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“La storia del punk”, Gilardino presenta il nuovo libro all’Altrove con i Ramoni, Diego Curcio e Vera Vittoria Rossa

 “No future” cantava Johnny Rotten dei Sex Pistols, mentre i Clash rispondevano a tono con “No Elvis, Beatles or the Rolling Stones”. Era il 1977: l’anno zero della storia del rock, quello in cui la musica è ripartita da capo, con nuove energie e influenze inedite. Il punk rock, che in pochi mesi ha cambiato il corso della musica, al contrario del suo slogan più celebre – nessun futuro, appunto –, ha dimostrato invece di avere un avvenire piuttosto brillante (non solo in campo musicale) e oggi continua ad appassionare e coinvolgere milioni di persone in tutto il mondo.

Una storia che non è ancora finita, ma che vale la pena raccontare nella sua interezza, magari a partire da chi ha piantato i primi semi per l’esplosione di questa rivoluzione (Stooges, Velvet Underground, New York Dolls e MC5 a metà degli Anni Sessanta). A parlarne con dovizia di particolari in un viaggio lungo oltre 50 anni è il giornalista musicale Stefano Gilardino nel libro “La storia del punk” appena uscito per Hoepli. L’autore presenterà il volume – quasi 400 pagine di racconti, interviste, aneddoti e storie incredibili – venerdì 24 novembre al Teatro Altrove di piazzetta Cambiaso a Genova. L’appuntamento è alle ore 21. A intervistare Gilardino saranno Diego Curcio e Vera Vittoria Rossa. Dopo la presentazione del volume, spazio alla musica dal vivo con il concerto dei Ramoni, i Ramones in salsa ligure, che tornano a calcare i palchi dopo cinque anni di silenzio. La band, nata agli inizi degli Anni Novanta con l’obiettivo di “tradurre” in italiano, ma soprattutto in dialetto genovese, il repertorio di uno dei gruppi simbolo della rivoluzione punk, i Ramones, ha cambiato formazione nel corso del tempo, mantenendo intatta la propria missione. Pezzi storici come “I don’t care” diventano “Batto o’ belin”, mentre una canzone simbolo come “Blitzkrieg Bop” si trasforma in “Mah, boh, non so!?!”. La formazione, che idealmente risiede nel borgo di Pentema, oggi comprende Dria, Francu, Drittu e Mariu Ramone. Insomma una serata completamente dedicata al punk (a 40 dalla sua esplosione planetaria nel 1977) e curata dall’associazione Disorderdrama.

 

Stefano Gilardino, scrittore e giornalista musicale, ha iniziato la carriera in proprio, creando la fanzine punk hardcore “Senza Nome”, all’inizio degli Anni Ottanta. È stato redattore di importanti riviste italiane come “Rocksound”, “Speciale Punk”, “Onstage Magazine”, “Dinamo” e “Vida”, e collaboratore di “XL/Repubblica”, “Rolling Stone”, “Bam! Magazine”. Ha scritto il libro 100 dischi ideali per capire il punk (Editori Riuniti, 2006) e collaborato alla stesura delle schede di 1000 concerti che ci hanno cambiato la vita di Ezio Guaitamacchi (Rizzoli, 2010). Nel 2015 ha fondato l’etichetta Intervallo, dedita alle ristampe di sonorizzazioni sperimentali italiane degli anni Settanta. Vive e talvolta si diverte a Milano.

 

 

 

 

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