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“Mi hanno rubato il prete”, sabato al Carmine la manifestazione dedicata a Don Gallo

Sabato 1 luglio 2017, in piazza del Carmine, a partire dalle ore 17:45, prenderà il via l’11° edizione della manifestazione popolare “Mi hanno rubato il prete”, ideata ed organizzata dall’associazione “Cantiere di Idee del Carmine”, in collaborazione con il gruppo di mediatori urbani “Riprendiamoci Genova”, con la Fondazione artistica “Lorenzo Garaventa” e con il Patrocinio del Comune di Genova e del Municipio Centro Est. “Fare Memoria, per progettare insieme un futuro possibile” sarà la parola d’ordine dell’evento, che segna anche il decennale di attività del “Cantiere di Idee del Carmine”.


Nell’occasione l’evento “raddoppia”: la consueta manifestazione in piazza del Carmine, con incontro a tema, cena all’aperto ed il concerto si terranno al sabato, mentre la domenica, dalle ore 14:30 sarà dedicata alla “Chiamata alle Arti”: l’intero borgo sarà piacevolmente “invaso” da un nugulo di pittori, scultori, disegnatori, fotografi ed altri artisti, che lanceranno insieme a varie associazioni, un ambizioso progetto di attivazione dal basso che mira a far diventare il Carmine una vera e propria cittadella genovese delle arti , proprio come una sorta di “Montmarte “grezza” della Superba. “Mi hanno rubato il prete” ha dato finora un grande contributo per riqualificare il quartiere; adesso l’obiettivo è lavorare per portarlo verso un futuro possibile”, conferma Stefano Bruzzone del “Cantiere di Idee del Carmine”.

“Mi hanno rubato il prete” (diventato nel tempo anche una mostra fotografica, una canzone, un cortometraggio ed un murales), racconta e rielabora sul territorio gli speciali percorsi incrociati di vita e affetto fra don Andrea Gallo ed il borgo cittadino genovese del Carmine; nasce dalla riscoperta dei fatti storici datati 1970 nel quartiere, legati all’avvio del percorso pubblico del “prete da marciapiede”, allora viceparroco, allontanato dalla Curia contro il volere degli abitanti, che reagirono con due grandi manifestazioni spontanee di piazza, finite persino sulle pagine di “Le Monde”. Grazie a “Mi hanno rubato il prete”, che ha portato nel tempo un contributo importante alla riqualificazione del borgo, quei fatti lontani sono diventati di pubblico dominio, ripresi da libri di successo e trasmissioni televisive dedicate a don Gallo (approfondimenti in calce).

IL PROGRAMMA
L’INCONTRO
dalle ore 17:45 è previsto un incontro diviso in due parti: si comincia con “10 anni di attività del Cantiere di Idee del Carmine” & Presentazione del progetto “Carmine = Montmartre grezza genovese” e si prosegue con “Cittadinanza attiva e comitati: progetti dal basso e rapporto con le istituzioni, a partire dal territorio”. Parteciperanno Erika Pardini (Fond. artistica “Lorenzo Garaventa”), Camilla Ponzano (gruppo di mediatori urbani “Riprendiamoci Genova”), Stefano Bruzzone (Ass. “Cantiere di Idee del Carmine”), Luca Curtaz (“AMA Ass. Abitanti Maddalena”), Marika Cassimatis (attivista, ex candidata Sindaco), Fabio Grubesich (ex vice presidente Municipio Centro Est).

LA CENA IN PIAZZA
Dalle ore 19:30 comincia la cena pubblica in piazza, da gustare in compagnia, a sottoscrizione, con menù curato del ristorante “A Cornabuggia” (piazza del Carmine 10 http://www.acornabuggia.it/ – non occorre la prenotazione) e ricavato a sostegno del progetto di riqualificazione del quartiere. A tale scopo si terrà anche un’estrazione speciale con in palio quadri di artisti di rilievo, genovesi e non, ed altri premi messi a disposizioni dalle associazioni e da alcuni esercenti.

Nell’occasione, verrà presentato il nascente comitato “CarMine cittadini in movimento”, presente con un banchetto; si terrà una provocatoria “sfilata di moda” (collegata ad una raccolta di firme), lungo Salita S. Bernardino, grande creuza del quartiere che da tempo versa in condizioni di degrado, con buchi e tamponamenti in asfalto quasi decennali.

