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Treno da Termini arriva con 6 ore di ritardo a Brignole. I passeggeri hanno passato la notte in carrozza

Nello stesso giorno della firma del contratto di servizio tra Regione Liguria e Trenitalia un treno diretto a Genova porta un ritardo di 6 ore e 10 minuti. I viaggiatori, partiti da Termini alle 19,45 dovevano essere a Brignole alle 23,40 di ieri sera, sabato 12 gennaio, ma il convoglio al momento in cui scriviamo (le 5,30 del mattino di domenica) sono ancora “in carrozza”. Sul treno, un “Fracciargento”, hanno passato la notte e iniziato col piede sbagliato il fine settimana.

Il ritardo segnalato sul sito di Trenitalia

E ha un bel dire, l’azienda, nel suo comunicato inviato ieri in occasione della firma del contratto di servizio con la Regione, che la <puntualità percepita dal viaggiatore (comprensiva di ritardi per cause esterne), nel 2017 si attesta all’87,7> (+5,3 punti percentuali. rispetto al 2014) e che <Se si dovessero prendere in considerazione i ritardi imputabili alla sola Trenitalia, la puntualità del 2017 si attesterebbe al 97,9%> (+3,9 punti percentuali rispetto al 2014). Dopo i disagi legati al gelicidio durante il quale un treno diretto a Genova e, poi, in Francia è rimasto prigioniero al Piano Orizzontale dei Giovi per ore. Stanotte è toccato ai pendolari che lavorano a Roma e tornano a Genova nel dine settimana per passare il weekend in famiglia.

Il treno Frecciargento in ritardo di 6 ore (Tutti i diritti riservati)

<Siamo partiti puntuali – racconta Luca Salvo, uno dei passeggeri che hanno pagato all’incirca 40 euro per salire sul treno che li avrebbe portati nella nostra città e sono partiti alle 19,45 e, quindi, da oltre 10 ore -. Il “Frecciargento”, però, si è fermato a Magliano Sabina e lì è rimasto per ore>. Poche le informazioni giunte al personale di bordo che a sua volta poco ha potuto dire ai viaggiatori esausti. <Però è stato estremamente gentile e anche i passeggeri lo sono stati> racconta il protagonista di questa spiacevole avventura.
Pare che a fermare il treno diretto a Genova sia stato il guasto di un convoglio che lo precedeva nella linea e che avrebbe anche determinato un problema ai binari. Il “Frecciargento” è ripartito solo alle 2,10 della notte, però in direzione opposta a quella prevista. <Siamo arrivati a Capena dove, grazie a uno scambio, abbiamo ripreso la marcia per Brignole> prosegue Salvo. Sul convoglio c’erano anche un anziano e un paio di bambini. C’è stato chi ha perso le speranze e si è messo a dormire, chi andava avanti e indietro nella carrozza, chi si è messo a leggere. Parola d’ordine: rassegnazione. Alle 2.10 l’altoparlante ha informato i viaggiatori che il treno era ripartito con 6 ore e 10 minuti di ritardo.

AGGIORNAMENTO:
È con 6 ore e 5 minuti di ritardo che il treno è arrivato alle 5.50 a Brignole. Nessuno, tra il personale Trenitalia, alla stazione, ha accolto i passeggeri esausti, nessuno si è scusato e ha offerto loro un caffè. Non serve dire che nemmeno si sono presentati gli addetti alle indagini sulla soddisfazione del cliente, quella ieri strombazzata in conferenza stampa.

Il tabellone della stazione Brignole che indica il ritardo (delay) come “ind”: indefinito. (Tutti i diritti riservati)

Non certo un bel modo di festeggiare i 15 anni di contratto di servizio firmato ieri da Trenitalia e Regione Liguriamper quanto riguarda non i treni a lunga percorrenza (come quello arrivato dopo oltre 6 ore dall’orario previsto), ma i treni regionali, quelli dei pendolari. Accordo che, spiega una nota <entro il 2023 porterà al totale rinnovo della flotta dei treni regionali in circolazione sul territorio ligure>.
<L’intesa – prosegue la nota -, frutto di un proficuo confronto tra le due parti, è stata sottoscritta dal presidente della Regione, Giovanni Toti, e dell’amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, Orazio Iacono>.

Il Contratto 2018-2032 prevede investimenti per 557,7 milioni di euro, tra rinnovo del parco rotabile e azioni di miglioramento. E’ valido 15 anni e, già da quest’anno, consentirà di offrire ai viaggiatori liguri una flotta rinnovata al 100% entro cinque anni. Di questa faranno parte 28 nuovi treni regionali “Rock”, 15 “Pop”, e 5 “Jazz”, questi ultimi in circolazione già nel 2018, affiancando i 20 “Vivalto” già in esercizio. Quarantotto nuovi treni <con eccezionali livelli di comfort, sicurezza, affidabilità, accessibilità in grado di circolare su tutte le linee> dicono a Trenitalia. I nuovi convogli avranno tempi di accelerazione e di frenata ridotti e questo consentirà di recuperare sui tempi di percorrenza, oltre che sulla loro affidabilità.
L’investimento in nuovi treni ammonta a circa 390milioni. Previsti, inoltre, 31 milioni per il revamping delle carrozze, circa 50milioni di euro di finanziamento per gli impianti, quasi 12 milioni per le tecnologie e l’informatica e oltre 74 milioni per le attività di manutenzione. 

I vertici di Trenitalia con il presidente della Regione Giovanni Toti e l’assessore ai trasporti Gianni Berrino.


<Il contratto di servizio di 10 anni + 5 tra Regione Liguria e Trenitalia – dicono all’azienda – è stato sottoscritto in coerenza con la Normativa Europea 1370, vista la presenza di forti investimenti. L’accordo appena sottoscritto prevede anche una maggiore specificità nel monitoraggio dei fattori di qualità del servizio di trasporto che terrà conto della puntualità e affidabilità rispetto all’orario ufficiale in vigore, del monitoraggio dei treni in fascia oraria di punta sia mattutina che pomeridiana, della pulizia e condizioni igieniche, del comfort di viaggio e dell’aumento dei treni idonei al trasporto dei clienti con disabilità o a ridotta mobilità>.

Sì, però sarebbe bello che i treni cominciassero ad arrivare in orario, a non rimanere imprigionati nel ghiaccio e anche a non far passare la notte su una carrozza ai viaggiatori impiegando da Roma a Genova oltre 10 ore impiegate per percorrere 500 chilometri. Altro che alta velocità: il “Frecciargento” ha viaggiato a una media di 50 chilometri l’ora.

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