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Movida ostaggio dei ragazzini. Risse e pestaggi in San Donato e Stradone. Ieri pattuglione dei carabinieri

Risse e pestaggi sono ormai una costante del fine settimana. L’ultimo caso eclatante è segnalato venerdì notte: un trentacinquenne è stato preso a botte dal branco perché ha osato protestare per un lancio di bottiglie di “Birra Moretti”, bottiglie che non vende alcuno dei bar della zona. Che la zona, parliamo di via San Donato, stesse per essere investita da qualcosa di più di un semplice problema di vivibilità era chiaro a tutti.Tanto che i frequentatori tradizionali, quelli un po’ più grandi, “girano largo” determinando una situazione difficile per i locali, i cui titolari cominciano a non temere solo per la le proprie attività, in grave difficoltà sia per l’anticipo dell’orario di chiusura sia per il fatto che la clientela migliore, quella più grande, con maggiore capacità di spesa e minor tasso di problematicità, s’è dileguata.

carabinieri movida
Le cose vanno da troppo tempo avanti non governate sotto il profilo dell’ordine pubblico. Giovedì scorso l’assessore alla Legalità Elena Fiorini ha rappresentato una volta di più lo specifico problema al Tavolo per l’ordine e la sicurezza dedicato al centro storico, in Prefettura. A rischio ci sono non solo San Donato, ma anche stradone Sant’Agostino e, nelle ore più tardi, via San Bernardo dove i giovanissimi violenti si spingono ubriachi e in qualche caso drogati in tarda serata.
Ieri c’è stata una prima avvisaglia di rissa alle 22, ma la situazione è rimasta sotto controllo grazie all’auspicata (e da molti richiesta a gran voce da tempo) presenza dei carabinieri del battaglione dalle 20 fino alle 2. Insomma, la richiesta del Comune in prefettura ha avuto i suoi primi effetti. Gestori dei locali e frequentatori “normali” auspicano che il presidio sia stabile nelle serate di più intensa movida, ma anche in quelle in cui c’è meno gente, ma non manca mai “il branco” composto da minorenni o ragazzi da poco maggiorenni. Non delinquenti abituali, ma giovani che pensano di fare nel centro storico tutto quello che vogliono. Il problema è composito. Ci sono gli italiani e ci sono gli stranieri, spesso giovani spacciatori.  Il fatto che la situazione sia stata a lungo presa sotto gamba ha causato un degrado che sta scivolando verso l’emergenza. Ora sarà più difficile “smontarla” e convincere i vecchi frequentatori della movida a tornare, per salvare i locali e anche la stessa vivibilità notturna della zona. Ad ogni abitante può capitare di uscire la sera, magari per andare a teatro, al cinema, per andare al lavoro nel caso dei turnisti o per frequentare i molti bar e ristoranti. Se la gente non torna (e insicurezza) la rive gauche si trasformerà presto in un deserto in mano ai giovanissimi vandali, spacciatori, ubriaconi, tossici o spacciatori che siano che qui hanno pensato per troppo tempo di essere padroni.

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2 Commenti su Movida ostaggio dei ragazzini. Risse e pestaggi in San Donato e Stradone. Ieri pattuglione dei carabinieri

  1. Cara Monica il tuo reportage è chiaro, ma ti dico che non è di ora; è una notizia vecchia che la cosiddetta movida è cambiata da molti anni. Io ricordo che nel 2009 organizzai, con i soci della libreria antiquaria -trasformata in caffè La libreria delle erbe- (si diceva che uno dei soci era uno psicologo a quel tempo sempre in TV che non ricordo il nome) diverse cose quali Fogli al Vento con l’amica Lanzarotti e tre presentazioni di libri più due reading di poesie gestite da Genovainedita. Ebbene si ebbe già a quei tempi il sentore di quanto poco interessasse la cultura ai frequentatori delle Erbe. Si capiva che moltissimi arrivavano dalle periferie per trovarsi in quel luogo solo per farsi la birra e qualche beverone. Il resto non fregava a nessuno. Anzi se si chiedeva attenzione per le letture di poesie, si voltavano tutti dalla parte opposta e continuavano a vociferare forte. Abbiamo desistito e capito subito che ambiente si stava creando. Bisognerebbe come dici che i ‘maggiorenni’ attraverso forme nuove di aggregazione intelligente si riprendesse il territorio ma dubito del successo.
    Intanto un saluto e continua nella tua battaglia. Leggendoti molti sicuramente inizieranno a prendere coscienza dello stato attuale.

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    • Posso dirtela io una cosa? Io ci vivo nella movida, ci lavoro da sempre, seguo i mutamenti. È cambiata, per l’ennesima volta, negli ultimi 3/4 mesi. Le periferie non c’entrano. Questi giovani maleducati vengono per lo più da Castelletto e Carignano.Sono molto ma molto più giovani di prima (nel pezzo c’è scritto). Comportamenti e atteggiamenti sono differenti (nel pezzo c’è scritto). S’è passati dalla maleducazione alla minaccia e alla violenza (nel pezzo c’è scritto). Insomma, è cambiato tutto dallo scenario che dipingi tu (anche due o tre volte a dir la verità). I maggiorenni (diciamo dai 25 in su) non ci vengono più perché non hanno voglia di alzarsi dal tavolino a mezzanotte e mezza per l’ordinanza movida (anche questo è cambiato) e vanno altrove. A Levante o in piazza Marsala. La birra non usa più, ora di moda sono i chupiti (anche questo è cambiato), ma più spesso le bottiglie di alcolici portati da casa. Le Erbe che citi tu non c’entrano affatto (anzi, sono un’isola di normalità, a volte persino troppa, tanto che i locali sono in difficoltà economica). Il problema nasce all’angolo, in via San Donato (anche questo c’è scritto nell’articolo). Insomma, quello che descrivi tu è preistoria. Altro che “vociferare” (immagino che tu intendessi far baccano o brusio, perché “vociferare” vuole dire un’altra cosa, vuole dire “diffondere notizie incerte”: qui assaltano la gente, pestano i passanti e i titolari dei locali che si oppongono alle loro malefatte, tirano addosso bottiglie vuote di vetro e devastano i locali. Siamo passati dai problemi di vivibilità a quelli di ordine pubblico, dal baccano alla delinquenza. O capiamo bene questo o non riusciremoo a convincere le forze dell’ordine che bisogna intervenire in maniera massiccia per questioni di ordine pubblico e non di rumore, cosa che competerebbe, invece, alla polizia municipale. Altro che forme di aggregazione! Qui bisogna fare un repulisti, poi se ne parla. Anche perché se non disperdiamo le bande (perché questo sono), gli ultraventicinquenni normali non ci verranno più.
      Grazie per l’incoraggiamento. Buona serata.

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