Annunci

Amiu, battaglia tra i partiti e prove di coesione “col pallottoliere in mano” per la prosecuzione fino a scadenza del mandato della giunta Doria

Il “no” all’integrazione Amiu – Iren diventa, com’era inevitabile, anche un ring politico. Eppure, anche se è evidente e inevitabile che un voto così pesante diventi automaticamente politico, Marianna Pederzolli e Clizia Nicolella, Lista Doria in Comune e Rete a sinistra, che col loro no, insieme all’astensione del compagno di partito Luciovalerio Padovani, hanno contributo (anche se non deteriminato) la bocciatira della delibera Aniu Iren dicono che la loro contrarietà <è stato un voto di merito>. Non una sfiducia alla giunta, ma semplicemente il mancato gradimento della fusione. come dire: “alle prossime votazioni, come quella su bilancio, ci siamo”. Ma la “questione spazzatura” resta centrale. <L’aggregazione proposta dalla giunta – proseguono Pederzolli e Nicolella – non garantiva adeguati elementi di controllo pubblico e si è scelto di perseguire un’operazione cucita su misura su Iren, senza verificare le strade alternative che avevamo indicato> Le due ci tengono a precisare come il punto dirimente condiviso anche dal direttivo, sia non tanto che il controllo pubblico sia garantito dalle quote azionarie in mano pubblica quanto piuttosto dal giusto potere contrattuale del comune rispetto al socio privato: <Per questo era fondamentale mantenere pubblica la proprietà degli impianti che devono essere realizzati secondo il piano industriale>.
<Abbiamo chiesto al sindaco, fin dal 2014, – aggiungono le due consigliere della Lista Doria –  di verificare la possibilità di ricorrere al project financing, oppure di accedere a bandi europei per reperire i 60 milioni necessari. Il Comune ha un bilancio annuale di circa 800 milioni, e negli ultimi anni abbiamo ridotto il debito per circa 20 milioni l’anno. Soldi che, con una programmazione diversa, avremmo potuto spendere in modo differente.  Purtroppo in questi anni non ci è stato riportato nulla dei tentativi di percorrere strade diverse all’aggregazione con Iren. Ed è su questo punto e su questo percorso che abbiamo espresso la nostra contrarietà. Non deve poi essere sottovalutato quanto sta succedendo a Reggio Emilia: nel comune emiliano Iren vuole licenziare 200 lavoratori, eredità delle fusioni delle precedenti società municipalizzate. Un braccio di ferro che sta durando da diversi mesi e ancora non risolto. “Anche in una ipotesi di aggregazione con Iren è importante che il Comune sia nelle condizioni di poter contrattare davvero con il socio gestore>.
<Il realismo non può diventare rassegnazione – conclude Pederzolli – Il compito della sinistra, soprattutto quando è al governo è di immaginare soluzioni nuove o diverse e che non sono le solite vecchie ricette>.

Altra astensione pesante è stata quella di Gianpaolo Malatesta, consigliere comunale a Genova di Possibile: <La delibera di aggregazione societaria di Amiu spa e Iren Ambiente spa non è stata una vicenda semplice, almeno per chi vuole provare ad affrontare i temi attraverso un approccio coerente con le battaglie e gli interrogativi sui beni comuni, sui servizi pubblici, la gestione e il loro controllo. Era semplice liquidare la delibera con un No ideologico alla gestione del servizio. Il nostro approccio è stato di merito, accollandoci l’onere di affrontare una delibera approvata dalla Giunta Doria e inviata all’esame del Consiglio a dicembre, che complessivamente non ci convinceva affatto. La discussione ha portato ad affrontare il tema dei lavoratori, dei loro contratti, del contratto di servizio, del controllo pubblico di Iren e della nuova Amiu con ambizioni regionali, delle tariffe, del piano industriale ottimo, che però si voleva ottimizzare in peggio, del tema dei dividendi e della loro distribuzione. Più di un mese di discussione ai più incomprensibile. Giunta Doria chiedeva una scelta univoca. In quattro anni non si è fatta una minima relazione tecnica, perché la scelta poteva essere solo quella proposta. Non è stato rafforzato il diritto di veto in capo al presidente di nomina comunale per le scelte strategiche. Non è stato sciolto il nodo dei dividendi sui servizi pubblici e della loro distribuzione”. La scelta della mia astensione è per responsabilità. Non volevo votare come Toti e il centrodestra. Volevo essere responsabile, anche se incompreso nell’immediato, soprattutto verso i lavoratori. Purtroppo per responsabilità della Giunta Doria, non avevamo una soluzione B, perché questa è stata l’unica perseguita. Non eravamo determinanti, ma alla fine mi sono astenuto per responsabilità, scevro da opportunità politiche che ci vedranno comunque nei prossimi appuntamenti amministrativi fuori da questa maggioranza e fuori da un vecchio e consumato centrosinistra>.

