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Quarant’anni di “Gente di Pre”, mostra fotografica di Adriano Silingardi ai Truogoli di Santa Brigida

Gente di Pre’, una mostra fotografica di Adriano Silingardi dal 12 al 22 dicembre in piazza dei Truogoli di Santa Brigida. Tutti i giorni dalle 15 alle 18, venerdì sabato e domenica dalle 11 alle 19 ingresso libero. Inaugurazione martedì 12 dicembre ore 17

<Da sempre il viaggiatore genovese, ovunque nel mondo, appena rivelata la propria provenienza sentiva esplodere l’entusiastico urlo del suo interlocutore: “Oh Genova, via Prè!” – dice l’autore delle foto. Ex marines, agenti segreti del Mossad, cuochi della Marina di Sua Maestà la Regina, elettricisti di bordo da Hong Kong, tutti conoscevano Genova attraverso la sua porta più facile, utile e anche divertente. Via Prè era via Prè, un luogo che seguiva leggi e riti particolari, ma non separato dalla città, dai suoi traffici, dai suoi aitanti divisi tra i quartieri operai e quelli borghesi; nel dopoguerra il fenomeno migratorio portava migliaia di nuovi genovesi con abitudini, cibi e lingue differenti, ma ognuno prima o poi trovava il suo posto. Come forse si è capito questo dedalo di carruggi è sempre stato nel mio cuore, una sorta di gran tour in poche centinaia di metri, un assaggio di quelle meraviglie del mondo che avrei poi cercato negli anni successivi viaggiando un po’ dappertutto; una promessa cosmopolita che ha segnato la m ia vita. Per questo quando negli anni questa via, questo quartiere sono stati abbandonati e spenti da politiche urbanistiche e sociali velleitarie e inconcludenti ho sofferto, ho sofferto tra i cantieri infiniti, la fuga degli abitanti, la perdita della me moria, il dissiparsi di uno spirito forse ambiguo ma portatore di vita>.

<Questo lavoro è nato quasi per caso dal recupero di parecchie diapositive a colori scattate da me nei primi anni ‘70, in occasione della preparazione di un audiovisivo, lo potrete vedere in questa mostra, sulla distruzione di via Madre di Dio e dell’assalto speculativo che ha rischiato seriamente di cancellare completamente il centro medievale della città – dice Silingardi -. Tra le diapositive ho scelto quelle di via Prè, via del Campo e adiacenze, perché mi hanno immediatamente restituito lo spirito e l’atmosfera di quegli anni di speranza, di lavoro e di un progresso sociale al quale abbiamo rinunciato troppo facilmente. Rivedendo quelle fotografie mi è venuta voglia di rifare gli stessi scatti negli stessi luoghi , scoprendo una specie di macchina del tempo, senza nostalgia sterile e con qualche elemento di riflessione, non necessariamente di segno negativo. Le fotografie di ieri sono a colori, quei colori che nelle loro tonalità di ambiente, di processo chimico e di tempo trascorso sono molto diversi da quelli di oggi, per cui ho deciso oggi di usare il bianco e nero; si capovolge così la percezione moderna di un passato in grigio e di un presente a colori>.

Adriano Silingardi vive e lavora a Genova, dove è nato nel 1951. Ricercatore, collezionista e fotografo, si interessa da molti anni alla fotografia antica, con particolare attenzione al mondo mediterraneo tra ‘800 e ‘900. Su questo argomento ha prodotto e allestito mostre n ell’ambito di Genova Fotografia (a Palazzo Rosso Luigi Fiorillo 2014 , Zangaki frères 2016 ) ed ha pubblicato un libro, “ L’Occhio della Sublime Porta ”, ( De Ferrari editore, 2003 ) . Segue e fotografa i movimenti sociali e politici dalla fine degli anni ’60. Ha esposto a palazzo Ducale , “Genova in Movimento” sui movimenti politici giovanili dal 1970 al 1980 ( 2014 ) e nell’ambito della mostra “ Gli anni del ‘68 ” (2017) . Mostra “ Luoghi Perduti ” sul degrado della città a Santa Maria di Castello (2016) . Ha fotografato la sua città ed in particolare il centro storico e le sue trasformazioni negli ultimi decenni.

 

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