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Rifugiati, botta e risposta tra Anci e Regione. Il caso di Fumeri: la Lega attacca, ma i gestori difendono il loro operato

Migrants arrive at the Sicilian harbour of Pozzallo, February 15, 2015. Some 275 migrants rescued on Friday from overcrowded boats near Libya arrive safely in Sicily, days after more than 300 others died trying to make the crossover.  REUTERS/Antonio Parrinello (ITALY - Tags: SOCIETY IMMIGRATION)

di Monica Di Carlo

Seguiti, accuditi e ben ospitati oppure abbandonati a se stessi. Il tema dell’accoglienza ai migranti, soprattutto in epoca di campagna elettorale, diventa un tema ancora più spinoso, cavalcato “pro” e “contro” da tutte le parti politiche. Che una stessa situazione, però, si possa vedere e raccontare in maniera completamente diversa, anzi, diametralmente opposta, e lascia stupiti per l’ampia discordanza anche i più esperti osservatori delle campagne elettorali che si sono susseguite.
davide-rossiA cominciare e la Lega, con una lettera firmata dal vice segretario provinciale Davide Rossi  <Si è svolto nei giorni scorsi, su richiesta dei residenti, un sopralluogo del dipartimento sicurezza e immigrazione del Carroccio a Fumeri, frazione di Mignanego – spiega Rossi -. Erano presenti oltre al responsabile regionale Davide Rossi, alcuni collaboratori del dipartimento e Antonio Oliveri molto attivo sul sociale, i quali oltre ad aver fatto proprie le lamentele esposte dai cittadini, hanno verificato le condizioni del centro e dei 12 ragazzi ospitati. I cittadini informano che le associazioni gestrici mandano i propri “volontari” solo una volta a settimana e che questi ragazzi sono quindi abbandonati a loro stessi>.
sindaco-mignanego maria grazia GrondonaDi diverso avviso è la sindaco di Mignanego Maria Grazia Grondona: <Non mi risulta che i ragazzi siano abbandonati – dice il primo cittadino – c’è una persona che se ne occupa ogni giorno. Ancora stamattina (ieri per chi legge n. d. r.) la signora che si prende cura di loro è stata nei due appartamenti per raccogliere i documenti che ci consentiranno di emettere carte d’identità provvisorie. A quanto mi risulta, gli ospiti dei due appartamenti frequentano un corso d’Italiano due volte la settimana e hanno ottenuto dal parroco un campetto che si sono sistemati e dove giocano a calcio>. Non risulta a Grondona che a Fumeri esistano problemi causati dai migranti né che si siano determinati episodi di intolleranza.
antonio-olivieriDa parte sua, Antonio Olivieri spiega di essere andato a Fumeri a vedere coi suoi occhi su richiesta di alcuni abitanti e di aver parlato coi richiedenti asilo  riscontrando una situazione differente da quella dipinta dalla sindaco. <Siamo riusciti a parlare con gli stranieri un po’ a fatica – racconta -, perché solo uno parla italiano ed è lui che ci ha fatto da interprete. Le loro principali lamentele riguardano il freddo. Dicono di non avere abbastanza abiti per coprirsi e difendersi dalle temperature rigide. Su nostra segnalazione, alcune associazioni si stanno muovendo per procurar loro vestiti, scarpe e giacche. Poi lamentano che i 2,50 euro che ricevono ogni giorno (la cifra stabilita dal governo n. d. r.) non bastano nemmeno per acquistare un biglietto del bus di andata e ritorno. Uno di loro ci ha detto di aver avuto il mal di denti, ma che l’armadietto dei medicinali era chiuso. Anche gli abitanti della zona dicono di ricordare che quel ragazzo s’è tenuto il mal di denti per tre settimane>.
walter-carrubbaPer Walter Carrubba, presidente della Croce Bianca Genovese che è capofila dell’associazione temporanea che gestisce i due appartamenti di Fumeri (insieme ad Api, Associazione poliziotti italiani), la situazione è diversa da quella descritta da Olivieri. <Sulle prime – dice – gli abitanti erano preoccupati, ma poi hanno capito che non ci sarebbero stati problemi e molti di loro, anche quelli che prima erano scettici, si sono offerti di dare una mano. Abbiamo scelto, volutamente sul posto, una persona che si occupasse dei richiedenti asilo e delle loro necessità. L’abbiamo formata e informata. Si occupa in maniera permanente dei ragazzi. Ad esempio insegna loro a cucinare, perché loro mangerebbero solo pollo e riso, che è quello che sanno preparare. Ad esempio ha insegnato loro la ricetta della frittata di patate, che è una ricetta buona ed economica che serve a variare un po’ l’alimentazione. I ragazzi frequentano l’istituto Primo Levi con il quale abbiamo firmato una convenzione che, naturalmente, paghiamo. Seguono un corso di italiano due volte la settimana. Alla scuola li portiamo con un pullmino che va a prendere loro e i rifugiati che ospitiamo in altri comuni della zona. Tra poco avvieremo anche a Mignanego una serie di lavori socialmente utili, perché i ragazzi vogliono restituire al territorio parte di quello che il territorio dà a loro. In tutte le case che gestiamo c’è il wi-fi superveloce per permettere a tutti di comunicare con le famiglie rimaste in patria>. Tutto tranquillo, quindi? Noi abbiano sentito qualche abitante di Fumeri e non ci ha messo in luce particolari criticità. Certo, l’accoglienza non è una cosa semplice e c’è molto lavoro da fare. Sicuramente non tutto va sempre per il verso giusto. C’è poi il problema che solo una minoranza di comuni accogli e si fa carico dell’intera quota assegnata dallo Stato.
