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Centro storico, spaccio e siringhe. Viaggio nei nuovi “quartieri della droga” – VIDEO E FOTO

La droga non smette mai di divorare  il centro storico. In principio sono stati i napoletani (con l’aiuto di diversi genovesi), poi i magrebini. Ora è il turno degli africani. Una pallina di crack, derivato povero e scadente della cocaina, costa solo 10 euro di cui lo spacciatore porta a casa solo un euro. Così deve venderne tante, tantissime, e la concorrenza è sconfinata.
Alle forze di polizia, l’eterno gioco a guardia e ladri deve sembrare come svuotare il mare con il cucchiaio. Ne prendi uno e, ammesso di riuscire a portarlo in galera (difficile, con le nuove leggi che stabiliscono un quantitativo di droga minimo perché si aprano i cancelli del carcere e questo gli spacciatori lo sanno), ne escono dieci. Polizia e carabinieri ne arrestano a decine ogni mese, ma non basta, anzi, non serve, perché la malavita ne recluta altri, pronti a rischiare ogni volta la libertà per un euro.
Dopo l’operazione dei carabinieri che ha sgominato la banda dei senegalesi di Pre’, i venditori si sono spostati in altre zone: Sampierdarena (anche lì sono già stati fatti diversi arresti), l’area tra San Luca e le Vigne, nelle sere di movida via San Bernardo dove i magrebini sono stati soppiantati dagli africani. Appena una zona viene “alleggerita”, i pusher ne colonizzano un’altra.

Ecco la batteria di spacciatori che sabato scorso si trovava in via San Bernardo.

Uno dei luoghi più difficili è proprio quella alle spalle di San Luca. Stasera alle 18 vico Spinola e vico alla Torre di San Luca si presentavano così come li vedete nel filmato sottostante. Si dirà che non tutti sono spacciatori. Probabile, ma molti lo sono e finiscono a turno nella rete delle forze di polizia.
Sarebbero circa 600 gli abitanti “sommersi” (irregolari non censiti) nella città vecchia, dove, peraltro, resistono ancora pusher nordafricani e italiani che qualche volta si contendono il territorio con i venditori dell’Africa sub Sahariana.

 

 

 

Da qualche tempo sta tornando prepotentemente l’eroina. Che si compra in centro storico e si usa o in qualche casa abbandonata di cui la porta è stata sfondata (recentemente ne è stata murata una, di Arte, in vico Angeli) o ai margini dei carruggi. Per strada, da diversi mesi, sono ricomparse le siringhe usate.
Questa, fotografata da una mamma preoccupata che è passata lì con il figlio, è stata fotografata nel sottopasso che dai Giardini Baltimora porta all’Inail. Appena si esce dall’ascensore di via Ravasco è questo lo spettacolo davanti al quale ci si trova.

Almeno l’incubo dell’eroina sembrava tramontato. E invece no.

 

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