiche. Crediamo si tratti di un impegno fondamentale che l’Amministrazione ha il dovere di assumere. Genova è Città Medaglia d’oro per la Resistenza: questa sua storia e identità non devono venir meno oggi e in futuro. E non devono venir meno i valori fondanti dell’antifascismo e della nostra Costituzione, valori a cui noi e tutte le forze democratiche di questo Paese si ispirano.
 
PD Liguria – PD Genova – Gruppi consiliari PD Comune di Genova e Regione Liguria

Lista Crivello

La Lista Crivello condivide a pieno il comunicato di condanna diffuso dall’ANPI Genova a seguito dell’aggressione di venerdì sera di militanti di CasaPound. Ha apprezzato le dichiarazioni del Capo della Procura, Franco Cozzi: “….In questa città non c’è e non ci sarà spazio per la violenza politica e non si minimizzerà quanto accade….”, e riafferma con determinazione che l’unica risposta alle minacce fasciste deve essere unitaria, a partire dalle istituzioni ad ogni livello, comunale, regionale e nazionale. Quest’oggi si leggono dichiarazioni da parte di molti rappresentanti, alla vigilia della discussione in Consiglio Comunale sugli spazi pubblici da non concedere a coloro che con comportamenti fascisti, razzisti, omofobi non garantiscono il rispetto della Costituzione. Il Sindaco Bucci ed il Presidente Toti, ci invitano a condannare la violenza di qualsiasi colore. Vogliamo ribadire che a Genova la sinistra ed i progressisti hanno sempre respinto ogni forma di violenza. Nei prossimi giorni la città ricorderà l’assassinio di Guido Rossa, simbolo di una condanna netta contro le Brigate Rosse. Ciò che colpisce di questo Sindaco e di questa maggioranza è la difficoltà, se non il rifiuto, nel prendere atto che l’antifascismo è un diritto costituzionale e che tutti hanno il dovere istituzionale di difenderlo, sostenerlo, incoraggiarlo. Il Sindaco, deve condannare con forza le aggressioni e le minacce fasciste, senza mai scordare che Genova è medaglia d’oro della Resistenza, inoltre ha l’obbligo politico e morale, di prendere le distanze, senza esitazioni, da chi usa violenza come CasaPound per intimidire ed attaccare la democrazia. Basta con questo atteggiamento che tende a considerare certe organizzazioni e i loro militanti come “pochi ed innocui nostalgici”, fingendo di non capire che siamo dinnanzi al nuovo volto del fascismo nel 2018. Quando avremo l’occasione, ci confronteremo se alcuni episodi sono imputabili o meno al clima politico, oggi le istituzioni con il Sindaco in testa, devono respingere tutto ciò che è violento e antidemocratico e considerare l’antifascismo non un scelta di parte, bensì un baluardo di tutti coloro che si riconoscono nella Costituzione italiana.