IL CONCERTO
Alle ore 21:00 circa inizieranno gli interventi musicali, con Sergio Alemanno https://www.facebook.com/sergio.alemanno.5, capostipite della canzone d’autore dialettale, ospite fisso ed imprescindibile di tutte le dieci edizioni finora realizzate della manifestazione. L’artista, che si definisce da sempre “fabbricante di canzoni”, proporrà alcuni dei suoi apprezzatissimi brani in genovese. A seguire, il concerto degli “Acustico Medio Levante”, https://www.facebook.com/acustico.mediolevante/ storico sestetto genovese che ha messo in musica i versi di Cesare Pavese, Edoardo Firpo e Gigi Boero. La formazione, attiva dal 1999, è composta da Chicco Sciaccaluga voce e chitarra acustica, Renato Uccelli voce e chitarra classica, Carlo Tasso percussioni, Mauro Ierace basso, Paolo Costa Sax, Paolo Picasso chitarra elettrica e tastiere.
All’attivo del gruppo, anche illustri collaborazioni, tra le quali quella con il regista, autore, attore, Arnaldo Rossi, con cui lavorano da sempre. A seguito di oltre 80 rappresentazioni, con il patrocinio di Regione Liguria, Comune di Genova ed il contributo determinante della Provincia di Genova, lo spettacolo “Cesare, perduto nella pioggia”,è stato infine riversato in un CD che ha visto la partecipazione di Bambi Fossati, Max Manfredi, Paolo Agnello, la concertista Michela La Fauci, il Jazzista Andrea Romeo, artisti con i quali hanno fatto varie rappresentazioni dal vivo dello spettacolo. Dal 2002 AML è costituito in Associazione no-profit di produzione e promozione Musicale.

La manifestazione sarà anche in radio frequenza, grazie alla stazione radio dimostrativa presente in piazza, dell’ARI “Ass. Radioamatori Italiani” (sezione di Genova http://www.arigenova.it/ – sede in salita Carbonara 65B al Carmine), che racconterà in diretta la manifestazione; si potrà così iniziare a conoscere l’affascinante mondo dei radioamatori e collegarsi su alcune bande autorizzate.

L’enorme drappo artistico tematico, realizzato appositamente alcuni anni fa dal pittore Enrico Musenich, scenografo del teatro “Lirico” di Cagliari, verrà srotolato dalla cima di un palazzo. Le note e le parole della canzone “Mi hanno rubato il prete!” degli Altera, come sempre, apriranno e chiuderanno la manifestazione, che ha ingresso libero.

 

APPROFONDIMENTI
“MI HANNO RUBATO IL PRETE!”
è la risposta che, all’epoca, un bambino diede ad un vigile che chiedeva perchè stesse piangendo; “Mi hanno rubato il prete!” si è rivelato nel tempo un curioso “crocevia”: da una parte, tramite le nove edizioni della manifestazione finora realizzate (le prime sei con don Gallo protagonista), la mostra delle foto originali di Giorgio Bergami e dei giornali dell’epoca, il cortometraggio, la canzone degli Altera www.youtube.com/watch?v=DpPz5b6BP_E ed il murale omonimi, si è di fatto rimessa in circolo la memoria dell’avvio del percorso del “prete da marciapiede”, fino al 2007 legata a qualche riga in pochi libri come “Il fiore pungente”. Oggi volumi vendutissimi e programmi RAI di successo citano la frase “Mi hanno rubato il prete” o ne utilizzano le immagini collegate per raccontare l’inizio del percorso del sacerdote. Anche per l’ultimo saluto, il 25 maggio 2013, don Gallo è “tornato” al Carmine, ancora nel segno di situazioni e rapporti con le autorità ecclesiastiche che vanno in qualche modo curiosamente a ripetersi (la contestazione in chiesa e fuori al cardinale Bagnasco), dopo tanto tempo, evidenziano il particolarissimo rapporto tra questo luogo e don Andrea Gallo. Da un’altra ottica il quartiere, scivolato dagli anni ’70 in una sorta di “oblio” e “corto circuito” rispetto alla vita pubblica cittadina, grazie agli stimoli nati dalla “riscoperta” del 2007, ha recuperato una parte fondamentale della sua memoria ed ha messo in moto energie che porteranno alla realizzazione di una miriade di eventi culturali sul territorio ed attenzione dai media e delle istituzioni, riportando “di peso” il borgo nell’agenda sociale e culturale cittadina. E soprattutto dando un pesante contributo, diretto ed indiretto, alla riqualificazione dell’intero borgo: piazza del Carmine, che era asfaltata ed assediata dalle auto, infine pedonalizzata; il mercato del Carmine, allora in condizioni fatiscenti e con un solo banco attivo, il ripristino di Salita S. Bartolomeo del Carmine, il ritorno degli alberi in salita Carbonara al posto delle automobili, la ricolori tura dei muri, deturpati da centinaia di scritte, le facciate rifatte, ecc.

