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Botte a Sottoripa tra bengalesi. Tra Cavour e Ponte Reale ancora problemi di vivibilità e sicurezza

sottoripa
Botte tra due bengalesi, pare per una donna, oggi pomeriggio in Sottoripa. A dividere i due che si sono picchiati verso le 16 (i due sono cugini) è stato un connazionale, parente di uno dei contendenti, che gestisce un chiosco di panini nella via. Uno dei due se l’è cavata con poco, l’altro è ricorso alle cure del pronto soccorso dell’ospedale Galliera con un occhio gonfio e un taglio. Di fatto non è stata una rissa (che comporta la presenza di più persone), ma certo ha colpito i passanti che hanno chiamato subito le forze dell’ordine. Quando la polizia municipale e i carabinieri sono arrivati la lite era già terminata. Per fortuna, pochi erano i turisti che si trovavano a passare di lì. Siamo a febbraio e la giornata fredda non è certo l’ideale per una passeggiata nei pressi del Porto Antico. Il confronto tra i due bengalesi, oltre a rappresentare l’ennesimo problema che la comunità nazionale infligge alla città dopo l’apertura dei mini market dove spesso si vende tanto alcol, rappresenta l’ultimo di una lunga serie di episodi che portano degrado nell’area più turistica della città, dall’inizio dei portici Turati fino all’incrocio con via al Ponte Calvi. La chiusura dei negozi tradizionali, sostituiti da market, pubblici esercizi o paninerie e attività gestite da stranieri e spesso orientate agli stessi stranieri, non incentiva la frequentazione da parte di genovesi e turisti. Le saracinesche chiuse stanno purtroppo aumentando e nessuna misura orientata all’incentivazione dell’apertura di attività commerciali che rappresentino un’attrazione e siano positive per il territorio è stata varata. Il risultato è un capannello di persone eternamente presenti sin da metà mattina nei portici Turati, dove la birra scorre a fiumi e le bottiglie di vetro per terra si moltiplicano. Passare da lì verso le 7 di sera vuole dire fare lo slalom tra gli ubriachi magrebini e romeni, per poi imbattersi, in piazza Raibetta, nella zona del capolinea del 13 e della fermata del metrò in diversi e distinti capannelli di magrebini o sudamericani intenti a bere o centroafricani (che più raramente si presentano ubriachi). Ancora qualche passo e, dopo l’incrocio di via di Ponte Reale, cominciano i crocchi di ubriachi di ogni nazionalità, compresa quella italiana, che bevono in quantità industriale e non di rado si mettono le mani addosso. Ancora stranieri, poco più avanti, colonizzano i dehors dei locali, compreso il McDonald’s dove alcolici non se ne vendono, ma non importa perché chi vuole, oltre a bivaccare occupando sedie a tavolini, arriva già con la lattina o la bottiglia. Tutto questo a poche decine di metri dal Porto Antico, in una zona che è porta del centro storico per i turisti. Non che manchino gli interventi delle forze dell’ordine (almeno nel tratto tra via al Ponte Calvi fino all’incrocio con San Lorenzo, mentre via Turati è decisamente meno presidiata), ma è proprio il mutamento dell’offerta commerciale a determinare il cambio delle frequentazioni e i relativi problemi.
I negozi e i locali tradizionali che restano patiscono fortemente sia dei problemi di ordine pubblico e di decoro, sia del fatto di essere rimasti “isole” capaci di attrattività in mezzo a una serie di negozi di bassa qualità. I cancelli del Porto Antico restano aperti da anni, ma tra l’area dell’Expo e il centro storico si è innalzato un muro invisibile.

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