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Tu mi fai girar come fossi una bambola

Non so se la bambola (gonfiabile) e con volto del futuro candidato sindaco Luca Borzani, con tanto di irsutaggine posticcia disegnata sul petto, potrà mai diventare un conteso oggetto cult e da collezione per i fanatici del kitsch. Certo è che – non si sa mai – consiglierei a quegli sciuscià dell’informazione genovese che rispondono al nome di Marco Preve e Ferruccio Sansa ed editano LiguriTutti, di brevettare l’ultima folgorante idea,  insieme alla riuscitissima imitazione di Claudio Burlando.

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L’oggetto, come vi dicevo, un pelino inquietante, e’ frutto della sempre fervida immaginazione dell’abbinata giornalistica e nasce come risposta alla ricerca, ormai quasi una sindrome acuta, del popfilosofo autocandidato autoconvocato alle primarie Simone Regazzoni di un confronto epistolare con l’amico e avversario presidente della fondazione palazzo Ducale e probabilmente candidato sindaco unitario Luca Borzani. Borzani strategicamente o forse solo sussiegosamente evita il duello continuando noncurante a postare foto in bianco e nero sul suo profilo social. L’ultima è quella di una ballerina con ali da farfalla pronta a prendere il volo. Il che la dice lunga sul suo probabile futuro.
Solo che Sansa e Preve, probabilmente degli inviti del popfilosofo non ne potevano più. Perciò in maniera satirica hanno cercato di farglielo sapere con un articolo intitolato “Primarie Pd, una bambola per Regazzoni” che dice “Una start up di ingegneria ha deciso di raccogliere l’appello proveniente dalla Protezione Civile che ha confessato di non essere in grado di aiutare Simone Regazzoni nella sua incessante richiesta di un colloquio/sfida/confronto/dibattito/relazione/breveincontro/liaison/leggerosfiorarsi/apostroforosa con Alessandro Terrile, Luca Borzani, Terminator o Pluto .Alcuni operatori del disagio e diversi giornalisti emotivamente provati dal numero di comunicati stampa del pump filosofo si sono consultati con i giovani innovatori tecnologici e hanno trovato la soluzione. Una bambola gonfiabile con il volto di Luca Borzani (Terminator è troppo brutto, Pluto ha il copyright e Terrile non se lo ricordava nessuno). Si spera così che Regazzoni potrà soddisfare nel buio della sua stanzetta le sue più oscure perversioni: leggere al bambolotto Borzani l’opera omnia di Derrida; fargli tutti i nomi e cognomi dei genovesi che non hanno gradito il videomapping sul Ducale; fare i nomi e i cognomi di tutti i tesserati del Pd che sostengono il giovane Simone (non è una pratica che porti via molto tempo); umiliare Borzani  elencandogli tutti i dinosauri del Pd e tutti gli antichi luoghi del potere genovese (ma evitando con cura di nominare la Fondazione Carige); simulare, nel suo finto seggio della Barbie costruito in un angolo della stanzetta, la lettura delle schede delle primarie in cui Borzani raccoglie un quinto dei voti di Regazzoni (cioè 2); infine un rapporto dialettico a tre con un cartonato di Renzi. La bambola è dotata di uno spillone per l’acme della soddisfazione politica: il flop dell’avversario”. Fin qui quei monelli di Preve e Sansa che non guardano proprio in faccia nessuno. Perché se la cosa potrà sicuramente non aver fatto piacere a quell’egoriferito è un po’ logorroico Regazzoni, allo stesso modo dispiacerà al Borzani che si vedeva già in volo, trasformato da crisalide in farfalla verso la gloria e il sol dell’avvenir. Ed invece, esteta qual è, si ritroverà a postare, probabilmente, altre foto, ostinatamente in bianco e nero, sempre più tetre, in modo da sfogare la sua malmostosaggine. L’autoironia, anche se scherzosa, satira sferzante o a fin di bene, non è prerogativa che appartiene all’uomo che ha rilanciato la cultura genovese.
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Anche se poi la sua opera d’arte e’ stata quella di aver ospitato la mostra di Warhol, visionario pop che ha trasformato in arte gli oggetti di tutti i giorni. A lui  la bambola gonfiabile con volto del Nostro operatore culturale, probabilmente sarebbe piaciuta. E chissà che di fronte a questa perorazione il Borzani non decida mostrarsi finalmente autoironico e di portare con se, nei prossimi appuntamenti elettorali, come portafortuna, la bambola frutto della sensazionale immaginazione di Preve e Sansa. Sul palchetto dei comizi, old style anni Settanta, e davanti alle telecamere nelle tribune elettorali. Come un qualunque candidato gonfiabile, o sgonfiabile. A seconda di inclinazioni, simpatie politiche, e punti di vista.

Il Max Turbatore

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