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Disco Club: recensioni, consigli, classifiche e novità. La rubrica di un dischivendolo/19 gennaio 2017

rubrica Discoclub

A CURA DI DIEGO CURCIO

LE RECENSIONI

THE MADS – In italiano ep

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Che sventola questo “nuovo” ep da Mads uscito per Area Pirata. Nuovo tra virgolette visto che, in realtà, si tratta di pezzi registrati tra il ’79 e l’83 e mai pubblicati. Ma nuovo a tutti gli effetti perché i quattro brani che contiene sono cantati rigorosamente in italiano (mentre i nostri, soprattutto per chi li ha conosciuti dalla reunion in poi, ci avevano abituati da tempo all’uso della lingua inglese). Sin dal primo ascolto l’effetto di questa manciata di canzoni è davvero sbalorditivo: più che di mod sound potremmo parlare del classico beat Anni Sessanta e quindi meno Jam e più Equipe 84, volendo semplificare. Ma i richiami alle radici dei Mads ci sono comunque tutti. I pezzi sono davvero uno più bello dell’altro: dei piccoli gioiellini melodici tra i quali svetta “Io dirò”, con il suo pop contagioso sorretto da un bel riff di chitarra. “Sono chiuso in lei”, che apre l’ep – intitolato, guarda caso, “In italiano” – non è altro che una versione tradotta di un pezzo degli stessi Mads chiamato “I’m a lonely boy”, così come “Pyscho rock’n’roll art”: qui cantata nella nostra lingua madre ma con una versione alternativa in inglese. Chiude l’ep “Solo verità”, ultimo brano inciso nella prima fase storica dei Mads e canzone ricca di suoni liquidi in bilico tra il Bowie di Ziggy Sturdast e certa psichedelia sixties di casa nostra. Che dire? “In italiano”, oltre a essere un pezzo di storia del rock sotterraneo che torna finalmente alla luce grazie ai soliti archeologi di Area Pirata, è un disco che non risente per nulla del passare del tempo. Pur suonando volutamente retrò, quella dei Mads è musica sincera e – sarà banale dirlo – assolutamente divertente. Pochi minuti per tuffarsi in una dimensione fatta di colori sgargianti, camicie a fiori e chitarre che suonano melodie cristalline. Diego Curcio

CHARLIE – Ruins Of Memories

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Questo disco è genovese quanto un mugugno a mezza voce, davanti alla vetrina di Disco Club, mangiando focaccia con la cipolla il sabato mattina. Nasce, viene arrangiato, registrato e suonato a Genova (missato in America, a dare credito all’internet, ma sono sfumature). E però non lo diresti; che queste dieci canzoni di Charlie (Carlotta Risso, e dai con le cose che suonano genovesi) sono un bell’esempio di musica americana, rigirata pop. I pezzi (che a definirli country, folk, ballad e via importando, non sbagli) hanno quel piglio che ti prende di sorpresa: ritornelli, strofe e pause che suonano, senza apparentemente sforzo, naturali. È questa immediatezza melodica a rendere RoM degno di nota, in un panorama dove dischi che rispondono alla stessa descrizione (“musica americana, rigirata pop”, per auto-citarsi) si contano nelle migliaia. Marco Sideri

DAVE DOUGLAS & FRANK WOESTE – Dada People

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Secondo album nel 2016 per il trombettista newyorchese: dopo “Dark Territory” (in quartetto con Shigeto, Jonathan Maron and Mark Guiliana), ecco un nuovo progetto con il contrabbassista Matt Brewer, il batterista Clarence Penn e il pianista tedesco (ma residente in Francia) Frank Woeste cui si deve l’idea, accolta con entusiasmo da Douglas (“Having read about and looked at the Dadaists for years: I was enthusiastic about making these connections in our music”), di un disco dedicato al Dada. Specifichiamo subito che il movimento artistico sviluppatosi nel primo dopoguerra e che sanciva il rifiuto della cultura e dell’estetica, non si riflette con la stessa veemenza nella musica del quartetto: in questo senso l’apertura minimalista del pianoforte di “Oedipe” che evoca Satie – un contemporaneo dei firmatari del manifesto del 1918 – viene ben presto rimpiazzata dalla vigorosa tromba di Douglas, quasi a testimoniare quale sviluppo avrà il disco, al di là delle intenzioni iniziali. Le atmosfere delle restanti nove tracce sono improntate a uno stile piuttosto classico come nell’irruento “Mains Libres”, nel più rilassato “Montparnasse” o nel convincente dialogo tra la tromba di Douglas e il Fender Rhodes di Woeste in “Noire et Blanche”. Un buon disco, ma niente di più. Danilo Di Termini

