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La farfalla di Tiler in morte del “bruco” a Corte Lambruschini

farfalla tiler

Questa volta Tiler, l’artista di strada di cui nessuno conosce l’identità e che impreziosisce con le sue opere Genova (e non solo) denunciando degrado o mala amministrazione presente o passata, ha colpito in Corte Lambruschini, a pochi passi da dove era il “bruco”, la passerella fatta costruire come onere di urbanizzazione negli anni ’90 a chi costruì il colosso di vetro e cemento al posto della vecchia corte e buttato giù nei mesi scorsi a grande richiesta dopo anni in cui è servito solo per far convergere su di sè il degrado. Ecco come Tiler ha motivato la nuova performance artistica sulla propria pagina Facebook.

Questa è una storia che vorrei restasse a chi verrà domani. Narra di un Bruco, un essere un pò speciale, il suo corpo era enorme, lungo ben 60 metri e le persone rimasero da subito molto stupite quando entrò in città e nelle nostre vite. Vide una strada molto grossa e molta gente ai lati che non sapeva come attraversarla, cosi decise, senza troppo pensarci su, che avrebbe offerto il suo corpo per aiutare quelle persone a giungere in sicurezza dove dovevano andare. Quanto stupore nel vedere un gesto cosi altruista, in migliaia cominciarono a calpestarlo, e cammina cammina alla fine nessuno si ricordava più da dove fosse venuto quel Bruco.
Passarono gli anni, i troppi passi avevano lasciato il segno al punto che nessuno voleva più attraversare il suo corpo, il Bruco a quel punto decise che voleva continuare ad aiutare, non se ne sarebbe andato. Chiamo il suo amico Vento e gli chiese se gentilmente poteva avvertire chi incontrava per strada di notte, che lui era li e che il suo corpo poteva dare dimora e riparo. E vennero in tanti, non importava chi fossero nella vita, avevano bisogno di aiuto e lui li aiutava.
Anche gli anni da rifugio passarono, e il Bruco si ritrovò di nuovo solo, vecchio, stanco e consumato al punto da non essere più un bello spettacolo. Così la gente cominciò a guardarlo male. Si fece una riunione con tutti i Colti della città per decidere cosa si potesse fare di un essere così grande e cosi inutile, la riunione durò anni, i Colti non mangiarono e non dormirono fino a che un giorno trovarono la soluzione…. A MORTE LA BESTIA! Corsero fuori in tutta fretta, fucili alla mano, ma quando arrivarono in quella grossa strada il Bruco non c’era più. Quello che agli occhi di tutti sembrava un corpo decadente, era in realtà l’inizio della sua metamorfosi, il nostro caro Bruco non stava morendo ma aveva appena cominciato a vivere.
“CHE SPLENDIDA FARFALLA!” furono le parole del Vento quando lo vide spiccare il volo, da quel giorno non hanno più smesso di giocare insieme.
Questa è ovviamente una favola, la realtà la conosciamo bene tutti, negli anni 90 si spesero 2 miliardi di lire per costruire un oggetto di dubbia utilità, la ditta che lo costruì, come spesso accade in Italia, è poi fallita e i nostri cari governanti non hanno voluto prendersi carico della manutenzione del tunnel, lasciandolo per anni a simboleggiare il decadimento della nostra città. Oggi, chi ci governa si vanta e si elogia di averlo smontato, ma se si fermassero a pensare e smettessero di nutrirsi con le loro stesse bugie, si accorgerebbero di aver solo posto fine ad un fallimento, non c’è da congratularsi, non c’è festa, c’è solo la solita cruda realtà.

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