Anci Liguria ha presentato ieri al Tavolo Regionale per l’Immigrazione la propria proposta di gestione dell’accoglienza migranti, condivisa e approvata ieri dall’Assemblea dei Sindaci. Per esprimersi sulla proposta, Anci Liguria – che rappresenta 231 Comuni sul totale dei 235 dei Comuni liguri, oltre alle Unioni di Comuni, alle Province e alla Città Metropolitana –  ha convocato in assemblea tutti i Sindaci.
sonia-viale-620x330<La stragrande maggioranza dei Comuni liguri, circa 150 su 235, non ha partecipato all’approvazione del piano Anci di distribuzione degli arrivi, presentato in prefettura al tavolo immigrazione. Oltretutto, il piano prevede un aumento degli immigrati ospitati nel Tigullio, nel Golfo Paradiso e nella provincia di Imperia: una violazione, questa, a quanto chiesto in modo condiviso dalle Regioni al ministero, di escludere dai nuovi arrivi le province di confine> commenta la vicepresidente e assessore regionale all’immigrazione Sonia Viale, al termine della videoconferenza con il capo di gabinetto del ministero degli Interni Mario Morcone che si è svolta ieri mattina in prefettura a Genova e a cui erano presenti i prefetti liguri, Anci e Comune di Genova. <Il prefetto Morcone – aggiunge la vicepresidente Viale – ha ribadito chiaramente che, a oggi, non è possibile stabilire un tetto massimo agli arrivi per il futuro: è quindi evidente che anche la quota dei 6mila non abbia nulla di definitivo. Ho ribadito la richiesta da parte della Regione Liguria di un maggiore coinvolgimento della conferenza Stato-Regioni sul tema dell’immigrazione, che a oggi è quasi del tutto mancato da parte del ministero, e della necessità assoluta di affrontare il problema degli arrivi a monte, come espressamente richiesto nella ‘Carta di Genova’>. La vicepresidente Viale ha poi sottolineato che <l’impegno finanziario da parte del governo per l’accoglienza solo in Liguria è di 80 milioni di euro, mentre per il Fondo di solidarietà per le disabilità le previsioni della manovra finanziaria sono di un taglio di circa 6 milioni di euro: un’evidente ingiustizia sociale inaccettabile – conclude – verso le nostre fasce deboli>.vinai<A chi sostiene che la nostra proposta non è stata condivisa dalla maggioranza dei Sindaci – risponde Pier Luigi Vinai, direttore generale di Anci Liguria -, voglio ricordare che in tutti i meccanismi assembleari, una volta raggiunto il quorum dei presenti necessario alla validità delle votazioni, la decisione presa è rappresentativa della totalità dell’Associazione – .In questi giorni abbiamo costantemente interloquito con gli amministratori locali, con tutti i mezzi a nostra disposizione, per renderli partecipi della posizione politica e operativa su un tema straordinariamente importante e strategico. Quella che è emersa è la volontà di non subire più il fenomeno dei migranti, ma di volerlo gestire, nell’interesse primario dei cittadini>.
<Dall’Assemblea dei Sindaci – proseguono ai vertici dell’associazione – Anci Liguria ha ottenuto quindi un mandato sui criteri metodologici per gestire i flussi dei migranti: principalmente la ripartizione sulla base di aree omogenee e il passaggio dai Centri di Accoglienza Straordinaria al sistema Sprar, attraverso  cui i Comuni possono gestire l’accoglienza senza subire assegnazioni imposte dalle Prefetture. Dal punto di vista operativo, di concerto con i Sindaci saranno a breve affinati il perimetro delle aree omogenee e le relative quote di attribuzione, che devono necessariamente tenere conto delle specificità dei territori e di alcuni casi eccezionali, come quello di Ventimiglia, su cui Anci Liguria, insieme ai Prefetti e alla Regione, ha ribadito al Viminale la richiesta di inserimento nel computo delle quote di assegnazione. Resta inoltre ferma la volontà di non oltrepassare la soglia dei 6.043 migranti, fissata dal Piano Nazionale di Riparto, oltre la quale Anci Liguria si opporrà con tutte le sue forze, attraverso l’interruzione di qualsiasi attività concertativa e negoziale e intraprendendo tutte le manifestazioni di protesta che saranno ritenute necessarie dai Sindaci>.

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