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Borzani, presidente di Palazzo Ducale, lancia una conferenza strategica per il centro storico

<Centro storico, aumentano le retoriche e diminuiscono le idee>. lo ha detto ieri a Palazzo Ducale nell’ambito dell’incontro “il centro storico della città verso un progetto” il presidente Luca Borzani. Nel corso del convegno Borzani ha parlato della necessità di “ricostruire un disegno”. Ha quindi lanciato la proposta di una conferenza strategica per il centro storico e la città


di Monica Di Carlo


<Dopo un periodo in cui per il centro storico si era fatto molto, anche grazie all’impegno dell’assessore Bruno Gabrielli, scomparso recentemente, negli ultimi tempi le azioni di rilancio, ristrutturazione, e recupero sono rallentate>. Lo ha detto Borzani nell’ambito del convegno “Il centro storico e la città: verso in progetto”, uno degli appuntamenti di Univercity, Festival di Arte, Musica, Scienza, Teatro organizzato dall’Università di Genova che con il Ducale ha già avviato, lo scorso anno, il ciclo di conferenze “Rileggere il centro storico” che ha coinvolto professori non solo dell’ateneo genovese, categorie produttive e residenti.
L’abbandono del progetto di recupero e rilancio del centro storico, dopo un lungo periodo di impegno, è avvenuto <non solo da parte della “pubblico” ma anche da parte delle realtà private> ha detto Borzani.
Prosegue qualche azione positiva. Significativo è il risultato dei Rolli Days che, nel corso dell’ultima edizione, hanno visto la presenza di 100.000 persone in due giorni. Ci sono stati il recupero dell’area delle Erbe, la ristrutturazione di palazzo Senarega acquisito dal Comune che ha proseguito il filone della riqualificazione urbana, ma, ha detto Borzani, “si è perso il disegno complessivo”. Di fatto il centro storico è di nuovo vittima di quella sciatteria di cui parlava proprio Gabrielli dicendo che bisognava superarla e indicando, nei fatti, la strada. Una via che ha portato a quello che il centro storico è oggi. Un esempio per tutti: il recupero di via San Lorenzo. Anche la rete commerciale, che era uno dei punti di forza della città antica, ha subito l’attacco della crisi, l’avanzata della grande distribuzione e l’arrivo di tipologie commerciali che portano degrado come i mini market, quelli che sono nati puntando più alla vendita di alcol che alla qualità e al servizio al quartiere. Inoltre esistono due grossi problemi che impediscono l’accesso al centro storico dall’area più turistica della città, il Porto Antico: la situazione in cui versa Sottoripa, piena di negozi di scarsa qualità e di persone ubriache che creano problemi di decoro e, talvolta, anche di ordine pubblico; il fatto che Caricamento siamo ormai una piazza senza identità. Gabrielli pensava lì un mercato di prodotti tipici. Oggi invece è spesso un mercato di merci scadenti oppure punto di convergenza di situazioni di degrado. <A questo – ha detto Borzani – si aggiunge l’assenza di un ragionamento su alcune aree che andrebbero riqualificate. Penso al mercato del pesce e al silos Hennebique. Si sentono sentono proposte autoreferenziali. È come se la politica fingesse di avere un’idea, ma è solo retorica sul centro storico>. L’abbandono della ragionamento complessivo sulla città vecchia ha anche portato problemi legati alla sicurezza o, meglio, alla percezione di sicurezza. La sicurezza può veramente realizzarsi solo in presenza della soluzione di problemi legati alla degrado urbano, alla assenza di qualità dello spazio pubblico. Esistono anche altre difficoltà, quelle relative non all’arrivo ma all’accoglienza dei migranti. Il patrimonio della centro storico è stato in difficoltà diverse volte: nell’ottocento, durante il fascismo, negli anni 50 e 60 (quando furono effettuato e demolizioni) fino ha quando non si interruppe il progetto di diradare la città antica.

Borzani punta quindi a una conferenza strategica a cui ogni soggetto interessato, pubblico o privato che sia, deve portare il proprio contributo. Tutto questo indipendentemente dalle strade suggerite da strategie elettoralistiche. Il disegno per tentare di sfuggire al ritorno dello slogan “Periferia del centro” (come era chiamato fino a 25 anni fa il centro storico) e per riportare alla città vecchia ricchezza e orgoglio, identità alla città, deve essere generale. Punti chiave sono la rete commerciale e quella delle associazioni che si sta consolidando perché queste stanno cominciando finalmente a interagire tra loro.

