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La recensione. “Milonga Anarquista” al Teatro Cargo, convince la storia dell’anarchico Di Giovanni, dall’Italia all’Argentina

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di Caterina Bruzzone

La Stagione di Teatro Cargo ha visto stasera sulla scena nella sala di piazza Odicini a Voltri lo spettacolo Milonga anarquista 

La milonga è uno spazio dell’anima in cui prendono corpo i fantasmi della memoria.
La milonga è una musica è un ballo è un luogo, la milonga sono gli occhi neri di Fina che stregano e incantano.
La Milonga anarquista è Storia nella storia: dopo pazienti e minuziose ricerche Annapaola Bardelloni porta sul palco la vicenda di Severino Di Giovanni, giovane anarchico italiano che fuggì visse e morì a Buenos Aires.
Tra i tavolini della Milonga, fra le note del contrabbasso (Stefan Gandolfo) e della chitarra (Nicola Calcagno) Annapaola Bardelloni, costruisce una narrazione come un puzzle di fili dorati in cui si intrecciano vari personaggi, testimoni e vittime della storia. La moglie tradita, i compagni di lotta, la madre di essi, la sua determinata “pericolosa” giovanissima amante.

E, tra una milonga e l’altra, mentre la Bardelloni muta lingua (di origine italo uruguaiana, l’attrice è perfettamente biligue) voce e volto per dare corpo e consistenza ai personaggi della vicenda, lo spettatore è preso dal vortice degli interrogativi tra la cronaca e la leggenda: Di Giovanni fu un eroe o un bandito? Le vittime innocenti della sua lotta sono state utili alla causa libertaria e ugualitaria che difendeva? Le voci ufficiali, i giornali, i biografi lo presentano come un malvivente comune, un rapinatore violento, lombrosianamente pericoloso, sobillato dalla giovane amante e insensibile ai valori della vita.
La leggenda lo vuole puro e onesto come solo i veri idealisti sanno essere.

Emigrato in argentina nel 1922, all’indomani della marcia su Roma, Di Giovanni fece della lotta armata la sua bandiera, portando terrore fra i borghesi e speranza fra i poveri. Diffuse il pensiero anarchico e libertario grazie alla creazione di una piccola casa editrice clandestina. Dopo numerosi attentati fu individuato e si consegnò per salvare i suoi compagni.
Di Giovanni non fu Nicola Sacco o Bartolomeo Vanzetti, ma fu pur sempre qualcuno, lasciò pur sempre una traccia di sé.


Milonga Anarquista
Di e con Annapaola Bardelloni (nella foto sotto). Arrangiamenti e musiche dal vivo: Nicola Calcagno e Stefan Gandolfo.

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Produzione Trabateatro – Compagnia Teatrale Indipendente

Trabateatro – Compagnia Teatrale Indipendente nasce nel 2002 dall’esperimento di un’attrice e due musicisti, Annapaola Bardeloni, Nicola Calcagno e Stefan Gandolfo: come far dialogare strumenti e voce senza fermarsi all’idea del sottofondo o dell’accompagnamento? Dallo studio nasce un alfabeto comune e il primo spettacolo Trabazask, dedicato a Fabrizio Da André, che rimane in scena ininterrottamente dodici anni. Così il gruppo prosegue la sua attività mantenendo come filo conduttore l’incontro tra musica e parola, canzone e narrazione.

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