Annunci
Le ultime notizie

Profughi in(te)grati

Non mi reputo razzista e nemmeno xenofobo. Anzi vi confesso di aver spesso sorriso di fronte all’incalzare di certi messaggi che a seconda delle scosse di terremoto e del numero crescente dei senzatetto, strumentalmente mettevano in rapporto questi ultimi con i profughi, accolti in tutta Italia, nella nostra Regione e nella nostra città con tutti i crismi dell’accoglienza.Paragoni secondo me improponibili. Eppero’, nel contempo, certe scelte dei nostri amministratori mi lasciavano interdetto già la scorsa primavera, di fronte all’incalzare delle prime avvisaglie di campagna elettorale e all’orrore degli attentati terroristici che avrebbero comunque imposto di mettere al centro delle questioni sia il controllo degli immigrati sia la sicurezza o la legalità che dir si voglia. Ho scosso sconsolatamente la testa di fronte  ai tentennamenti rituali del nostro sindaco insieme alla sua giunta e a tutta la sinistra politicamente corretta che marchiava gratuitamente simili argomenti come deliri di destra restituendo con forza al mittente, etichettato forse frettolosamente come fasciocowboy, le richieste di parlarne restituendo così dignità ai malumori di gran parte dei genovesi. E prorio in questi giorni, con una campagna elettorale che si scalda, e un sindaco uscente Marco Doria, nobile, sussiegoso e per niente empatico che vive l’emergenza di ricandidarsi, rilanciarsi nel ruolo di grande tessitore nell’alleanza fra Pd e sinistra, o ritirarsi in buon ordine e seguire la carriera universitaria, ho registrato con soddisfazione che l’impopolare Doria, finalmente, è ridisceso fra noi comuni mortali, puntando i piedi e ricordando che in quanto a quote di accoglienza Genova ha già dato che sull’ospitalità al momento occorrerebbe richiedere l’impegno di altri comuni.

Proprio in questi giorni sul tema dell’ospitalità ai profughi, sino a qualche mese fa argomento ammantato dei crismi della sacralita’ per la maggioranza degli iscritti del Pd, dirigenti e non, forse in ossequio al politicamente corretto e probabilmente ancora di più per l’impegno delle cooperative che operano nel settore, si è registrato un fenomeno in controtendenza. Anche perché soltanto qualche giorno fa i 24 profughi ospitati nel palazzo di via Venti Settembre, hanno inscenato una manifestazione di protesta tenendo in scacco anche i loro assistenti della cooperativa Agora’, costretti a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Contestavano la qualità del cibo che veniva loro distribuito. Non solo.
franco-marenco
Ad alcuni giorni di distanza, constatato finalmente che la sistemazione nell’area e nei padiglioni della Fiera del Mare risultava assai discutibile, il prefetto e Doria indicavano come nuova possibile sistemazione i manufatti in disuso del bocciodromo di San Benigno. E come è accaduto per l’immobile di via Venti Settembre è montata una vera e propria sollevazione degli abitanti della zona dei quali si è fatto portavoce il presidente del municipio Centro Ovest Franco Marenco. Vedi caso rappresentante del Pd. Marenco, con un comunicato fatto proprio da tutti i rappresentanti del Municipio, mette all’angolo il Comune imputandogli come minimo un difetto di comunicazione “Apprendiamo dai media la notizia del possibile spostamento del Centro che ospita circa 200 migranti, a Genova, dalla Fiera del Mare ad alcuni locali in zona San Benigno. Ribadiamo che i valori dell’accoglienza e della solidarietà sono anche i nostri, valori su cui siamo impegnati quotidianamente nel nostro territorio con Associazioni, Parrocchie, Cooperative e Comitati che operano per gestire al meglio il problema. Ci viene richiesta maggiore collaborazione e dialogo, ma tutto questo deve essere reciproco. Per tale motivo disapproviamo il metodo utilizzato dall’Amministrazione Comunale, che ci ha tenuti all’oscuro delle scelte prese. L’accoglienza va bene, ma bisogna discutere come e dove praticarla sui territori. A questo proposito la scelta di San Benigno è una scelta sbagliata, che andrebbe a insistere su una zona già provata dalla presenza di fenomeni di prostituzione e tossicodipendenza, uniti alle numerose gravi criticità dei nostri quartieri. In questi giorni si parla di “ascoltare i cittadini”, ma evidentemente siamo costretti a constatare che si tratta di posizioni di facciata. E non possiamo perciò biasimare la preoccupazione di chi vive nel nostro territorio. Su questa vicenda dunque ribadiamo con forza  che il Municipio agirà, come sempre per garantire la tutela  e gli interessi dei propri cittadini”.
regazzoni
Una sorta di assist colta al volo dall’auto candidato alle primarie del Pd il popfilosofo Simone Regazzoni, prontissimo a gettarsi nella breccia “SOSTEGNO AL PRESIDENTE MARENCO. COMUNE INCAPACE: NO AI PROFUGHI NELL’EX BOCCIODROMO DI SAN BENIGNO. Lo denuncio da tempo: il Comune si è dimostrato incapace di governare il fenomeno profughi a Genova. Siamo molto al di sopra delle quote previste. Ora anche il Presidente del Municipio del Centro Ovest, Marenco, denuncia la stessa grave situazione: il Comune non informa né i cittadini né i Municipi. Il Comune non governa politicamente un fenomeno che rischia di finire fuori controllo. Se continuiamo con questa assenza di gestione e condivisione politica delle decisioni sul tema dei migranti richiedenti asilo la destra avrà campo libero. Doria è inadeguato, è chiaro.  Ma il Segretario del PD cosa fa? Dorme? Il Segretario Terrile dica chiaro subito che non si possono collocare i migranti nell’ex bocciodromo di San Benigno. E invece di fare delegazioni, il PD presenti un programma chiaro sul governo dei profughi a Genova. I genovesi sono accoglienti e solidali, ma sono stanchi della cattiva gestione del fenomeno migranti da parte del Comune e dei silenzi del PD. Per parte mia appoggio il Presidente Marenco e la sua ferma opposizione all’idea che nel quartiere, che ha già fatto molto per fortuna in termini di accoglienza e integrazione, arrivino altri profughi”. 
 

