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Nuovo carico di carbone alla Centrale Enel, Legambiente: “Con la scusa dell’emergenza, si giustifica una azione dal forte impatto inquinante”

Nuovo carico di carbone sloveno in arrivo da Capodistria per alimentare la centrale termoelettrica sotto la Lanterna, pesanti critiche di Legambiente Liguria

centrale-enel<L’emergenza energetica francese – commenta Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – era nota già da settembre, da quando è stato avviato il programma per la manutenzione ed il controllo della sicurezza sui reattori nucleari. Assurdo, sapendo con mesi di anticipo che un paese europeo che basa il 75% della produzione elettrica sulla pericolosissima fonte nucleare avrebbe fermato un terzo delle sue centrali, non aver pianificato un sostegno basato sulla fornitura di energia da centrali pulite. Ancora una volta, con la scusa dell’emergenza, si giustifica una azione dal forte impatto inquinante>.
<La Francia  – continua Grammatico – è passata da esportatore ad importatore di elettricità, avendo fermato in questi mesi un terzo dei 58 reattori nucleari presenti nel paese. L’Asn, l’autorità per la sicurezza nucleare francese, allarmata da alcuni difetti costruttivi presenti nell’acciaio che copre la parte più pericolosa dei reattori nucleari, ha ordinato severi controlli. Nei prossimi giorni grazie all’assenso arrivato dall’Autorità per la sicurezza nucleare francese, dovrebbero ripartire nove centrali che hanno superato le verifiche rendendo meno grave la situazione. In questo caso risulta ancora maggiore la beffa dell’arrivo della Sider Tis, la nave che ha caricato tremila tonnellate di carbone in Slovenia e in arrivo al porto di Genova, per il riavvio della centrale termoelettrica>.
Legambiente chiede al Ministero dello Sviluppo Economico di derubricare la centrale genovese da “strategica” per avviare la definitiva dismissione. Inoltre nella strategia energetica nazionale (Sen) che il governo presenterà ad aprile venga prevista la chiusura delle centrali a carbone. Nella Sen <sarà necessario inserire un meccanismo di sicurezza per l’approvvigionamento energetico finalmente trasparente, che non preveda ulteriori carichi inquinanti per i territori e eviti ritardi nelle dismissioni delle centrali o speculazioni su mercato elettrico, considerato che questi mesi di “emergenza” francese verrà a costarci, con rincari in bolletta, circa 1.5 miliardi di euro> concludono all’associazione ambientalista.

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