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Tre consiglieri comunali lasciano il M5S, fondano “Effetto Genova” e accusano “Si privilegia una comunicazione da televendita a scapito dei contenuti”

<Cinque anatre volano a sud: molto prima del tempo l’inverno è arrivato. Cinque anatre andavano a sud: forse una soltanto vedremo arrivare, ma quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare, che bisognava volare, che bisognava volare, che bisognava volare>: comincia così, con due frasi di una canzone di Guccini, l’addio di Emanuela Burlando, Paolo Putti e Mauro Muscarà, consiglieri comunali, al Movimento 5 Stelle nella cui lista erano stati eletti quasi 5 anni fa. È una canzone che è un inno alla resistenza, all’anticonformismo, alla libertà personale: dietro una scorza di nero e caliginoso darwinismo di facciata si cela infatti la lotta per la vita, per la dignità, per un’esistenza giusta e finalmente soddisfacente.

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Paolo Putti

<Un gruppo di uomini e donne 7 anni fa aveva deciso, a Genova, di volere arrivare a sud per ridare a questa città e alla comunità che li vive la voglia di capire, di informarsi, di pretendere informazioni, di assumersi responsabilità, per riprendersi con pienezza il ruolo di cittadini, volando con le ali che allora apparivano le più disponibili, le più bianche, le sole in grado di garantire un volo libero e coerente che quest’ardua impresa richiedeva – spiegano i tre -.  Da ormai due anni viviamo queste ali come un fardello enorme da portare, abbiamo provato a chiedere di riprendere il volo che avevamo iniziato, ma nulla ci è stato risposto, se non un vago e perentorio “il movimento è cambiato , se non ve la sentite ci sono tante altre cose da fare nella vita”, abbiamo creduto nelle competenze e nel merito come criteri guida per individuare le persone giuste per ogni ruolo anziché le raccomandazioni o le convenienze. Avremmo potuto accettare in silenzio, ma eravamo e rimaniamo convinti che la critica costruttiva sia l’unica possibilità di crescita possibile.  Avremmo potuto difendere, senza farci domande, la posizione del “partito” e dello “staff” e scegliere di solleticare la pancia della città, a discapito della consapevolezza dei nostri concittadini, ma noi non siamo né abbiamo mai voluto essere questo. Noi avevamo e abbiamo l’incarico di una città, avuto da 34000 persone, di tutelarne i bisogni, le speranze, i sogni e per noi questo è sempre stato l’unico mandato. Siamo partiti che dovevamo promuovere la consapevolezza dei cittadini, oggi sembra ci venga richiesto di raggiungere il consenso che da il potere, privilegiando una comunicazione da televendita, a scapito dei contenuti e della necessità di capire e approfondire>.

Emanuela Burlando
Emanuela Burlando

<Non siamo cambiati noi – aggiungono i tre -.  Abbiamo ancora quei sogni, quelle speranze e quella voglia che qualcuno li porti avanti nelle istituzioni, è il Movimento a essere cambiato>: un pesante j’accuse al partito in cui da tempo, è noto a tutti, serpeggiano quei malumori che hanno portato già molti attivisti della prima ora a prendere le distanze. Questa che è avvenuta a Tursi è una nuova scissione che ufficializza la rottura tra i tre componenti del consiglio comunale e Alice Salvatore, guida del M5S a Genova e consigliere regionale. <Si può dire che non siamo noi ad uscire dal Movimento, ma è il Movimento che è uscito dal tracciato di quel volo che avevamo iniziato e che quindi ci costringe a prenderne le distanze – proseguono itre transfughi -. Formeremo un altro gruppo, temporaneamente, che si chiamerà Effetto Genova, per salvaguardare fino all’ultimo i diritti e il benessere dei genovesi tutti e per rivendicare il buon lavoro fatto sul territorio, giorno per giorno – alcuni nostri compagni, diversamente, hanno preferito altre vie -, scegliendo anche posizioni scomode, ma sempre coerenti con il programma del Movimento, scritto insieme ai nostri compagni di viaggio a sposato a tutto tondo, senza sconti, o senza assecondare le platee per cercare con opportunismo il consenso. Tutto questo siamo stati in grado di guadagnarlo con l’aiuto di tante persone e di attivisti in gamba, linfa primigenia del Movimento, almeno come noi lo conoscevamo.  A questo noi ci siamo riferiti, su questo abbiamo chiesto in questi anni all’assemblea di misurarci e questo continueremo a seguire come “Effetto Genova”>.

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Mauro Muscarà

Altre due citazioni che lanciano un messaggio chiaro di pesante critica concludono la nota dei transfughi. La prima è una frase di Jaques Gaillot vescovo cattolico e attivista francese. In ragione delle sue posizioni su alcune questioni sociali è soprannominato “il chierico rosso”: <Quando la persona ha paura, non è libera e quando è libera, fa paura>. la seconda è l’articolon21 della costituzione: <Tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione>. Burlando, Putti e Muscarà <senza dover chiedere il consenso ad un esperto di comunicazione o ad un capo politico>.
Il gruppo del M5S in comune resta formato da Andrea Boccaccio e Stefano De Pietro. <Ringraziamo Paolo, Emanuela e Mauro per il tanto proficuo lavoro svolto assieme, agli attivisti e a tutti i cittadini in questi quattro anni e mezzo d’incarico – dicono i due -. Per i mesi restanti alla fine del ciclo amministrativo, rinnoviamo il nostro impegno a perseguire il programma M5S in ogni sede istituzionale, rispettare gli impegni verso i cittadini nel confronto quotidiano con categorie/organizzazioni/comitati e sostenere l’appassionante campagna elettorale che c’aspetta sulle strade del nostro Comune>. Come se nulla fosse accaduto.

 

Sala rossa consiglio comunale

 

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