La professoressa Franca Balletti, docente a contratto di ateneo al dipartimento DSA dell’Università di Genova, ha sottolineato che esistono sacche di degrado edilizio che da sole contribuiscono alla percezione di insicurezza. Anche la movida, secondo lei, può trasformarsi, da problema risorsa di carattere anche turistico. Fondamentale è affrontare il disordine, la mancanza di decoro. Il centro storico che per diversi motivi cammina per ognuna delle sue zone a diversa velocità, deve invece essere recuperato come un unicum. Il turismo è una delle leve del possibile recupero anche in chiave edilizia. Il progetto, secondo Balletti, devi avere una forte regia pubblica ma attori anche privati. Serve un piano strategico di ampio respiro che riguardi il futuro della città intera passando per il centro storico.

Filippo Delle Piane, presidente di Assedil, ha detto di aperte <voler accettare la sfida di Luca Borzani>.
<Il presidente di Palazzo Ducale – ha aggiunto delle Piane – ha individuato le tematiche: il silos Hennebique, Ponte Parodi, il Blue Print>. La mancanza di risorse pubbliche e lo scarso coraggio dei privati ha fatto sì che negli ultimi anni non si potesse andare avanti. Invece <bisogna crederci> ha detto il presidente di Assedil.

Due i fattori che secondo tutti, potrebbero giocare un importante ruolo: l’utilizzo del decreto Valore e Cultura per riuscire a garantire il decoro urbano e anche commerciale alle aree in questione; la possibilità di inserire sulla territorio residenze universitarie ampliando anche l’offerta dedicata agli studenti che si scrivono presso le nostre facoltà, anche ampliando i corsi.

Andrea Bignone, del direttivo di Italia Nostra, ha sottolineato come sia importante anche realizzare percorsi pedonali che siano dotati di illuminazione che regala sicurezza e di segnaletica informativa.

Ha le idee chiare anche Ariel Dello Stologo presidente della Porto Antico S.p.A.. <Il centro storico – ha detto – deve andare avanti, deve avere la possibilità di cambiare>. Non è facile in una città come Genova, che vorrebbe contemporaneamente, ad esempio, <aree linde pulite e silenziose e aree dove giochino i bambini> riuscire a sintetizzare le aspettative dei cittadini. <Quello di Caricamento -. ha sintetizzato Dello Astrologo – è un problema enorme. È sbagliato destinarlo a mercati di bassa qualità. L’uso della zona va ripensato. Caricamento è la porta del centro storico dell’area del Porto Antico>. Invece i turisti, hanno detto un po’ tutti, si trovano in mezzo a mercatino di mutande e carabattole, magari in mezzo alla puzza di fritto. E se lo passano, captano tra le risse e il degrado di Sottoripa.

Carla Sibilla, assessore alla turismo del Comune, ha ricordato i passi fatti nella direzione della rigenerazione urbana. Ha parlato dei giardini Luzzati, del teatro Altrove, di palazzo Senarega dove sta aprendo il Politecnico delle arti, delle recupero di via Conservatori del Mare, del progetto di creare una strada dei cantautori, dell’iniziativa che porterà la collezione di arte islamica della fondazione Bruschettini a fondersi con quella di arte cattolica medievale nel museo di Sant’Agostino. Però non basta. <Bisogna affrontare la questione a un tavolo strategico – ha spiegato Sibilla -. Ad esempio avviando una politica tributaria incentivante con la revisione degli estimi catastali. Perché oggi ci sono immobili in zone degradate inserite in categorie in cui le tasse sono altissime>. 

Serena Bertolucci, direttore di Palazzo Reale e dei musei della Liguria, ha parlato di Pre’. Un quarto del patrimonio edilizio della zona è infatti di proprietà del museo. Palazzo Reale ha avviato un progetto per ospitare negozi di qualità negli spazi che possiede e per tornare ad affittare le case che sono state anche recuperate a un prezzo “politico” per ripopolare la zona di gente “sana”. <Esiste, però, un problema – ha detto Bertolucci -. La via è scarsamente accessibile sia da est sia da ovest. Da una parte (piazza Santa Fede n. d. r.) esiste un locale che porta degrado e forte percezione di insicurezza, dall’altra, quella della Commenda, la frequentazione di persone ubriache che disincentiva la accesso dei turisti>. Questa è una delle emergenze che bisogna affrontare. Di fatto queloa dell’accesso al centro storico, che sia da Caricamento o dai varchi di Pre’, è emerso come uno dei problemi più urgenti. Anche l’accesso dal mercato di piazza dello Statuto è una difficoltà.

