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Genova magica e stregata – La casa dell’inquisitore a San Teodoro

A distanza di quasi vent’anni da “Genova Magica, spettri, demoni ed altri misteri”, dal quale è nato il Gost Tour di Genova, conosciuto in tutto il mondo, Marco Pepé ha pubblicato “Genova Stregata”, un libro che racconta non solo le leggende millenarie che da sempre accompagnano la storia della città, ma anche quelle metropolitane; fatti vissuti da persone normali che sono venute in contatto con eventi surreali e li hanno raccontati. GenovaQuotidiana, da oggi, ve ne propone alcune.

I rapporti tra la Santa Inquisizione e la Repubblica di Genova non furono mai idilliaci. Nonostante i Padri della Repubblica servissero devotamente la Santa Sede, non tolleravano grosse interferenze sull’ordinamento politico della città; furono pertanto concordate con il Vaticano rigide regole sulle reciproche competenze. Si dice che per un certo periodo Genova non ospitasse dentro le mura gli inquisitori che dovettero risiedere necessariamente nella Zona degli Angeli. In Salita degli Angeli, nel quartiere di San Teodoro, a pochi passi da Via Venezia pare che ci sia stata una casa che ospitò, nei secoli fortunatamente ormai lontani, un inquisitore. In questa dimora, che tutt’oggi esiste ed è la sede di un’associazione sportiva, sembrerebbe che in passato, ma nemmeno molto tempo fa, siano accaduti dei fatti davvero inquietanti. Una donna di nome Maura G. vi andò ad abitare con la sua famiglia e rimase traumatizzata da una brutta esperienza. Si erano trasferiti da poco ma capirono immediatamente che qualcosa di oscuro aleggiava all’interno dell’antica e vetusta costruzione. All’inizio pensarono che lo stress del cambio di abitazione influisse sull’umore di tutti, ma quando i fenomeni cominciarono a passare dal mentale al fisico ebbero la certezza che lo stress non c’entrava affatto. Rumori molesti, oggetti che scomparivano per poi comparire in altri posti, le imposte e le porte che si aprivano e chiudevano senza che nessuno le toccasse anche se erano state serrate a doppia mandata, la sensazione vivida di essere sempre osservati. Unica difesa un grosso crocefisso che le era stato dato da un Frate Cappuccino durante una benedizione all’interno della casa. La goccia che fece traboccare il vaso furono dei lividi inspiegabili che la donna trovò sul corpo dei figli. A questo punto bisognava fare qualcosa che andasse ben oltre la semplice benedizione della dimora. Fu così che venne interpellato uno studioso esperto di fenomeni paranormali il quale, scandagliando in lungo e in largo l’appartamento, scoprì cose da far accapponare la pelle.

Fu trovato un doppio pavimento che risultò poi essere il tetto di un’altra casa sepolta sotto di questa; sotto il vano del bagno fu ritrovata una fontana battesimale. Dopo aver scrostato gli stipiti delle porte, vennero alla luce, scolpiti sulla pietra d’ardesia, i nomi dei sette peccati capitali, mentre nel giardino adiacente la costruzione furono rivenuti una moltitudine di oggetti raccapriccianti: catene, croci spezzate, teschi di animali e altre cose inquietanti.
Indagando sul passato della casa si scoprì che durante il periodo medievale la casa aveva dato dimora ad un inquisitore della Santa Sede. Alla luce di tutto ciò la famiglia decise di lasciare per sempre detta costruzione ma non prima di averla fatta esorcizzare. Sembrerebbe che da allora i fenomeni abbiano cessato di manifestarsi. Meno male che si chiama Salita degli Angeli, figuriamoci se si fosse chiamata Salita dei Demoni…

Agli Angeli anche “La processione delle monache”

Tra Salita degli Angeli e Vico Chiuso è possibile di notte scorgere una processione di monache lamentose che in fila indiana, recitando incomprensibili giaculatorie, salgono in direzione di Vico Chiuso nei pressi del cimitero della Castagna. Si legge in un manoscritto di Nicolò Corsi, conservato nella biblioteca Berio, che le prime sepolture del cimitero degli Angeli risalgono all’epidemia di peste del 1657 quando furono seppelliti, in tre grandi fosse comuni, le vittime del morbo delle zone a occidente di Genova. Si dice che le monache andassero lì a pregare per l’anima dei defunti e che abbiano continuato anche dopo la morte.


*Marco Alex Pepè è scrittore, show man, studioso di tradizioni magico popolari, organizzatore d’eventi. È il patron del Ghost Tour di Genova, seguito ad ogni edizione da migliaia di persone. Ospite di molte trasmissioni televisive anche su reti nazionali, è stato promotore di diverse iniziative culturali sulle tradizioni genovesi e liguri ed è il direttore artistico del circolo culturale fondazione Amon. Docente a corsi di formazione per promoter turistici e per l’animazione urbana. È l’autore dei libri “Genova Magica” e “Genova Stregata” per i tipi di De Ferrari.

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