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Giardini Baltimora, valanghe di spazzatura. Il presidente del Municipio Carratù: “Nessuno ha competenza e i rifiuti restano lì”

Il presidente del Municipio Centro Est Andrea Carratù denuncia: <Non è compito né di Amiu né di Aster, così nel verde restano bottiglie di plastica e ogni genere di “rumenta”>

Quando, anni fa, i genovesi ribattezzarono i giardini Baltimora “Giardini di Plastica”, alludendo al fatto che si trattava di un luogo sintetico, che non entrava nel cuore e nei percorsi dei genovesi, forse non immaginavano che l’area verde ai piedi del palazzo della regione, a due passi da piazza Dante e dal centro storico, coperta di plastica lo sarebbe stata veramente. Quella delle bottiglie in pet e lvc gettate giù dalla scarpata di via del Colle, che non si degradano mai e restano a formare un tappeto, un monte di rifiuti, insieme ad altra spazzatura di ogni genere.
Tutto resta lì, immobile negli anni, perché, spiega Carratù, nessuno ne ha competenza. È un po’ come il caso della pulizia dei tombini, per cui serve un esercito di competenze le più disparate, col risultato che diventa difficile coordinare e mettere in pratica gli interventi.
<Amiu non ha la competenza – spiega i presidente del Municipio – perché non si tratta di un’area urbana ma di un pezzo di collina in discesa, di una scarpata. Aster non ha competenza perché, pur occupandosi dei giardini, non ha il compito di rimuovere i rifiuti>. Dunque: gli spazzini no, i giardinieri no. Ma a chi tocca pulire? <Qualcuno deve farlo per forza, non si può continuare così – conclude Carratù -. Chiedo al Comune di trovare una soluzione che consenta di intervenire su questo problema di decoro e igiene>.

 

 

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