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“Tyson” ferito in via Pre’ a colpi di katana. I carabinieri catturano subito il responsabile, ma la storia è misteriosa

Nella città vecchia lo chiamano “Tyson” per via del fisico massiccio e della faccia perennemente imbronciata. Nel centro storico tutti sanno che spaccia, anche per coprire le spese del consumo personale di sostanze stupefacenti. È quindi, probabilmente, una vicenda legata al mondo della droga quella che accaduta ieri verso le 18,30 in via Pre’, poco dopo piazza Sant’Elena. In realtà “Tyson”, incredibile ma vero, è la vittima. È lui ad essere arrivato ieri sera all’ospedale Galliera con un polso e il naso rotto e un evidente taglio sotto l’occhio sinistro. Uno sfregio che il contendente gli ha procurato con un’arma inconsueta, quantomeno nei vicoli: una katana.
È con quella katana (recuperata in seguito in vico Durazzo, perché non è tanto facile farla sparire una katana), con quella spada da samuray dall’impugnatura verde, che un connazionale del colosso marocchino lo ha affrontato in mezzo alla strada, sotto gli occhi dei passanti, dei negozianti e della gente che s’è affacciata dalla finestra per il trambusto. Il feritore è decisamente meno imponente di “Tyson” ma è un fascio di muscoli. Questo chiaramente, non poteva però essere sufficiente a garantire la vittoria in un corpo a corpo con quell’armadio che da tempo scorrazza nei carruggi, tra Pre’ e la Maddalena.
I due si sono affrontati, ma l’intenzione del feritore doveva essere da subito quella di non lasciare molto spazio alle parole, visto che è uscito dalla sua casa di via Pre’ (dove risiede con regolare permesso disoggiorno) armato col sottile e taglientissimo spadone. Si dice che con “Tyson” non ci sia molto margine per la dialettica e anche fare a cazzotti con lui, che è una montagna d’uomo, non deve risultare semplicissimo. Per avere qualche margine di spuntarla, il suo connazionale ha preferito tagliar corto e menar subito fendenti con l’acciaio temprato per poi fuggire a gambe levate lasciando a terra il gigante ferito.
L’uomo è stato subito soccorso, qualcuno ha chiamato il 112, da pochissimo numero unico per l’emergenza. Sono arrivati un’ambulanza e i carabinieri. I militari dell’arma si sono assicurati che le ferite fossero tamponante, quindi sono saliti con la vittima sul mezzo della pubblica assistenza. È lì che, seppur dolorante, “Tyson” ha rivelato nome, cognome e indirizzo del suo feritore, un magrebino anche lui pregiudicato per spaccio. I carabinieri sono andati a casa a prenderlo e quando sono arrivati aveva ancora gli abiti coperti di sangue, tanto che l’uomo non s’è nemmeno preso la briga di discolparsi. È stato arrestato mentre i medici del pronto soccorso del Galliera stavano ricucendo la sua vittima. L’operazione è stata condotta dagli uomini della Compagnia di intervento operativo della Legione Lombardia dei carabinieri e da quelli della Stazione Maddalena. Saranno questi ultimi a dover definire, adesso, le ragioni dell’aggressione di ieri pomeriggio. L’indagine parte appunto dalla “professione” comune dei due contendenti, quella di spacciatore.

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