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La Delta Hellas attraccata al porto petroli. È indiziata di aver generato la puzza che nei giorni scorsi ha ammorbato Genova

A liberare nell’aria i tioli (o mercaptani) sarebbe stata una manovra non vietata né pericolosa, ma la tanker ne resterebbe responsabile. Cosa rischia? Una multa di 200 euro.
I tioli non sono pericolosi e vengono immessi regolarmente come odorizzanti nel gas domestico

È arrivata il porto ed è attraccata al porto petroli di multedo la Delta Hellas, battente bandiera greca, la petroliera indiziata di aver causato la puzza che nei giorni scorsi ha riempito la città. La capitaneria aveva smentito che a causare il disagio (perché tale è, non esiste alcun rischio per la salute) fosse stata una nave, ma la polizia municipale del reparto ambiente ha insistito, mappa dei venti alla mano, e, due giorni fa, nella riunione insieme ai vigili del fuoco e alla capitaneria stessa aveva sostenuto la necessità di approfondire l’indagine.


La nave è rimasta in rada più a lungo del previsto a causa di alcune prescrizioni della stessa capitaneria, prescrizioni che ora sembra siano state rimosse, visto che le è stato consentito di entrare in porto. La nave, una tanker, arriva dal porto di Khark, in Iran.
È lunga 274 metri, ha una stazza lorda di 81 mila tonneate e un deadweight di quasi 158 mila. Insomma, non è un guscio di noce.


Se fosse comprovato che i cattivi odori che hanno riempito prima la Valpolcevera, poi il centro fino a Carignano e ad alcuni quartieri del levante, infine il Ponente fossero stati generati proprio da questa nave (lo stabiliranno gli accertamenti in corso), sarebbe accaduto per una manovra usuale. Non si tratta di lavaggio delle cisterne che contengono il “crude oil”, cioè il greggio (che, peraltro sono piene, la Delta Hellas deve infatti scaricare), ma di una manovra abituale e consentita. A fare il fasticcio sono stati i venti, quasi assenti, che hanno spinto la sostanza sprigionata fino a terra, ma non hanno consentito una dispersione veloce. L’aria con la sostanza odorante (non pericolosa) è rimasta a stagnare nei quartieri. È più pesante dell’aria e quindi ha ristagnato in basso, ai primi piani, nella metropolitana, nei fondi e nelle cantine. Si tratta di tioli (tioalcoli o mercaptani), composti organici assimilabili ad alcoli in cui l’atomo di ossigeno è stato sostituito da un atomo di zolfo (da qui, appunto, la puzza di zolfo che si percepiva). Caratteristica comune a quasi tutti i tioli è il possedere un intenso odore sgradevole. Semplici tioli vengono aggiunti al metano come “odorizzanti”, per poterne svelare eventuali fughe.
Le indagini avevano spinto la polizia municipale dell’ambiente ad escludere la responsabiità dei depuratori. La stessa capitaneria aveva escluso quella di navi. Ma i “cantuné” avevano insistito, presentando anche una relazione alla magistratura che ha dato loro mandato a procedere con gli accertamenti che oggi saranno effettuati insieme alla capitaneria.
Trattandosi (sempre che venga stabilita la responsabilità della Delta Hellas) di un comportamento né doloso né pericoloso (anche se spiacevole), la compagnia di navigazione rischia al massimo una multa di 200 euro. Saranno i vigili dell’ambiente a depositare in giornata l’integrazione alla prima notizia depositata al Tribunale.

 

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