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Sorridi, sei su scherzi a parte 

Ho cercato di tenermene rigorosamente fuori. Per qualche giorno. Primo, perché come spesso ho apostrofato e spiegato al mio amico Antonio Sava’, spin doctor e artefice del clamoroso risultato elettorale del vicesindaco Stefano Balleari, del quale inopinatamente insieme al suo amico Mario si sono perse le tracce: “Anto’ fa caldo”. Secondo perché ho sperato sino all’ultimo che il clangore rumoroso di ferraglia, tipo lame incrociate, si sopisse e come ha sempre suggerito il presidente emerito Giorgio Napolitano, si abbassassero i toni. Infine perché ho sempre pensato che la nomina di Luca Bizzarri, affiancato dal suo amico e sodale Paolo Kessisoglu, forse sarebbe stata più indicata per dirigere il settore Musei e biblioteche del Comune di Genova, attualmente in mano alla dottoressa, nonché avvocato, Cristiana Benetti Alessandrini. E financo del Berio-caffè, scivolato di mano dopo 12 gloriosi anni, al mio amico Paolo Vanni.

Poi però la querelle estiva, di quelle che in pieno agosto eccitano e instillano gocce di adrenalina pura alle letture sotto l’ombrellone, e’ andata avanti. Fino a proporre scenari surreali, orazi e curiazi l’un contro l’altro armati, con tanto di devianze, tradimenti e riposizionamenti.  Allargandosi sempre più, sino a toccare argomenti divisivi, come l’importanza della laurea, specie in Italia, bel paese che esporta laureati come capi modaioli, facendoci ripiombare nelle polemiche che hanno investito prima Il ministro Valeria Fedeli per il suo titolo di studio, o lo sfortunato collega Giuliano Poletti che, mal gliene incolse, ha osato dire, addirittura, come a scopo occupazionale più della competenza e della meritocrazia pote’ il calcetto. Sino a toccare il candidato sindaco Gianni Crivello per il suo diploma da infermiere. Gia’, la laurea agognato e sudato pezzo di carta che poco può in materia di sbocchi di lavoro adeguati. E, tanto per non lasciare nulla al caso, il popolo social si è diviso ancora sul candidato Luca Bizzarri, poi designato dal Sindaco Marco Bucci alla presidenza della fondazione Palazzo Ducale nelle vesti di successore del mai dimenticato Luca Borzani. Chiedendosi se in quella veste fosse meglio un uomo immagine, capace di esportarci oltre Liguria, o, al contrario servisse meglio uno studioso, un addetto ai lavori cresciuto in silenzio nella tranquillità museale studiando opere e vita dei nostri artisti. Nessuno, comunque, in questo caso, si è ripetuto ricordando quello che, secondo i molti critici, rappresenterebbe il peccato originale di questo centrodestra che red carpet dopo red carpet, ha inteso stimolare le fantasie dei genovesi e dei liguri a sentirsi vip peripatetici delle passatoie d’onore come se si trattasse di una passeggiata sulla Croisette. Per molti, persino per molti esponenti del Pd, l’operazione Bizzarri altro non è che un sintomo di plausibile svecchiamento, dopo i successi dell’altro Luca, il Borzani che tutti, dopo avergli offerto le chiavi della città si sono risolti a celebrare per i suoi dieci anni di incontestabili successi al Ducale. Per altri, chiamiamoli i duri e puri, è sintomo dello strapotere di Mediaset, del post berlusconismo in salsa totiana che due anni fa ha avuto l’avventura di sbarcare in Liguria ed avere la meglio sulla Sora Lella. Un mostro a più teste che minaccia Pd e centrosinistra con valenza decennale.

Scontato che Simone Regazzoni, il popfilosofo che passa il periodo estivo girovagando fra un centro e l’altro dove si svolge il festival “Popsofia” e già in passato aveva etichettato come troppo tradizionale l’attività del Ducale fosse d’accordo.”REGAZZONI PER BIZZARRI: SVECCHIARE IL MODELLO CULTURALE DI PALAZZO DUCALE. Mi piace l’idea di Luca Bizzarri a Palazzo Ducale. Nel passato si è fatto bene, ma l’approccio culturale aveva bisogno di essere svecchiato. Oggi cultura (oggi: almeno a partire dagli anni 60) non è solo ciò che si chiamava “cultura alta”. È un universo complesso di cui fanno parte media e intrattenimento. Serve un approccio nuovo: meno pedagogico-ideologico e più ludico. Luca Bizzarri potrebbe dare un contributo in questo senso”. E poi lo stesso Regazzoni plaude all’assessore alla cultura del Comune di Genova Elisa Serafini “PALAZZO POP DUCALE! (FINALMENTE). Da esponente del PD dico che sono felice per la nomina di Luca Bizzarri a Presidente di Palazzo Ducale. Bellissime parole dell’assessore Elisa Serafini: “Da domani Palazzo Ducale sarà un po’ più pop e po’ più di tutti””. 

