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Dall’8 al 20 gennaio: in Borsa la mostra sul viaggio della famiglia Bergoglio

Torna a Genova la mostra fotografica «Genova-Buenos Aires, sola andata», a cura di Massimo Minella, organizzata da Fondazione De Ferrari e patrocinata dalla Camera di Commercio. All’inaugurazione il ministro della difesa Roberta Pinotti. Introduce il vice presidente della Camera di Commercio Massimo Giacchetta

La mostra è partita dal museo della Lanterna, si è spostata sulle terre astigiane della famiglia di Papa Francesco, è stata a Roma all’Istituto Italo Latino Americano, è tornata a Genova nel maggio scorso in occasione della visita pastorale del Papa, che all’Ilva ha potuto osservarla intrattenendosi con il curatore. Ora, dopo aver girato altre città della Liguria e dell’Emilia Romagna, fa ritorno a Genova, al Palazzo della Borsa.

«Genova-Buenos Aires, sola andata» è una storia di mare, di quelle che ripercorrono sul filo della memoria le tappe più significative nella storia di un Paese. Da Asti la famiglia Bergoglio raggiunse il porto di Genova, nel febbraio del 1929,e partì alla volta dell’Argentina in cerca di una nuova occasione di vita e di lavoro. Il viaggio dei Bergoglio è il filo conduttore di questa mostra e del libro-catalogo a essa collegato, con prefazione di Massimo Giletti, ricco di contributi forniti dai più importanti centri di documentazione italiani e argentini.

La riflessione di fondo è un invito a non dimenticare di quando anche gli italiani sono stati «migranti» in cerca di fortuna in terre lontane, desiderosi di riscatto, alla ricerca di una nuova occasione, in fuga dalla disperazione. La mostra si sviluppa per “isole” tematiche attorno a questa lunga e spesso sofferta storia di emigrazione. Dai primi tentativi di inizio Ottocento fino ai viaggi di massa degli emigranti durante il Regime. Ogni “isola” una storia da raccontare e da approfondire, conosciuta o cancellata dalla memoria collettiva, come il tragico affondamento del piroscafo Principessa Mafalda, colato a picco al largo delle coste brasiliane nell’ottobre del ‘27. Fu una delle più grandi tragedie della marineria italiana, che provocò la morte di oltre trecento persone, ma non tutti sanno che su quella nave avrebbero dovuto esserci anche i Bergoglio, che già avevano acquistato il biglietto per l’Argentina, e che rinunciarono solo per i ritardi nella vendita dei terreni di famiglia. La partenza venne rinviata al febbraio del ‘29 e questa volta non ci furono ritardi. I Bergoglio arrivarono a Buenos Aires dopo aver navigato per due settimane sul piroscafo Giulio Cesare. Ma la storia della famiglia Bergoglio diventa anche il paradigma di un Paese che cerca altrove il suo riscatto e che trova, spesso ma non sempre, risposte dall’Argentina. Un viaggio nella storia che ancora ci sorprende e ci spinge a indagare sul nostro passato, trovando chiavi di lettura utili a leggere anche il nostro futuro.

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