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Il libro della settimana: “La vegetariana” di Han Kang tradotto da Milena Zimira Ciccimarra

ilaria-falso-demetrio

A cura di Ilaria Crotti
Libreria Falso Demetrio
via San Bernardo 67R

 

 

 

20160414001099_0Questa settimana vi segnalo La vegetariana, romanzo della scrittrice sud coreana Han Kang pubblicato recentemente da Adelphi (collana Fabula), nella preziosa traduzione di Milena Zimira Ciccimarra.
La protagonista, Yeong-hye, a causa di un sogno inquietante e ricorrente decide di non nutrirsi più di carne. La scelta, improvvisa e inadeguata, si ripercuote sulle persone a lei vicine perché mette in crisi le loro convinzioni e porta scompiglio tra le dinamiche relazionali.
Nonostante le difficoltà sociali a cui inevitabilmente va incontro, Yeong-hye non desiste dai suoi propositi ed anzi mette in luce aspetti di sé fino ad allora sconosciuti, diventa intransigente, sviluppa un mutismo incorruttibile, non accetta alcun tipo di compromesso e si rifiuta di offrire spiegazioni. La storia è suddivisa in tre capitoli, tre momenti cronologicamente separati, tre punti di vista che delineano la trasformazione della giovane donna: a parlare sono il marito, il cognato, la sorella e ognuno di loro descrive la sua personale esperienza con l’inimmaginabile, lo straniante, il tradimento. Attraverso il racconto della metamorfosi di Yeong-hye i tre narratori rivelano se stessi e la loro intimità, dalle loro parole emerge la morsa in cui si sentono stretti. L’inattesa circostanza li ha obbligati a vivere una realtà indesiderata, irritante, che fa crollare certezze ed emergere ombre e paure.
Han Kang prende a pretesto una scelta compiuta in modo estremo come espediente per analizzare chirurgicamente le possibili reazioni umane.
img_20170104_123851-796x530Il marito di Yeong-hye, ad esempio, si trova messo di fronte alla sua stessa mediocrità e alle conseguenze che ne derivano, costretto suo malgrado ad ammettere di aver sposato una donna nella convinzione che, dato il carattere mite e malleabile, potesse essere a sua completa disposizione; il cognato vive una vera e propria infatuazione per Yeong-hye, per il fascino che sprigiona un tale contrasto di fragilità e forza; la sorella è costretta a rivedere la sua intera vita, il suo passato, la sua infanzia, le sue scelte, per provare a capire cosa stia realmente accadendo alla sua famiglia.
In conclusione, non so per quale motivo, mi sarei aspettata una cronaca volta ad esaltare il mito del vegetarianesimo/veganesimo oppure, al contrario, un testo polemico verso le sue possibili derive sociali, critico verso gli atteggiamenti fanatici e settari, mentre mi sono imbattuta in un quadro colorato e ricco di sfumature, un racconto che solleva dubbi, che apre percorsi e finestre su miseria e nobiltà d’animo.

IlFalsoDemetrio

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