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L’Italia esce dai Mondiali e i tifosi prendono di mira la pagina social ligure del calcio svedese

L’Italia esce dai Mondiali dopo lo 0-0 a San Siro e la pagina Facebook Calcio svedese Allsvenskan ita (italiana, ma dedicata al calcio nordico), si riempie di insulti. Il peggiore Matteo Albanese, giovanissimo giornalista sportivo savonese (lui si definisce “storyteller”, raccontatole di storie), collaboratore, tra gli altri, anche di PianetaGenoa1893 (dove si occupa della rassegna stampa del mattino e si dedica anche a qualche intervista), e admin della pagina, lo riposta in bella evidenza per esporre l’autore al pubblico ludibrio.

Insomma, c’è qualcuno che non ci sta a veder perdere l’Italia. Anche se il calcio è così: o si vince o si perde. Nelle contese internazionali, quasi sempre per demerito. E così, non digerendo la fine dell’avventura mondiale degli azzurri, scarica la rabbia con insulti e minacce sulle pagine social. Inevitabile che la vittima predestinata fosse la pagina Calcio svedese Allsvenskan ita, dichiaratamente dedicata alla selezione nordica.

Matteo Albanese nella tribuna stampa del “Ferraris”

<Ho da sempre nutrito una particolare passione per la Scandinavia, intesa come regione e come cultura – dice l’aspirante giornalista ventenne che s’è diplomatico al Classico Calasanzio di Cairo e ora studia a Savona dove frequenta il secondo anno di Scienze della comunicazione) -. Poi, specie per via di alcune influenze musicali, sono passato ad approfondire alcune tematiche e tra di esse il calcio. Mi sono ritrovato immerso in uno sport povero ma in netta crescita, ho collaborato con giornalisti ben più affermati di me e ho trovato un ottimo ambiente. Il resto è storia recente, ho cominciato a scrivere di Allsvenskan per Footbola e sono stato notato dall’amico Samuele, che mi ha chiesto se volessi aiutarlo nella gestione dei contenutisti della pagina>. Qualche tifoso italico, però, ha scambiato il fatto che Matteo fosse admin di Calcio svedese Allsvenskan ita per una chiare dichiarazione di tifoseria “traditrice”, per di più colpevole di “gufaggio” del team azzurro. Così sono cominciati gli insulti.
Matteo non si è perso d’animo e ha risposto puntualmente senza perdere la calma. Dice che il suo sogno d’infanzia, quello di fare il giornalista sportivo, non è mai tramontato (<Penso sia fondamentale accompagnare allo studio universitario un’intensa attività sul campo, almeno da poter vantare qualcosa di concreto una volta terminata la laurea>, spiega) e certamente non basterà qualche insulto a fermarlo. Sui social è così, “Facebook rules”. Ci vuole ben altro per fermare un giovane che insegue un sogno nelle tribune stampa dei campi da pallone.

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