Per Alessandro Cavo, membro della Camera di Commercio in qualità di referente del turismo e vice presidente vicario di Ascom Confcommercio, serve un tessuto commerciale vivo e diffuso e <un censimento delle proprietà immobiliari vuote in modo da mettere in piedi progetti di social housing  e co housing. Bisogna, poi, portare nel centro storico persone a lavorare oltre che a vivere. Non basta fare del centro storico un quartiere dove la gente torna solo a dormire. Servono “nuovi uffici” perché l’area sia vissuta in maniera corretta anche di giorno. Anche per Cavo la questione dell’accesso ai portici di Sottoripa è nodale. <Ci sono bancarelle che chiudono il porticato che ospitano attività senza alcuna qualità e che portano degrado>.

Il professor Alberto Diaspro, direttore del dipartimento di nanofisica dell’IIT, ha detto di sognare all’interno dell’edificio Hennebique un laboratorio con spazi per il co housing e servizi ai lavoratori, come il nido. Progetto che <unirebbe die sogni: recuperare l’edificio e creare un laboratorio di ricerca>.

Certamente utile ma non determinante, secondo i partecipanti all’incontro, la videosorveglianza. Stefano Padovano, criminologo, lega strettamente i concetti di città accogliente e città sicura. <La video sorveglianza – ha spiegato – non è indispensabile, ma è importante. Fondamentale è invece il ruolo degli operatori di polizia locale, sensori sul territorio intermediari tra l’amministrazione e la prossimità, eventualmente con il supporto di interpreti e mediatori culturali>. Poi aggiunge: <Ci sono due modi di affrontare il problema: si può governare utilizzando continui allarmi sociali oppure governare attraverso politiche sane. Io sono per la seconda opzione>. Para infine della “ridondanza mediatica” con cui spesso si affrontano le questioni che riguardano la sicurezza

Esiste, poi, una miriade di altri problemi da affrontare nel centro storico, come ad esempio la pulizia e la mobilitá sui quali sarà necessario approfondire nella conferenza strategica.

Per evitare che il nostro centro storico diventi come quello di altre grandi più grandi città turistiche (completamente snaturati sotto il profilo abitativo) bisogna tutelare la presenza della popolazione che attualmente lo vive. <Il nostro centro storico va mantenuto per come è -ha detto Rossella Ridella del Forum del terzo settore -. Non deve essere un ghetto bisogna pensare a un disegno stratificato di società che esiste e va mantenuto. Né ghetto, né società artificiale, diversa quella originale>. Tutti gli elementi vanno tenuti assieme minimizzando i possibili conflitti. Bisogna gestire e intervenire sulla micro e macro e criminalità, entrambe presenti>.

Ricostruire spazi urbani, ha aggiunto Silvia Capurro della direzione urbanistica e grandi progetti del Comune di Genova, servirà anche a costruire relazioni. La qualità del centro storico esclude i mercati con stand dozzinali e che vendono merci come gli aspirapolvere, i locali con le sale slot, i mini market.

Patrizia Gabellini, professore ordinario di urbanistica alla politecnico di Milano e già assessore all’urbanistica della città storica del Comune di Bologna, ha concluso il convegno spiegando che le nuove tendenze parlano della <necessità di allargare i centri storici per garantire una migliore riuscita al progetto. A Genova il centro storico medievale e rinascimentale Deve ampliarsi in un progetto di recupero a al centro ottocentesco e di inizio Novecento>. Fondamentali sia gli spazi pubblici e la residenzialità sia la presenza di spazi lavorativi di uffici che animino la città vecchia di giorno. <Non bisogna avere paura della gentrificazione se non si tirano su muri e il centro storico non diventa un’enclave. Anzi, è una potenzialità da sfruttare>.

La ricetta è quella di insediare nel centro storico un campus rafforzando l’Università e rendendola più attrattiva, sfruttare la sua vocazione di città d’arte turistica, incrementare e aumentare la sua qualità commerciale utilizzando il decreto Valore e Cultura. Un nuovo punto di partenza per sostituire i fatti alle parole e ritrovare finalmente le idee da sostituire alla retorica. Prima che sia troppo tardi.

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3 pensieri riguardo “Borzani, presidente di Palazzo Ducale, lancia una conferenza strategica per il centro storico

  • 22 maggio 2017 in 9:10
    Permalink

    Mi pare che nessuno abbia parlato della puzza di pipì, della situazione dei locali per i rifiuti, ridotti a W.C. pubblici, insomma, dell’igiene in generale.

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  • 22 maggio 2017 in 1:15
    Permalink

    A breve precisazione …Hennebique è parte di un sogno ma il co-housing e la messa in condivisione di servizi da ascensori nei palazzi ad asili nido …può essere realtà in una breve sintesi da articolare.

    Risposta

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