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Torre Embriaci, cadono calcinacci. Rischiamo di perdere la nostra torre più bella, vecchia di quasi un millennio

È lì dal 1.100, a sorvegliare il “Castrum”, la zona più antica della città. Ha dunque qualcosa come nove secoli e un po’, quasi un millennio. Nei giorni scorsi la polizia municipale è stata costretta a transennare la scalinata sottostante per la caduta di calcinacci, nell’attesa del lavoro di consolidamento di muratori-alpinisti a carico del condominio di cui fa parte, palazzo Giulio Sale, anche conosciuto come palazzo Brignole Sale, da tempo diviso in appartamenti.
La tradizione la vuole torre della famiglia Embriaci (che invece è poco più avanti, inglobata in un edificio che dopo il trasferimento della famiglia di Guglielmo “Testa di Maglio” diventò il complesso conventuale di Santa Maria delle Grazie la Nuova convertendosi, come molti altri nella zona, ad uso religioso) e invece apparteneva ai De Castro. Alla fine dell’800 l’architetto comunale Alfredo De Andrade aggiunse i merli ghibellini (aggiunti anche a Porta Soprana e a porta dei Vacca, ad esempio). Negli anni Novanta e duemila i condomini cercarono prima di acquisire la stanza in fondo alla torre per riuscire a donarla al Comune che, però, non ha sentito ragioni. Poi i proprietari del palazzo hanno provato a cederla al Fai che, un paio di anni fa, fu costretto a declinare l’offerta a causa degli eccessivi oneri per la ristrutturazione. Fatto sta che un pezzo importante della nostra storia si sta sgretolando, solo uno strutturista può dire con quanto pericolo per l’edificio a cui è poggiata e per quelli sui quali potrebbe cadere, oltre che per eventuali passanti.


È alta 165 palmi (41 metri), e, come molte altre (spesso oggi inglobate negli edifici o trasformate in campanili) è stata costruita con grossi blocchi di pietra bugnata. È l’unica a mantenere la sua originaria altezza dopo l’ordinanza del podestà Drudo Marcellino he nel 1196 impose la riduzione dell’altezza di tutte le altre 65 torri cittadine. Le torri superstiti alla fine del XV secolo erano la metà: 33. Oggi sono poche quelle che si riescono a distinguere: la Torre Grimaldina di Palazzo Ducale, la Torre dei Maruffo di Canneto il Lungo, la Torre dei Morchi a Caricamento, la Torre Piccamiglio in via del Campo. Anche il campanile di San Siro è una antica torre mozzata come il il campanile di San Giorgio che fu la Torre Alberici. Tante altre, inglobate dagli edifici, si possono distinguere nel centro storico proprio dalle caratteristiche pietre bugnate.

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