Annunci

Anche i giornalisti genovesi a Roma alla manifestazione “Libertà precaria, lavoro precario, vite precarie”

<Carcere, minacce, querele temerarie, lavoro irregolare, contratti a tempo determinato che nascono già con la data di scadenza definitiva, vecchi e nuovi bavagli: i problemi dell’informazione e quindi della democrazia di questo Paese devono tornare nell’agenda politica del governo e del parlamento> lo dicono Fnsi e Ordine dei giornalisti che hanno chiamato a raccolta la categoria il prossimo 22 novembre alle 11 in piazza Montecitorio, in un primo importante momento di mobilitazione al quale parteciperanno anche molti giornalisti genovesi.

<Il tema della giornata, “Libertà precaria, lavoro precario, vite precarie”, riassume la condizione dei giornalisti italiani ed evidenza le responsabilità di governo e parlamento – dicono all’Ordine ligure e all’Associazione Ligure Giornalisti -. Noi chiediamo la cancellazione del carcere per i giornalisti, il contrasto alle minacce nei confronti dei cronisti, l’introduzione nel nostro ordinamento di misure contro il fenomeno delle cosiddette “querele bavaglio”. Chiediamo interventi per riequilibrare il mercato del lavoro in cui crescono le diseguaglianze, in cui cresce il precariato grazie a leggi che consentono alle aziende editoriali di utilizzare contratti di lavoro atipico per mascherare lavoro subordinato. Agli editori non è stato richiesto alcun impegno sul fronte dell’occupazione e del contrasto al precariato, a fronte di decine di milioni di euro elargiti non per creare posti di lavoro, ma per ristrutturare le aziende attraverso i pensionamenti anticipati. Il governo non prende neanche in considerazione i danni che l’abuso dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa sta provocando al mercato del lavoro giornalistico e agli istituti della categoria>.
Il 22 novembre, accanto a Fnsi e Ordine, sarà in piazza anche l’Associazione Ligure dei Giornalisti perché <in questi anni la Liguria ha pagato un prezzo molto alto: ha visto chiudere il Corriere Mercantile, fallire televisioni private, calare la saracinesca su piccole realtà dell’informazione, ridurre l’organico di chi è sopravvissuto alla crisi. In tre anni la Liguria è stata al centro di due diverse operazioni di fusione: prima tra il Secolo XIX e La Stampa che ha dato vita a Itedi e ora il passaggio di questa società editrice in Gedi ovvero Repubblica e Finegil. E non c’è fusione che non comporti anche, presto o tardi, una nuova ristrutturazione>.

Annunci

GenovaQuotidiana

Agenzia Giornalistica GenovaQuotidiana
Partita Iva 02485610998
Direttore Responsabile: Monica Di Carlo

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: