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Lo schivo Crivello

È uno dei pochi che, fra la sgangherata compagine del Marchese Marco Doria, sfugge le telecamere, i proclami e addirittura la bacheca social. Persino sul suo profilo personale interviene raramente. Tanto che è più facile leggervi interventi e post di altri. Amici e personali sostenitori. Di nome fa Giovanni Crivello, Gianni per amici e non. Classe 1952, ex presidente del Municipio Valpolcevera, approdato nella squadra del sindaco Marchese come assessore ai lavori pubblici. L’uomo che si è occupato con abnegazione e qualche successo di rimettere in sesto i siti idrogeologicamente a rischio di una città da anni votata a disastri e tragedie delle alluvioni. Uomo del fare più che del dire, che, probabilmente,  piacerebbe tanto, per personalita’, impegno e abnegazione, anche a quel Silvio Berlusconi che, nel corso del suo fortunato – o sfortunato – interludio di presidente operaio, aveva coniato quello slogan semplice e ad effetto. Unico difetto – sempre che di difetto si tratti – quello di non avere in tasca la tessera del Pd dopo aver dimostrato qualche simpatia per Sel.

Uomo di apparato, più che leader conclamato, che rifugge la ribalta e i salotti televisivi. E che fa del lavoro, della determinazione e della presenza sul territorio la regola principale ed insistita del suo carnet di comandamenti. Amministratore, recentemente in prima fila anche in questi giorni della settimana in cui la nostra città, da levante a ponente, è stata assediata dagli incendi boschivi e dalle fiamme che si sono avvicinate pericolosamente alle case, costringendo persino all’evacuazione di intere famiglie. Lui, come responsabile della protezione civile, era lì in prima linea fra pompieri, forestali e volontari a dar man forte, sostenere i suoi uomini, controllare la macchina organizzativa. Al fianco di assessori e presidenti di Municipio a organizzare il piano di interventi per aver ragione delle fiamme.
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 E per una volta, ha infranto il voto del silenzio con un post preciso e dettagliato sul suo operato. Un post in cui non ha dimenticato nomi, situazioni, persino i ringraziamenti. Concedendosi persino una sottile ma nemmeno troppo velata vena polemica nei confronti di chi si mette sempre a favore di telecamera “Anche se riterrei quasi paradossale dover giustificare o chiarire la presenza sulle televisioni e i giornali, quale sinonimo di impegno concreto sul territorio, vi rubo pochi minuti per raccontare gli ultimi eventi recenti, impegnandomi, nelle prossime ore a fornire un report più dettagliato. Come saprete la mia delega alla Protezione Civile comprende tutta la città, per cui dal pomeriggio di lunedì sino alla notte inoltrata con il Sindaco e il Municipio Levante, Assessore Michele Raffaelli, ci siamo occupati della emergenza n° 1 incendi sul Levante. All’alba del martedì la priorità è divenuta il ponente nella zona di Pegli e quindi filo diretto con il Presidente Avvenente, rappresentante delle istituzioni sul territorio. Poche ore, dopo durante la riunione del COC, abbiamo interagito con lui in viva voce alla presenza del Sindaco e dei Dirigenti . Successivamente, senza squilli di tromba, e senza richiami ai mass-media, mi sono recato come mio dovere nelle seguenti zone: Luca Assarino (Val Varenna) a seguire Via Salgari (alture di Pegli) dove abbiamo incontrato cittadini, il Consigliere Comunale Salemi, Amministratori di Condominio. Abbiamo proseguito poi il nostro sopralluogo in una zona altrettanto critica quale Villa Pallavicini – Villa Doria. In ogni occasione al fianco dei Vigili del Fuoco, dei Volontari e della nostra Protezione Civile che ringrazio di cuore per il loro impegno e la loro professionalità. Presso la Villa abbiamo incontrato i Responsabili, i nostri Dirigenti del settore, Volontari e Membri della Cooperativa. Spero che non sia ironia fuori luogo ma a testimonianza di quanto descrivo comunico di essere stato battezzato con altri da un canadair! Ho ritenuto di condividere questa sintetica descrizione non certo per protagonismo ma per ricordare anche a me stesso che l’importante è ciò che si compie correttamente, concretamente e continuativamente nell’interesse della città, indipendentemente dalla presenza delle telecamere!”. Senza squilli di tromba e senza richiami-appuntamento ai mass media – dice lui – semplice dovere, il suo, di fronte a colleghi amministratori che hanno scelto da tempo la comparsata televisiva come mezzo di propaganda politica per riscuotere preferenze.
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Senza scadere nella polemica spicciola anche se fra i suoi supporter c’è chi annota prontamente con un post sul suo profilo, Mauro Benacchio “Leggo molti post a favore di Toti per essere stato 5 minuti a Pegli e per aver detto alcune banalità mentre vengono trascurati Gianni Crivello e Mauro Avvenente che dalle quattro di mattina hanno lavorato al coordinamento delle attività necessarie al momento di emergenza”. E di fronte a un principe-marchese spesso assente la presenza di Crivello non poteva passare inosservata. Franco Valdeviedel “È importante che si sappia che Gianni Crivello in questi anni ha fronteggiato una marea di criticità di rischio di ogni dimensione con una capacità, professionalità e adattamento che non tutti hanno. Inoltre è riuscito a costruire una squadra ed una base della conoscenza enorme. I risultati si ottengono unicamente se si è sul pezzo non solo andando in televisione come altri…..”
Sostegno che non potra’ che fare piacere persino ad un personaggio, consapevolmente e per scelta, modesto come l’assessore ai lavori pubblici. Solo che Crivello è un introverso e subito deve aver sentito scattare nelle orecchie una specie di segnale d’allarme. Perciò immediatamente, sentendo ben altra puzza di bruciato, e’ corso ai ripari con un post a suo modo liberatorio ” Care amiche e cari amici di Facebook, ricevere attestati di stima e apprezzamenti sul proprio lavoro, indubbiamente fa enormemente piacere, in alcuni casi i commenti si spingono oltre, proponendomi o proponendo, per il mio futuro una candidatura importante per le prossime elezioni amministrative. A tali commenti non aggiungo mai ” mi piace”. Il mio non vuole essere un gesto di scortesia e tantomeno si tratta di supponenza, al contrario si tratta di una scelta di chiarezza e quindi di rispetto. Non voglio infatti che si possa pensare che io aspiri a quel ruolo…….. Tutti , più o meno, conoscono a tale proposito, la mia ferrea volontà”. E, niente, pare però di capire che Gianni Crivello voglia ribadire, una volta di più’, a parecchi mesi si distanza, e soprattutto adesso di fronte alla melina del Pd e del centro sinistra che da qualche settimana si stanno annusando, di non essere disponibile ad diventare il protagonista o l’interprete principale di fughe in avanti. Lui è’ personaggio modesto e schivo, ma già nel settembre dello scorso anno aveva rotto gli indugi per dichiarare, anche sulla carta stampata  e nel corso di una intervista, che una eventuale richiesta di candidatura non avrebbe fatto al caso suo. “Conosco i miei limiti” aveva dichiarato a chi gliene chiedeva le ragioni. Bloccando il discorso sul nascere e ricevendo una serie di plausi.

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Anche dall’aspirante segretario regionale Massimiliano Morettini, che già a settembre, seppur con qualche giorno di ritardo, aveva osservato sulla sua bacheca social “Volevo scriverlo l’altro giorno. Poi mi è passato di mente. Poi ho detto ormai è tardi. E invece ho pensato lo devo fare lo stesso, perché i gesti politicamente rilevanti vanno raccontati e premiati. Ecco quindi lo stile asciutto e i contenuti belli dell’intervista con cui Gianni Crivello ha esposto le ragioni per cui non si vuole candidare a sindaco mi hanno colpito favorevolmente. Di fronte all’incedere di arroganza, protervia, superficialità e autoreferenzialità lo stile asciutto e i contenuti belli dell’intervista con cui Gianni Crivello ha esposto le ragioni per cui non si vuole candidare a sindaco mi hanno colpito favorevolmente. E di questo lo voglio ringraziare. Una persona che – in questi tempi – dice “conosco i miei limiti” è merce rara. Soprattutto perché lui – tra i pochi devo dire – sta facendo un buon lavoro. Grazie Gianni Crivello”.