Meno scontato l’endorsement del capogruppo del Pd in consiglio Regionale Raffaella Paita che ha parlato di scelta glamour ““È una persona capace che ha l’intelligenza per rinnovare e al tempo stesso far tesoro del buon lavoro svolto da Luca Borzani. Fu il gruppo del PD in Regione a proporlo come componente dell’assemblea del Teatro Stabile, dove si è formato artisticamente, proprio per la sua carica innovativa. Negli anni Bizzarri ha dimostrato di avere anche altre capacità, non solo quella di artista, ma anche quella di un cittadino attento ai bisogni di una città che non ha mai lasciato. Anche le sue critiche sono sempre state propositive e indipendenti”. Già, endorsement con coda al veleno. Come dire che Bucci ha scippato al centrosinistra pure questa idea, dopo aver dato prove di straordinaria arguzia incassando i risultati di provvedimenti della giunta di Marco Doria, dalla pulizia del Bisagno al reperimento dei fondi per Amiu.

E se, a questo punto, un quesito occorreva porselo non è tanto sul contenuto entusiasmo del popfilosofo Regazzoni, quanto su quello senza se e senza ma della Paita, solitamente così pervicace nel criticare tutto ciò che proviene dal centrodestra. Perché se Regazzoni ci ha abituato a farci ascoltare anche cose di centrodestra in nome di una oggettività di giudizio che ha sempre contraddistinto il suo modo di pensare, la Sora Lella a Toti non ne ha mai lasciata passare una. Eppero’, forse, il motivo e’ tutto in un cambio repentino di strategia che starebbe a significare una amplificazione della continua mancanza di idee del centrodestra appiattitosi su quelle del centrosinistra. Al che verrebbe naturale chiedersi perché Paita e soci si ostinino a lavorare quando i loro avversari fanno esattamente quello che loro avrebbero voluto fare. Ma forse la questione risulta un pelino più complessa.

Lo si può ben comprendere leggendo il post di Luca Borzani,  il presidente uscente della fondazione Ducale. Niente di nuovo sotto al sole in materia di sussiego e riservatezza. L’uomo è fatto così: algido e un pelino vendicativo anche con chi riduce la cultura ad argomento da macchietta o peggio a sondaggio da quizzone. Spiega Borzani trasgredendo sin da subito a una promessa “Mi sono imposto per cultura e correttezza di non parlare e scrivere su Palazzo Ducale per almeno un anno. Noto solo due cose. La prima e’ che dieci anni fa nessuno si sarebbe interessato di Palazzo Ducale. E la cosa mi sembra la migliore conferma del lavoro svolto. L ‘ altra e’ che vedo un agitato gossip politico mediatico privo di ogni correttezza istituzionale che tocca il culmine con la buffoneria di pseudo sondaggi su FB. C ‘e’ un grande bisogno di piantare bandiere perche’ tutto sembra ridotto a puro gioco di potere, aspirazione a impadronirsi di qualcosa che neanche si conosce. Un atteggiamento che non può’ che produrre tristezza e avvilimento nei tanti che sanno davvero cosa e’ Palazzo Ducale e che ne hanno fatto una piazza aperta e viva della città . Ora mi taccio”. Ipse dixit.