La segreteria provinciale Pd con i consiglieri regionali e comunali e con i presidenti di municipio, si mantiene sulla posizione del segretario Alessandro Terrile e va al recupero della maggioranza in consiglio: <Il voto di martedì in Consiglio Comunale – si legge in una nota – ha aperto una situazione di grave crisi aziendale per Amiu, che mette a rischio i livelli occupazionali e salariali dei lavoratori, e inciderà sulla tariffa con aumenti non sostenibili per le tasche dei cittadini genovesi. La priorità del Pd genovese è quella di rimediare alle conseguenze di quel voto.
<È necessario che tutte le forze responsabili in consiglio comunale – anche quelle che martedì scorso hanno votato contro – si rimettano intorno ad un tavolo per individuare una soluzione concreta che assicuri un futuro industriale ad Amiu, garanzie per i suoi lavoratori, e qualità del servizio a tariffe eque, senza che ulteriori risorse siano drenate dal bilancio comunale. Noi ci proveremo fino in fondo, impegnando tutte le nostre forze ad ogni livello>.
Anche Raffaella Paita, consigliere regionale dello stesso partito, tenta di lavorare per un accordo:  <La città di Genova – spiega – non può sopportare un aumento tariffario della tassa sui rifiuti che rischierebbe di mettere in ginocchio famiglie e imprese. E i lavoratori di Amiu hanno la necessità di avere delle risposte sul loro futuro . Di questo e di null’altro deve preoccuparsi adesso la politica. Come esponente del Pd mi auguro che di fronte a questo scenario catastrofico, che rischia di far pagare un prezzo altissimo alle fasce deboli della popolazione, ci sia un ripensamento da parte di coloro che hanno, per motivazioni tecnico-amministrative o elettoralistiche, assunto una posizione negativa nei confronti della delibera su Amiu. Ai primi dico: sediamoci intorno a un tavolo e riconfrontiamoci sul merito per trovare una via d’uscita; ai secondi, e in particolare al centrodestra, vorrei invece ricordare che la politica del semplice ostruzionismo ha il fiato corto. Chi ha l’ambizione di governare deve pensare a come evitare il collasso di un’azienda come Amiu e avere ben chiare quali siano le conseguenze per i lavoratori. Chi ha un minimo di senso di responsabilità, in politica, non può girarsi dall’altra parte. Sento crescere una forte reazione sociale che chiede a tutti responsabilità, innovazione e serietà nel trattare temi così delicati. L’azione del Pd sarà fino in fondo animata da questi sentimenti>.
Chi fa sapere di essere pronto al dialogo, ma solo solo <A sinistra del Partito Democratico per una gestione amministrativa veramente al servizio dei cittadini e dei lavoratori, che possa, ad esempio, cercare  soluzioni alternative alle privatizzazioni, che hanno portato al continuo aumento delle tariffe ed dei profitti, grazie anche ai mancati investimenti portando ad una pessima qualità del servizio> è il Prc.
<Dopo il voto negativo dello scorso martedì in consiglio comunale sull’ipotesi di aggregazione Amiu Iren – dicono al Prc Genova – abbiamo appreso che il Sindaco Doria non si ricandiderà. Da circa 2 anni abbiamo preso le distanze da molti provvedimenti di questa Giunta in sintonia con i rappresentanti della Federazione della Sinistra in consiglio comunale, lista che abbiamo sostenuto cinque anni fa. Nel 2012  abbiamo fatto parte di quel movimento che aveva sostenuto il Sindaco Doria, ma che mano a mano ha deluso tutte le aspettative con il quale era stato eletto, dall’atteggiamento sulle grandi opere alla “riorganizzazione” delle società partecipate, da progetti speculativi come il Nuovo Galliera alla non ripubblicizzazione del servizio idrico, per fare alcuni esempi>.

Annunci

GenovaQuotidiana

Agenzia Giornalistica GenovaQuotidiana Partita Iva 02485610998 Direttore Responsabile: Monica Di Carlo

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: