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Tutta Pre’ affianca al Tar il Comune che ha chiuso un negozio dopo l’intervento dei carabinieri. Le associazioni chiedono che venga confermata la chiusura

Le associazioni “La Coscienza di Zena” e “Le Matrioske” e il Civ, il consorzio dei commercianti della zona, si affiancheranno a Tursi che ha decretato la chiusura contro la quale il titolare cinese ha fatto opposizione riuscendo già a ottenere la sospensiva del provvedimento. Solidale il comitato “Osservatorio Pre’ Gramsci” che non si può costituire perché non registrato nell’albo delle associazioni, ma che ha chiesto a gran voce a lungo un intervento sul mini market

di Monica Di Carlo

Tutta Pre’ a difesa della chiusura di un market cinese al quale hanno messo i sigilli i carabinieri della Stazione di Maddalena in base al Patto d’area firmato sottoscritto da Regione, Comune, Prefettura, Segretariato Regionale Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Camera di Commercio, Confesercenti, Confcommercio, Civ Borgo Pre’, società consortile Vivere Santa Brigida. Il patto prevede che dal momento della firma in zona non possano aprire tutte quelle attività che hanno dimostrato di creare problemi. tra questi anche i minimarket come quello cinese che si era difeso dalla chiusura esponendo qualche prodotto tipico, circostanza che esclude dalle limitazione per incentivare l’apertura di punti vendita di tipo turistico. La chiusura, decretata dall’assessorato al Commercio a seguito dell’operazione dei carabinieri, è stata impugnata al Tar dal titolare del mini market i cui avvocati hanno convinto il Tribunale amministrativo regionale a concedere la sospensiva al provvedimento in attesa del giudizio di merito. A sostenere proprio in quella sede la necessità che il patto d’area venga rispettato saranno le associazioni “La Coscienza di Zena”, l’associazione “Le Matrioske” e il Civ Borgo di Pre’, il consorzio dei commercianti. Il comitato di cittadini “Osservatorio Pre’ Gramsci”, non un’associazione legalmente costituita, non potrà schierarsi con le altre, ma appoggia incondizionatamente l’iniziativa. Davanti al Tar a chiedere che il provvedimento dei carabinieri sia confermato, dunque, non andrà solo il Comune, ma anche il consorzio degli operatori economici della zona e due associazioni di indubbia rilevanza. Non si tratta di un appoggio politico all’amministrazione (con la quale le due associazioni sono spesso critiche), ma della difesa di un atto che, spiega Ornella Cocorocchio, presidente de “La Coscienza di Zena”, va nel verso di recuperare la vivibilità della zona impedendo il degrado. Perché? Perché il negozio, più che prodotti tipici (i pochi che chi sono restano sugli scaffali a prendere polvere perché i visitatori già da fuori si rendono conto che non si tratta di un negozio di souvenir e specialità locali), vende birra a bancali.

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Inevitabile il viavai degli ubriachi che vanno ad aggravare i problemi di vivibilità della zona. L’Osservatorio di Pre’ Gramsci ha chiesto a lungo l’intervento delle autorità per fare chiudere l’attività, fornendo anche fotografie che la dicono lunga sul tipo di acquisti che vengono effettuati nel mini market, così come costantemente monitora e denuncia alle forze dell’ordine tutte le situazioni di semplice invivibilità, ma anche i reati che avvengono nell’area.

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<Abbiamo profuso tutte le nostre forze perché venisse avviato il Patto d’area – dice Cocorocchio -. È uno dei provvedimenti che abbiamo chiesto per contrastare il degrado. Chiediamo con forza che ne venga mantenuta la validità per il benedei cittadini, della zona di Pre’, per la sua vocazione turistica e per la vivibilità>. Quando i carabinieri avevano verificato la mancata rispondenza dell’attività al Patto, chiedendo al Comune la chiusura, tutta la zona di Pre’ aveva tirato un sospiro di sollievo e la concessione della sospensiva al commerciante cinese da parte del Tar era stata una doccia fredda. Per questo tutta la gente del quartiere si muove compatta per difendere la vivibilità, la serenità delle proprie famiglie, il futuro della zona. Nel tempo, perchè il patto d’area venisse realmente applicato, si era speso anche il consigliere comunale della Lega Alessio Piana.

Nel “Patto d’area Pré” firmato il 17 aprile 2015 sono individuate quelle tipologie merceologiche ritenute di ostacolo ai processi riqualificatori e non conformi ai parametri attesi di qualità della vita, e parallelamente, quelle categorie merceologiche da promuovere per armonizzare ed equilibrare la domanda e l’offerta di beni e servizi nelle varie zone della città.

Gli obiettivi strategici del Patto sono:
– Creare condizioni favorevoli all’insediamento di imprese capaci di contribuire alla riqualificazione del territorio attraverso la previsione di canoni di affitto ridotti, benefici sulle imposte locali, facilitazioni nelle ristrutturazioni dei locali;
– Armonizzare l’offerta di beni e servizi per una diversificazione in grado di meglio corrispondere alle esigenze dei cittadini;
– Ottimizzare l’attività di somministrazione di beni e servizi per promuove il turismo, l’enogastronomia e le produzioni tipiche locali;
–  Sostenere la vitalità del quartiere agendo sul commercio;
–  Incrementare la diversificazione dei flussi di frequentazione del quartiere.

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