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Migranti, nasce il comitato “GenovaSolidale”. Giovedì appuntamento al Verdi

La Camera del Lavoro: <Impediremo che i mestatori di paura, che se la prendono vilmente con chi non può difendersi, abbiano diritto di cittadinanza nei nostri quartieri>.
Tra i fondatori: via San Giovanni D’Acri, il centro di documentazione Logos e Anpi. Hanno già aderito la Culmv, diversi sindacati di settore, molte Rsu, professori ed esponenti del mondo della cultura, oltre a Giordano Bruschi, 92 anni, partigiano e lucidissima memoria della città

<Partendo da Multedo, si cerca di diffondere su Genova una cenere tossica. Una cenere sparsa a piene mani da mestatori di paura, da cinici con i neuroni specchio che riflettono solo diffidenza, da professionisti nella costruzione del nemico da usare poi come agnello sacrificale, da arditi che brandiscono il grande coraggio di prendere a calci quelli che non hanno la forza di stare in piedi, da instancabili paladini dell’insulto e delle battute razziste sui social, da abili costruttori di paure e incertezze – che si presentano come eroica e salvifica soluzione, mentre arraffano diamanti in Tanzania per poi dire che i migranti vanno “aiutati a casa loro” – o forse da alcuni semplici imbecilli> lo dicono fondatori e aderenti del costituendo Comitato “GenovaSolidale”.

<La Genova solidale – continuano – ha il cuore, il cervello e la forza per opporsi a questa cenere tossica. La Genova che si è liberata dai fascisti e dai nazisti nel ’45, la Genova del 30 giugno 1960, la Genova che inviò una nave in appoggio alla lotta di liberazione del Vietnam, la Genova che conserva il ricordo dei suoi partigiani, dell’irruzione nazista in Sinagoga del 2 novembre 1943 e degli operai deportati in Germania il 16 giugno 1944, la Genova che non dimentica i suoi nonni espatriati in Nord Europa e in America, la Genova che a Multedo aveva Villa Perla per i figli delle famiglie meno abbienti e ha altre decine di strutture, laiche o religiose, in difesa dei più deboli, la Genova i cui lavoratori insieme a centinaia di immigrati hanno salvato il cantiere di Sestri e che oggi lottano per salvare lavoro e dignità all’Ilva, all’Ericsson e alla Carige. Una Genova con un cuore ma anche un cervello, che sa che una città dove per ogni giovane sotto i 14 anni ci saranno presto tre anziani, ha un bisogno vitale di immigrati. Una Genova che sa che l’esercizio della solidarietà fortifica i giovani e rinvigorisce gli anziani e che ha constatato in questi giorni che serve uno sguardo che vada molto, molto oltre l’orizzonte di un pugno di voti da prendere o da perdere. Una Genova consapevole che non è sufficiente fermarsi all’accoglienza ma occorre anche promuovere l’integrazione. Oggi, dai luoghi di lavoro, dai sindacati, dalle associazioni, dai quartieri, dalle università, dalle scuole, questa solidarietà deve alzarsi in piedi, farsi vedere, confrontarsi, unirsi>.

ASSEMBLEA PUBBLICA PER COSTITUIRE IL “COMITATO GENOVASOLIDALE”
Giovedì 19 ottobre, alle ore 17 – Teatro Verdi di Sestri Ponente
Iniziativa promossa da:
Camera del Lavoro di Genova – Centro di documentazione “Logos” – Anpi Genova

Hanno già aderito alla convocazione dell’assemblea per costituire il Comitato Genovasolidale:
Compagnia Unica “Paride Batini” – Film Genova – Gilberto Salmoni, presidente “Associazione ex Deportati politici e razziali” di Genova – Cristina Quaglia, presidentessa “16 Giugno 1944” – Fials –Rsu Fincantieri Sestri – Rsu Ansaldo Energia – Scuola d’italiano per stranieri – Giordano Bruschi, partigiano – Rsu Ilva – Teresa Tacchella, giornalista – Rsu Abb – Consiglio Unitario dei Delegati Culmv – Silvano Fuso, divulgatore scientifico – Severino Bianconi, associazione “16 Giugno 1944” – Maria Giovanna Figoli, Università di Genova – Sandro Paoletti – RsuLeonardo – Getto Viarengo, ricercatore sulla storia delle migrazioni – Alessandra Ballerini, esperta di diritti umani e immigrazione.

La Camera del Lavoro Metropolitana di Genova, insieme a tutte le sue categorie, impegnata in questi giorni nella difesa dei lavoratori dell’Ilva e nelle altre vertenze che colpiscono il nostro territorio, ribadisce di essere da sempre schierata al fianco di tutti i lavoratori di qualsiasi nazionalità. Vale per le migliaia di operai che contribuiscono con il loro lavoro alla costruzione di quelle navi da crociera che sono il vanto della nostra città. Vale per le migliaia di lavoratrici impegnate nella cura dei nostri anziani in una città sempre più vecchia. Vale per i lavoratori sfruttati e senza regole nel settore dell’edilizia. Vale insomma per tutti i lavoratori che contribuiscono con il loro impegno al benessere di tutti i genovesi. Vale, a maggior ragione, per tutte quelle donne e quegli uomini che, in fuga da guerre, persecuzioni e fame, cercano da noi condizioni di vita dignitose.

La Camera del Lavoro di Genova guarda quindi <con estrema preoccupazione all’insorgere nella nostra città di manifestazioni di intolleranza nei confronti di profughi e migranti. I disagi sociali, presenti da tempo nei quartieri, e acutizzati dalla crisi economica che ha investito il nostro Paese, non devono essere scaricati su chi non può difendersi>.

<Non è accettabile che nella Genova operaia, storicamente accogliente e solidale, avvengano episodi di questo tipo – dicono in via San Giovanni D’Acri -. Per questo la Camera del Lavoro si schiera sin d’ora contro ogni forma di strumentalizzazione politica>.
La Camera del Lavoro di Genova fa sapere, infine, che <impedirà che i mestatori di paura, che se la prendono vilmente con chi non può difendersi, abbiano diritto di cittadinanza nei nostri quartieri>.

 

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