IL“CANTIERE DI IDEE DEL CARMINE”: 10 ANNI DI ATTIVITA’
nasce nel 2007, con la partecipazione di alcuni cittadini al Concorso di idee “Partecipazione & Bene Comune” del Comune di Genova con il progetto “IdeArte – Una rete di educazione civica artistica per la riqualificazione del borgo genovese del Carmine” e la 1° ed. della manifestazione “Mi hanno rubato il prete!”; ciò segna il prologo del percorso del “Cantiere”, allora denominato “Gruppo Spontaneo Cittadini del Carmine in Genova”.
La considerazione espressa in un’intervista dal musicista francese Manu Chao “l’unico cambiamento possibile oggi comincia dal proprio “barrio” (quartiere), viene presa alla lettera: nonostante l’assenza di fondi e le forze esigue in pochi mesi vengono realizzati una miriade di eventi culturali sul territorio e non solo, di uscite sui media locali, di incontri con i rappresentanti delle Istituzioni, riportando di peso il quartiere nella vita sociale e culturale cittadina. Era il primo (non facile) obiettivo. Da quel lontano luglio 2007 quindi, un ristretto numero di cittadini, in un quartiere “spento” da decenni quale era considerato quello del Carmine, ha fatto realmente propria l’idea di porre al centro di un percorso la Cultura; senza secondi fini, prendendosi le responsabilità del caso, concretizzando rapidamente una modalità diversa di agire sul territorio. Un gruppo di persone che lavora con un’ottica differente, sempre con la città come fondamentale punto di riferimento, trasformando il luogo comune “questa città (Genova) non ti dà niente” in … “cosa dai tu alla città?”. Tra gli obiettivi, la soluzione di problemi in tempi ragionevolmente rapidi, ricostruire il senso di appartenenza, sempre con lo sguardo rivolto al futuro, nonché la salvaguardia dell’esistente. Gli strumenti utilizzati sono memoria storica, tradizione popolare, aggregazione; sempre utilizzando la massima creatività. Il tutto in un luogo moderatamente controverso e pesantemente sfiduciato verso le Istituzioni. Questo inedito “esperimento sociale”, può rappresentare (come ha già scritto qualcuno) un seme significativo ed una sorta di laboratorio pilota da allargare ad altre zone della città.

Il Carmine, che prima del 2007 era presente sui media locali quasi esclusivamente per fatti di cronaca, prende così parte per la prima volta ad un Capodanno genovese (DJ show reggae in piazza), al Festival internazionale di poesia (reading in più location), alla Notte bianca (il mercato trasformato in un cinema per “La bocca del lupo” – Roberto “Freak” Antoni prima nell’edicola di Largo Zecca e poi live da una finestra in piazza della Giuggiola), al Natale cittadino (presepe vivente itinerante con abiti del ‘600, tra interventi artistici e candele sparse lungo il percorso) ed a una miriade di altre iniziative mirate, mai fini a se stesse.

Gli stimoli o le “scintille” d’avvio generate dal “Cantiere” nel tempo, hanno portato nel quartiere risultati visibili ad occhio nudo: la riqualificazione di piazza del Carmine, che era asfaltata ed assediata dalle auto, infine pedonalizzata; il mercato del Carmine, allora in condizioni di degrado, con un solo banco attivo, il ripristino di Salita S. Bartolomeo del Carmine, il ritorno degli alberi in salita Carbonara al posto delle automobili, il ripristino di piazza della Giuggiola che stava “affondando”, il murales tematico in piazza, segno visibile sul territorio, a sostituire un muraglione fatiscente, la ricoloritura dei muri dell’intero borgo, deturpati da centinaia di scritte e tag, le facciate rifatte, i contributi, diretti ed indiretti per la creazione del CIV di zona nel 2008 e del comitato “CarMine” nel 2017, ecc. Con il progetto “Carmine = Montmartre grezza genovese”, il “Cantiere” festeggia i suoi 10 anni di attività e propone un ‘idea di futuro possibile per il borgo del Carmine.

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