GIROTTO/DE MATTIA/CESSELLI/KAUČIČ – Il sogno di una cosa

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La sera del 24 luglio 2015, nel salone di Villa Occhialini, alle porte di Udine, il sassofonista argentino Javier Girotto, leader degli Aires Tango e protagonista di un numero ormai considerevole di collaborazioni a tutto campo ha incontrato Massimo De Mattia, flautista abituato alle più sorprendenti avventure sonore, Bruno Cesselli, pianista essenziale, scabro nel tocco ma sapiente nella regia della propria musica, ed infine Zlatko Kaučič, percussionista –folletto della scena slovena, molto spesso rintracciabile in progetti creativi appena al di là della sua frontiera, in Friuli e dintorni. Chi ama le passionali, travolgenti cascate di note tutte passione e furore di Girotto, qui le troverà ( e quando succede, è come se si fosse innescata una bomba emotiva), ma troverà anche ampie campiture assorte, oniriche, dove gli strumentisti sembrano giocare all’interazione dei timbri, in una magnifica terra di nessuno musicale che sta da qualche parte tra Ornette Coleman e il tango. Guido Festinese

IL DIARIO

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Diario del 19 gennaio 2015
Maurizio il Maratoneta è ormai un assiduo, anzi un quotidiano. Anche oggi si presenta a chiedere se gli è arrivato il disco che ha ordinato, “Maurizio, il pacco dall’Olanda è arrivato venerdì e tu lo sai perché sei venuto a ritirare un cd. Ti ho detto che fino a fine settimana non arriva niente e non tornare domani a chiedermelo. HAI CAPITO?”, borbotta, sghignazzando con la sua risata a singhiozzo (borbazza, si può dire?), “Sì, sì, ma vo-vorrei ordinare un altro di-disco. Quello di Christopher Cross con in co-copertina un’oca con il be-becco”. Non capisco la precisazione, oche senza becco non ne ho mai viste, tra l’altro nella copertina non c’è un’oca ma un fenicottero rosa. Glielo cerco sul database olandese, “Ecco vedi, è ordinabile, costa sette euro”, lui indica la riga, “Ve-veramente c’è scritto sei e no-novantotto”, “Va bene, ti avrei fatto lo sconto, mi limiterò a darti due centesimi di resto”.
Un non-giovane, ma mai visto prima, chiede il permesso di girare per il negozio, “Posso guardare senza toccare?”, guarda, non tocca, anche perché “Cerco 45giri di cantanti francesi anni sessanta, ma li voglio cantati in francese”, “Non li avevo nemmeno negli anni sessanta”.
Signora, “Ha anche dischi nuovi?”, “Nel senso di non usati?”, “No, nel senso di mai usciti”, “Dipende da cosa cerca”, “Quello di Vasco Rossi”, “Eccolo, è uscito a fine anno scorso”, scandalizzata, “L’anno scorso? Non ce l’ha quello di quest’anno?”.
Ermes ha sicuramente un notevole ascendente sulle donne. Anni fa era già stato protagonista dell’avventura con la rivierasca del “ma che bell’uomo”; oggi sto servendo un’altra potenziale moglie di Fantozzi, con in più un occhio tappato da una benda e un raffreddore incipiente, con tanto di goccia al naso, che la costringe a girarsi per soffiarselo, proprio mentre dietro di lei passa Ermes; ha un sobbalzo, “L’avevo presa per un prete” gli dice, vedendo il suo sguardo monocolo di ammirazione, io aggiungo “Ma che bel prete”, Ermes preferisce fuggire, “Devo andare a prendere il treno”, mentre esce lancia alla fan, “Il Signore sia con voi”, e lei, sorprendentemente pronta, “…e con il tuo spirito”, concludo io “Amen”.

LE PROSSIME USCITE

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Domani
PINK FLOYD – (LP) A Momentary Lapse Of Reason
PINK FLOYD – (LP) The Final Cut
GRATEFUL DEAD – The Grateful Dead (50Thanniversary Deluxe Edition)
DAVID “HONEYBOY” EDWARDS – I’M Gonna Tell You Somethin’ That I Know
AS LIONS – Selfish Age
GNU QUARTET – UNTITLED
WILLIAM BASINSKI – A SHADOW IN TIME
MICHAEL CHAPMAN – 50
FOXYGEN – HANG
BRUNORI SAS – A CASA TUTTO BENE
MIKE OLDFIELD – RETURN TO OMMADAWN

LA CLASSIFICA DELLA SETTIMANA

1 BAUSTELLE – L’Amore E La Violenza
2 THE XX – I SEE YOU
3 FLAMING LIPS – OçZY MLODY
4 MINA CELENTANO – LE MIGLIORI
5 ROLLING STONES – BLUE & LONESOME
6 MANNARINO – APRITI CIELO
7 LEONARD COHEN – YOU WANT IT DARKER
8 PINK FLOYD – The Early Years 1965-1972
9 VASCO ROSSI – VASCONONSTOP
10 METALLICA – HARDWIRED… TO SELF-DESTRUCTION

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