I Consiglieri del Gruppo Consiliare Lista Crivello

Partito Comunista dei Lavoratori

Il Partito Comunista dei Lavoratori esprime massima solidarietà alle compagne ed ai compagni antifascisti che mentre affiggevano manifesti in Piazza Tommaseo sono stati oggetto di un raid punitivo da parte di una squadraccia di Casa Pound. Circa trenta persone armate di bastoni e coltelli che nel miglior stile fascista hanno attaccato un gruppetto di antifascisti con il chiaro scopo di intimidire e aggredire, sfiorando la tragedia, ferendo alle spalle con un coltello. Con questa incursione hanno gettato la maschera “buona” con cui si sforzavano di presentarsi: dietro agli aiuti agli Italiani, si nascondono solo prevaricazione e violenza perpetrata con metodi tipici del ventennio.
Le richieste e le manifestazioni di chi si opponeva all’apertura di nuove sedi fasciste e alla loro legittimazione sono rimaste inascoltate, di fatto si è permesso a questi gruppi di agire indisturbati sul territorio e di organizzarsi, passando da aggressioni isolate come quella a Cinzia Ronzitti, ad esibizioni pubbliche con sfoggio di retorica mussoliniana come a Casella, per arrivare a vere e proprie squadre organizzate. Questi vigliacchi sappiano che gli antifascisti non si lasciano intimidire e non permetteranno ai fascisti di impadronirsi della città e del paese.
Il Partito Comunista del Lavoratori sarà sempre al fianco degli antifascisti e dell’Assemblea Antifascista Genovese e continuerà a denunciare e combattere anche i partiti che li hanno coperti, chi ha consentito che si presentassero alle elezioni mascherati in altre liste o autonomamente, chi ha attuato politiche che hanno massacrato la classe lavoratrice e le fasce più deboli.
Ma il fascismo non si combatte con gli appelli a Istituzioni sorde e complici, ma creando un ampio fronte di opposizione che si organizza e lotta sul piano politico contro l’avidità e la sopraffazione del Capitalismo, dell’Imperialismo e delle multinazionali; contro i governi che per mezzo di politiche reazionarie di sfruttamento e precarizzazione hanno creato le condizioni alla destra neofascista di riemergere.
Ribadiamo e rilanciamo la necessità di una partecipazione di massa e di classe al corteo del 3 Febbraio, con concentramento alle ore 15:00 in Piazza De Ferrari, per rispondere con l’azione a queste aggressioni e a questa minaccia.
Perchè il Jobs Act, la legge Fornero, il Decreto Minniti Orlando, le delocalizzazioni, le privatizzazioni, i tagli allo stato sociale hanno creato disoccupazione, precarietà , miseria, limitazione della libertà e creato l’humus su cui il fascismo prospera. E’ ora di dire basta alle organizzazioni neofasciste e ai governi responsabili di questa macelleria sociale. Governino i lavoratori.

Sinistra Italiana

«Calma e “sangue caldo”: reazione deve essere compatta ma ragionata. Chi si stupisce che si sia arrivati al sangue è ingenuo o connivente».
Sconcertati, ma non stupiti, purtroppo. L’aggressione dell’altra sera da parte di militanti di CasaPound ripercorre la linea esatta di una storia già vista, seguita da chi si definisce impunemente ‘fascisti del terzo millennio’: chi si stupisce che si sia arrivati al sangue è ingenuo. O connivente.
Assordante, ancora una volta, il silenzio del sindaco di Genova, che dovrebbe tutelare la sicurezza della città e dei genovesi, ponendo delle distanze inequivocabili con certi movimenti. Distanze che non sono mai arrivate.
Tra i responsabili morali di questa situazione creatasi a Genova c’è senza dubbio la Lega Nord, che in questi mesi ha “scoperchiato il vaso di Pandora” per cavalcare le paure in chiave elettorale, sdoganando derive “a destra” pericolose. Le notizie che arrivano di passaggi di casacca “dal verde al nero”, oggi a livello municipale, non stupiscono, ma dimostrano che tra il partito di Salvini e l’estrema destra la “porta è aperta”. Di tutto ciò che questo comporterà, qualcheduno dovrà assumersene la responsabilità.
Sinistra Italiana porta la sua solidarietà agli antagonisti feriti, appellandosi alla centenaria cultura “della sinistra” per una reazione sì compatta ma altresì ragionata di tutti gli antifascisti genovesi. Oggi la risposta deve essere la più larga e condivisa possibile, e deve soprattutto essere intransigente ma di ampio respiro, gettando le basi per una nuova sconfitta culturale e sociale della realtà neo-fascista.
Quindi calma e “sangue caldo”, perché la reazione a simili episodi sia ferma e immediata ma capace di evitare errori e derive del passato.

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GenovaQuotidiana

Agenzia Giornalistica GenovaQuotidiana Partita Iva 02485610998 Direttore Responsabile: Monica Di Carlo

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