Qualcuno, malignamente, aveva voluto leggere fra le righe del post di Morettini un attacco strumentale all’allora unico candidato in campo per il Pd. Il professore a contratto della facoltà di filosofia dell’Universita di Pavia Simone Regazzoni, fino a quel momento in corsa per le ipotetiche primarie. Quel “Di fronte all’incedere di arroganza, protervia, superficialità e autoreferenzialità lo stile asciutto e i contenuti belli dell’intervista con cui Gianni Crivello ha esposto le ragioni per cui non si vuole candidare a sindaco mi hanno colpito favorevolmente” non potevano che essere rivolti a lui. Solo che a quattro mesi di distanza la situazione non parrebbe essersi mossa di un millimetro. Anzi, riguardo a ipotetiche candidature, sono aumentate soltanto le incertezze. Incertezze culminate nella disfatta del referendum e nei litigi fra le correnti, l’un contro l’altra armate, della minoranza e maggioranza del Pd che ne hanno determinato un empasse senza fine. Con tanto di gioco a nascondino dei dirigenti, ancora in attesa di sapere dal sindaco uscente se intenda ripresentarsi o meno.E dai potenziali alleati se siano disponibili a sedersi a un tavolo per discutere un programma comune e, in tal caso, individuare un candidato unitario su cui convergere lasciando da parte le vituperate e temute primarie.

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Come se non bastasse, a scompaginare ulteriormente il quadro c’è’ un sondaggio, quello di PrimoCanale, emittente televisiva genovese, definito, a seconda dei punti di vista, gioco, belinarie, persino “gomplotto”, in cui non solo si è registrato il risultato a sorpresa dell’appestato di turno, l’autocandidato autoconvocato alle primarie del Pd Simone Regazzoni, al momento il più votato, ma i votanti hanno messo ai primi due posti fra le emergenze genovesi l’immigrazione e la sicurezza. Casualmente i due temi primari del programma di Regazzoni “SU IMMIGRAZIONE E SICUREZZA PERDIAMO O VINCIAMO LE ELEZIONI A GENOVA. MA IL PD NON LO SA… E CONTINUA A RACCONTARE FAVOLE. Da più di una settimana sono in testa al sondaggio di Primocanale sul candidato Sindaco per Genova. Il gruppo dirigente del PD locale non si è dato pace: mancava solo dicessero che dietro il mio successo c’è la mano di Putin…Ora escono i primi sondaggi di Primocanale sui temi che stanno ai primi posti nelle preoccupazioni dei Genovesi. E guarda caso i due temi sono IMMIGRAZIONE E SICUREZZA. Che coincidenza! Da mesi dico inascoltato al PD che immigrazione e sicurezza devono essere al centro del programma. E ho presentato un programma che, in termini concreti e non ideologici, ha messo ai primi due punti immigrazione e sicurezza. Lo so che il gruppp dirigente del PD genovese preferisce eludere questi temi, ma così perderemo perché abbiamo perso il contatto con la realtà e i problemi veri. A Genova abbiamo immigrazione fuori controllo e un grave problema sicurezza. Chi si candida ad affrontare davvero questi problemi?”
Già’ Regazzoni, l’appestato di turno, quello che sembrerebbe essere il grande escluso, continua a creare sofferenza nel Pd genovese, con l’avvocato Alessandro Terrile, il segretario provinciale, che continua a far finta di niente tutto preso nel tran tran dei tavoli, degli argomenti di programma. Una decina di temi forti da sottoporre a potenziali alleati, da Possibile che potrebbe candidare Pastorino, a Rete a Sinistra, che potrebbe rilanciare per Doria. Mentre il nome del possibile candidato unitario di turno rischia di bruciarsi mano a mano che il tempo che divide dal voto scorre. In un balletto incalzante in cui si sono bruciati Mario Tullo, poi Luca Borzani, lo spazientito presidente della fondazione Palazzo Ducale, autoemarginatosi. Persino, l’assessore alla Cultura Carla Sibilla. Con voci crescenti sul ministro della difesa Roberta Pinotti, attualmente impegnata, pancia a terra nell’organizzare l’esercito nella zone terremotate.
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 Per arrivare all’ultimo papabile, l’assessore Emanuele Piazza su cui convergerebbero il parlamentare Lorenzo Basso e Giovanni Lunardon, ex segretario regionale e consigliere Pd in via Fieschi. Piazza avrebbe ottenuto anche il consenso del pensionato Claudio Burlando che da Torriglia è
ridisceso a Genova e riaperto gli uffici di “Maestrale” e di Pippo Rossetti, consigliere regionale ed esponente di spicco di una delle correnti renziane.
Ragazzoni va ancora all’attacco profetizzando scenari drammatici per il Pd “In queste ore si sta rafforzando il nome di Emanuele Piazza come candidato del PD o almeno come candidato per l’area renziana. Qualche giornalista mi ha chiesto: “E se l’area renziana e Burlando e altri decideranno di candidare Emanuele Piazza?”. La mia risposta è semplice: “Vorrà dire che pensano che Piazza sia il candidato più forte per vincere”. Io ho qualche dubbio, diciamo così, che Piazza, che pure stimo, possa incarnare quella figura in grado di esprimere il cambiamento che gli elettori ci chiedono e di conquistare anche una parte del voto moderato e dei 5stelle.Se il PD me ne darà la possibilità, mi misurerò con Piazza e/o altri in primarie aperte. Credo sarebbe un ottimo modo per misurare il consenso di ciascuno di fronte alla città reale. Se le decisioni del gruppo dirigente del PD saranno altre e non mi verrà data la possibilità di fare le primarie spero che chi si prenderà la responsabilità di assumere queste decisioni sappia bene ciò che fa perché non ci possiamo permettere di perdere e di lasciare la città ai 5stelle o alla destra”. Per poi metterci la pietra tombale con chiamata di responsabilità e promessa di non togliersi di mezzo “A, B, C… QUALSIASI CANDIDATO SINDACO SOSTENUTO DAL GRUPPO DIRIGENTE DEL PD GENOVESE È DESTINATO ALLA SCONFITTA. Da più parti mi chiedono cosa io pensi di questo o quel candidato PD a Sindaco di Genova. In alcuni casi si tratta di persone di cui ho stima. Come Emanuele Piazza. Ma il punto è un altro. E voglio dirlo chiaro perché dico quello che penso e faccio quello che dico. E non ho nessuna simpatia per i rituali della vecchia politica. Qualsiasi candidato a Sindaco di Genova che sia espressione dell’attuale gruppo dirigente del PD genovese è destinato alla sconfitta. Perché questo gruppo dirigente, che non ha saputo parlare alla città e ha gestito malissimo in questi 5 anni Doria, è oggi screditato agli occhi dei Genovesi e getta la propria ombra su tutto il Partiro, che non la merita, e su qualsiasi candidato che ne accetti l’appoggio. Se non ce ne rendiamo conto possiamo anche fare mille tavoli in cui giochiamo a briscola tra di noi dicendo alla città “visto come siamo bravi?” ma verremo sconfitti. Per quanto mi riguarda non accetto né accordi né appoggi da parte di questi signori. Accetto solo le primarie e se vinco grazie ai voti dei Genovesi un po’ di gente va a casa. Per questo non sono amatissimo dal gruppo dirigente del PD genovese. Per questo andrò avanti fino in fondo. E oltre. Perché in un modo o nell’altro il rinnovamento dovrà arrivare anche a Genova”.

E allora come dar torto alla schivo e prudentemente pragmatico Crivello che, al momento sente puzza di bruciato e preferisce occuparsi delle devastazioni degli incendi e di prevenire le alluvioni? Lui è uomo solido, quadrato, che conosce il territorio e lo ascolta, non incline alle comparsate televisive. Balletti minuetti, salotti-caminetti non gli piacciono. Non ha nemmeno la tessera del Pd. E poi lui è’ per prevenire. Anche le possibili coltellate. Alle spalle. Crivello lo schivo….  mica il masochista.

Il Max Turbatore
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