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Terrile: “Ora chi ha votato “no” spieghi alla città l’aumento della Tari fino al 20% e 1.700 posti di lavoro a rischio”

<Il voto sancisce la fine della maggioranza uscita dalle urne, la fine di un’esperienza politica iniziata con le Primarie del 2012> continua il segretario provinciale Pd. Antonio Bruno (Fds): <Per quanto mi riguarda quell’esperienza era già finita da anni, quando ha scelto, tra l’altro, di sostenere la gronda autostradale>

<La bocciatura da parte del Consiglio Comunale di Genova della delibera di integrazione tra Amiu e Iren Ambiente rischia di portare conseguenze gravissime per la città> dice Alessandro Terrile, segretario provinciale Pd.
<Il Pd – continua – ha sostenuto compattamente la proposta, con il voto dei suoi 8 consiglieri, perché abbiamo sempre ritenuto che questa fosse una soluzione capace di rispondere alle esigenze industriali di Amiu garantendo livelli occupazionali e salariali ai lavoratori e limitando l’aumento della tariffa dovuta ai costi extra per la chiusura di Scarpino. Hanno prevalso le eccezioni ideologiche di parte della sinistra e le tattiche elettoralistiche di centrodestra e Movimento 5 stelle, che ora dovrebbero avere il buon gusto di spiegare alla città le conseguenze del loro voto. Non lo faranno. Lo facciamo noi. Senza integrazione industriale Amiu entra in una grave difficoltà economica  con conseguenze che rischiano di incidere sull’aumento della Tari (fino al 20%) per cittadini e imprese  e sulle garanzie occupazionali e salariali per i  1700 lavoratori di Amiu. C’è il rischio inoltre che per salvare Amiu il Comune sia costretto ad impegnare risorse proprie sottraendole ad altri servizi: trasporti, cultura, sociale, scuole. Consideriamo tutto questo inaccettabile e frutto dell’irresponsabilità di chi ha preferito votare non sul merito della questione, limitandosi a posizionamenti pre elettorali.

<Sul piano politico – prosegue Terrile -, il voto sancisce la fine della maggioranza uscita dalle urne, la fine di un’esperienza politica iniziata con le Primarie del 2012. Apprezziamo le parole di Marco Doria, e condividiamo la necessità di verificare in tempi rapidissimi se in questo ciclo amministrativo esistono ancora  i numeri per approvare il bilancio di previsione 2017 ed una soluzione sostenibile per il futuro di Amiu. Non pensiamo di tirare a campare. Prima del destino di questa giunta, e di questa esperienza amministrativa, per il Pd viene il senso di responsabilità nei confronti della città, dei cittadini, e dei lavoratori, che non possono pagare il prezzo di divisioni interne al campo del centrosinistra e tattiche elettorali del centrodestra e del Movimento 5 stelle>.

Polemico il commento di Antonio Bruno (Fds): <Per quanto mi riguarda quell’esperienza era già finita da anni, quando ha scelto, tra l’altro, di sostenere la gronda autostradale, la tav Fegino-Tortona, il progetto speculativo del Nuovo Galliera, lo scontro continuo con i lavoratori, l’estraneità dalle periferie, il blocco di misure a favore del trasporto pubblico, il non perseguimento della ripubblicizzazione del servizio idrico, la privatizzazione della gestione dei rifiuti, Genova capitale del Tricolore, il progetto del Blueprint fallito per il troppo cemento, la subordinazione alla tecnocrazia>.

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