E quindi la prima supplica di Bizzarri, quella di avere un aiutino dal Borzani, probabilmente finirà nel nulla, visti i propositi aventiniani del suo predecessore. Eppero’ così sono i social il mio amico Gianluca Marconi, per esempio gioca sul fattore signor B, dimenticando, forse a bella posta, che entrambi fanno Luca di nome. Ma vabbè ” Sfido chiunque a dire che quando 10 anni fa B. si insediò a Palazzo Ducale aveva previsto l’incredibile exploit che invece ha ottenuto. Con questo non voglio dire che penso che B. farà la stessa cosa. Vorrei dire che secondo me partire subito dicendo “molti godranno se andrò male” mi sembra confermare una sola certezza. E’ proprio genoano. E infatti si chiama B.

p.s. aggiunta seria, trovo francamente ridicoli i post (non chi li scrive, i post che qua siamo tutti suscettibili) di quelli che dicono “lasciamo lavorare, non possiamo sapere cosa farà, non siamo prevenuti, bel post di esordio (sic)”.
Beh, si, sono prevenuto, non mi vergogno di dirlo per paura di passare per manco so che cosa, credo sarebbe stato meglio prendere qualcuno che stava affiancando B. nel suo lavoro, premiare un interno per garantire continuità di una formula che non è stata vincente, è stata STRAvincente.
Soprattutto mi inalbero quando sento discorsi di svecchiamenti (e B. NON è giovane, a 46 anni non si è giovani) di cui non si sente il bisogno perché Palazzo Ducale è estremamente moderno e innovativo, quando sento parlare di cultura pop (che sa tanto di aria fritta detta così visto che è passato dal Ducale il meglio della cultura pop). Spero sinceramente che B. faccia benissimo e che la mia prevenzione si dimostri errata attraverso i fatti perché non godrei per nulla se dovesse andare male perché ci rimetterebbe Genova (di cui mi importa) e non lui (di cui mi importa un filo di meno)”. Punti di vista, naturalmente.

E comunque, poi c’è quella questione della laurea mancante che agita i sonni di molti, come se la laurea avesse potuto limitare le tendenze del candidato della Lega poi ritirato, quel Vittorio Sgarbi, spesso autodistruttivo nei rapporti personali e relazionali. E come se al di là della laurea le esperienze nel settore specifico di Borzani fossero state di altro tipo. Eppero’ la laurea per quel che rappresenta nel nostro paese, forse arcaico, parrebbe fattore imprescindibile.

L’avvocato Oppicelli, che in quanto legale oltre alla laurea ha dovuto superare un esame professionale, non ne fa una questione di titoli “#Bizzarri #Ducale

Premesso che ho conosciuto Luca Borzani e che umanamente non solo non ho nulla da dire ma lo rispetto senz’altro, mi pare che il suo CV (vedi) ante Ducale non evidenziasse affatto competenze così enormemente superiori a Bizzarri per fare il Pres. della Fondazione Ducale”.

Al contrario il mio politologo di riferimento prof. Francesco SantoSubito Gastaldi, trasfertista che insegna urbanistica alla facoltà di architettura della Iuav di Venezia ne fa un cavallo di battaglia e posta a più riprese, rivendicando sul Ducale e sui suoi presidenti una coerenza in negativo. Il tutto in un crescendo  che finisce per risultare un filino provocatorio “Personalmente sono molto perplesso”, poi ” La politica ai tempi dei comici, da Grillo a Bizzarri, il CV è un optional!!!”. E ancora ” Io avrei nominato il Gabibbo”. Con qualche appunto sulla coerenza al sindaco Marco Bucci “Per tutta la campagna elettorale Bucci ha parlato di meritocrazia. Risultato: Bizzarri titolo di studio terza media alla Fondazione Palazzo Ducale per la Cultura …” o, al contrario riscontro di coerenza per il centrodestra “Appoggiavano elettoralmente la Ronzulli, una delle protagoniste delle serate di Arcore e ora nominano Bizzarri …”. E non poteva mancare nemmeno la stilettata al centrosinistra “Imbarazzante il silenzio dell’opposizione sulla nomina di Bizzarri”. O la spigolatura di autocoscienza “Ho contestato Borzani (per molti motivi), contesto la scelta di Bizzarri per il Ducale di Genova. Mi è stato fatto notare: “Ma così facendo al Ducale non farai mai niente”. Farò da altre parti, in altri spazi, in altre situazioni”. Per tornare alla didattica “E poi vai a dire agli studenti che occorre studiare e laurearsi bene, se uno come Bizzarri (non si capisce ancora bene se abbia il diploma di scuola superiore o no) viene nominato presidente del principale player culturale della città di Genova … Lo ritengo un esempio poco formativo e diseducativo” con deviazioni “Una delle componenti della cultura (ovviamente non l’unica) è lo studio; studio duro, intenso, riflessivo, sistematico, non mi sembra il caso di Bizzarri” o, “Ma se al Ducale di Genova intervengono un filofoso, un bioeticista e un antropologo che parlano di un certo tema, li introduce Bizzarri?? Ma dai …”.

E ovviamente il SantoSubito stimola le due fazioni , quella dei professorini e quella dei self made man, o wooman. Manuela Arata, che pur senza laurea ha ideato il Festival della Scienza appare particolarmente reattiva “a proposito della noiosissima querelle (che mi fa venire l’orticaria) sul laureato o non, mi piace diffondere alcuni contenuti di un recentissimo studio proveniente da Mercer, leader mondiale nella consulenza organizzativa e delle risorse umane. lo studio identifica gli aspetti stabili e malleabili del potenziale di prestazione e di leadership, sintetizzando 2500 studi scientifici condotti su 500.000 persone.

Tra i 19 indicatori di potenziale spiccano fattori stabili legati all’intelligenza (abilità cognitive) e alla personalità (coscienziosità, proattività, orientamento all’apprendimento, ecc.) e fattori malleabili che possono essere sviluppati e migliorati (abilità di networking, influenza interpersonale, formulazione di strategia, ecc.) Grandi organizzazioni hanno rimosso il titolo di studio dagli indicatori per selezionare il personale in quanto ricerche scientifiche mostrano che non predice il potenziale di prestazione futura sarà pro domo mea, ma vale la pena rivedere il senso comune alla luce delle evidenze scientifiche e del mondo del lavoro”.

Fustiga il giusto Alessandra Mammi su “L’Espresso” “Se proprio si voleva un genovese “famoso” a presiedere Palazzo Ducale ce n’erano di più adatti del Luca Bizzarri ex Iena. Tipo: Renzo Piano, Germano Celant , Fausto Paravidino che è bravo attore e regista,  Marco Sciaccaluga condirettore dello Stabile di Genova e non dimentichiamo Carlo Freccero che è Savonese ma a Genova fu consulente culturale della giunta Vincenzi.

Insomma Se il “ famoso” doveva essere un requisito che supera il “competente”, si poteva spaziare e immaginare di più. E magari avere entrambe le cose”. Per concludere dopo la designazione di Bizzarri ” Bizzarri lo sapeva. Ha subito sparato su Facebook la sua astuta previsione “ Che sfida. Che onore. Mi mangeranno vivo. Un sacco di gente godrà se le cose andranno male. Accetto”. Sbaglia, in  realtà molti sono con lui. Twitta  Oscar Giannino “finalmente una buona notizia”, lo segue Maria Giovanna Maglie “piacevolmente stupita”. E così ricomincia  la solita lotta fra pro e contro che allontana il punto dolente della questione e domande necessarie:

Con quale criterio si decidono le nomine in questo paese?

E’ normale che in piena globalizzazione  Genova si scelga un presidente per il suo palazzo ducale in quanto “genovese”?

Il “famoso” può sostituire un curriculum? L’assenza di compenso che a volte (ma non sappiamo se in questo caso) è sostituita da una percentuale sugli eventuali sponsor, è davvero un criterio sano per le alte cariche di istituzioni pubbliche? Meditiamo gente, interroghiamoci, rispondiamo e poi arrabbiamoci. Ma presto prima di finire  tutti “morti di fama” (come dice Dagospia)”.

Al che Mauro Traverso posta sfinito ” Sono d’accordo: non parliamo più della nomina di Bizzarri alla Presidenza di Palazzo Ducale.

Parliamo del perché hanno fatto fuori Kessisoglu.😊

Ma bizzarria della bizzarrite l’onda anomala sui social e incontenibile, persino il consigliere delegato alla portualita’ della giunta Bucci, Francesco Maresca vuol dire la sua. E ci sta. Viene da una famiglia di avvocati. E va controcorrente ““E se Bizzarri avesse letto più libri di Borzani? E se fosse un bene avere un personaggio a livello mediatico nazionale per il nostro museo più importante. E se potessero stringersi sinergie con importanti realtà nazionali e internazionali? Genova ha più bisogno di visibilità e freschezza rispetto al gongolamento improduttivo dei suoi saloni!”. Solo che poi incappa nel troppo che stroppia. Acquisita eccessiva sicurezza si dimentica che la materia ostica consiglierebbe prudentemente di restare al coperto. Ma rispondendo ad un commento incappa in un errore da matita blu ” Ok Luisa ma chi è che decide chi sono gli intelettuali. Ti faccio un esempio. Il mio parrucchiere napoletano ha la terza media , ma legge dal mattino alla sera libri di Mann, Roth, Nice ed è amante assoluto dell’opera. Ma lui non è considerato intelettuale? Perché?”. E Gastaldi da formichina attenta del weeb lo becca subito e lo sputtana senza sconti, pur non facendone il nome “Un consigliere comunale:

– un giorno scatena un putiferio su un gruppo di FB per una foto sbagliata, indica lavori fatti da Bucci con una foto di lavori del 2015;

– il giorno dopo dice che con Bizzarri a Genova la cultura torna al popolo …

– sbaglia le doppie e il nome di un filosofo.

Se comincia ad autoscreditarsi, sara un mandato faticoso per lui, e poi se la prende con me …”.

 

A metterci la pietra tombale ci pensa Susy Isabella De Martini, fresca di nomina negli Staes per il centrodestra “Che dire ? Maresca Jr , rappresentante in Liguria del Movimento animalista dell’ ex Ministro Brambilla ha più volte attaccato in modo molto poco simpatico anche me ….forse per dimostrare che aveva ragione Kipling : ” La politica è una vita da cani , senza le buone maniere dei cani …” mi chiedo : l’ ottimo Sindaco Bucci , quanto tempo ancora potrà sopportare i figli di Papà ? Lui che è un ottimo Manager e che soprattutto si è fatto da solo ?”. L’assunto dimostrabile, a scapito di quanto pretenderebbe Gastaldi SantoSubito è che non sempre una laurea può bastare per mettervi in salvo dagli scivoloni della vita. Anche perché il Maresca, quello che nella stirpe fa Francesco, impavido e provocatorio continua “Più sento il rumore dei nemici più godo!” e ancora “Nice era un intellllettttuale”.

Ora io non so se il povero, si fa per dire, Luca Bizzarri continuerà e ci proverà, del resto lui lo aveva previsto, postato e detto che lo avrebbero mangiato vivo. Se intenderà ripensarci potrà sempre dire di aver voluto allestire con la gabola e aiutato dal  Sindaco Bucci, da qualche assessore e da tanti genovesi più o meno illustri,  una puntata speciale di Scherzi a Parte, a cui volenti o nolenti, comparse o protagonisti, a costo di risultare grotteschi non hanno voluto lesinare il proprio personale contributo, tenendo in fine dei conti, fede a quanto va dicendo Dagospia per il mondo dei social dove tutti sono “Morti di Fama”. E dunque l’unico imperativo in mezzo a tanta confusione è sorridere. Luca Bizzarri, artista cinico e arguto riuscirà sempre a tirarsene fuori con classe, magari suggerendo a Bucci e soci di passare la mano a Enzo Paci, altro cabarettista di Zelig e Colorado di origini genovesi. Lui che la genovesita’ ce l’ha nel sangue oltre che ben presente nell’accento. E pensate che nella finzione si fa chiamare perfino Passadore. Il tutto con un’adeguata morale finale a beneficio di tutti “dopo tanti commenti Bizzarri, finalmente un segno di Paci”. In fondo sempre di cabaret… o di finzione…. si tratta. Perché poi, strategia delle strategie, diabolici Toti e il suo braccio destra Bucci, il vero fine di tanta operazione mediatica scopri che è assolutamente un altro. Farci scatenare nel “Bizzarri si’ Bizzarri no” e distrarci quel tanto che basta su un’altra nomina eccellente, quella di Paolo Odone alla presidenza dell’aeroporto Cristoforo Colombo. Quella si’ che sarebbe stata una nomina discutibile. Anche perché Odone, che annovera già la carica di presidente della Camera di Commercio e quella di Ascom, ex membro del consiglio di amministrazione della fondazione Carige, nel Guinness dei primati parrebbe essere il legittimo successore di Giorgio Savinelli, indimenticabile venditore di pipe, e gia’ presidente di Ascom, Camera di Commercio oltre che membro di consigli di anmministrazione di qualche banca, soprannominato, una volta, l’uomo dalle cento poltrone.

Il Max Turbatore

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