doria renzi

 
Comunque, proprio mercoledì in un incontro con il Prefetto il sindaco ha ribadito che onoreranno i propri impegni e che a San Benigno si procederà con una serie di lavori per rimettere i manufatti in grado di ospitare i migranti.
Ed è certo che anche in quella zona potrebbero ripresentarsi le tensioni che si ebbero nell’agosto scorso di fronte alla decisione di piazzare in un palazzo di via Venti Settembre alcune famiglie di profughi. Decisione che generò la protesta degli abitanti del palazzo e dei commercianti del posto. Culminata qualche mese dopo con una contromanifestazione di genovesi con in mano una bottiglia d’acqua per contestare la decisione dell’assemblea dei condomini di negare l’allaccio diretto alla rete idrica. Certo è che l’ultima protesta dei migranti dimostra quanto poco spirito di integrazione vogliano dimostrare. 
balleari-toti-maroni

 
Stefano Balleari, aspirante sindaco per il centro destra impallina Doria ” Ve lo ricordate quando accusavo il Sinistro Sindaco di Genova di parole degne del Lombroso sul fatto che in via Venti ci andassero delle famiglie e che quindi , secondo il DoriaPensiero ,”fossero molto meno pericolose di maschi adulti” ?Ecco, non voglio pensare, secondo le teorie sociali del Sindaco, cosa sarebbe accaduto se al posto delle innocue famiglie in via Venti ci fossero andati altri personaggi: Invece del sequestro di persona avremmo avuto stragi? Io non credo proprio! Comunque sia questo è il grado di preparazione e di retro-pensiero a cui la sinistra ci ha abituato dove è giusto che siamo noi ad adattarci alle loro esigenze e bisogni e non il contrario come suggerirebbe la logica ed i numeri, dove in nome dell’accoglienza tutto è lecito dal preferire le cooperative amiche degli amici, sino a requisire alberghi o utilizzare case in zone di pregio come accade a Genova.,L’accoglienza di Sinistra è quella cosa che tutto copre e tutto giustifica quasi fosse una misericordiosa “grazia” che si pone sull’intera nazione e che consente al Sindaco di Genova di sforare allegramente anche sui numeri dei migranti ospitati a Genova.,L’accoglienza di Sinistra, la miracolosa accoglienza, è quella cosa che consentirà la coesistenza di opere costose di rilancio urbanistico ed un futuro centro di accoglienza da 300 migranti all’ex bocciofila di Sampierdarena che di tutto avrebbe bisogno, ma non di un centro accoglienza !  Ancora non ci è dato sapere se per famiglie non pericolose o facinorosi baldi giovanotti (secondo la classifica del Sindaco), ma quello che si sa è che si farà. Il Sindaco Doria ha molto di cui chiedere scusa ai Genovesi ed al lungo elenco è bene aggiungere le scelte sull’accoglienza diffusa e alcune affermazioni classiste. Io suggerisco anche di chiedere scusa preventivamente per quanto combinerà da qui a primavera e poi, se i Genovesi lo vorranno, potremo cambiare Genova”. Non sono arrivate le scuse di Doria ma almeno un repentino primo cambiamento di posizione dimostrato nell’incontro con il Prefetto Fiamma Spena. 
 
gianni-plinio
 
 
Mentre dai dirigenti di Fratelli d’Italia, il partito di Balleari, provengono richieste ancora più drastiche da parte del vice-coordinatore regionale Gianni Plinio e del coordinatore genovese Massimo Spinaci ““Si chiuda il centro migranti di via XX Settembre – hanno dichiarato Plinio e Spinaci – se agli illustri ospiti non garba il cibo che viene loro generosamente dispensato dal contribuente genovese, si accomodino pure fuori dalla porta e dal nostro Paese. Facciamo presente che sono sempre più numerosi i concittadini in condizioni di bisogno che ricorrono alle mense di religiosi o di associazioni caritatevoli, i quali sarebbero ben felici di essere al posto dei pretenziosi ospiti della struttura di via Venti. Le continue proteste, gli interventi ripetuti della Polizia ed il comportamento chiassoso e sconveniente dei migranti rendono incompatibile la coesistenza con gli altri inquilini dello stabile. Si chiuda il centro migranti, che solo degli irresponsabili hanno potuto ubicare in quel sito”.
 

pettene

 
 
 Dimostra meno intolleranza con un ragionamento a cui non mi sento di dare torto Anna Pettene, avvocato, mediatrice familiare, moglie di Edoardo Garrone, indicata nel lungo elenco dei papabili per il ruolo di candidato sindaco del centro destra. Per il suo post si scomoda persino Simone Regazzoni che dimostrando grande obiettività la gratifica con un bel like. E naturalmente qualche suo detrattore troverà soddisfazione nell’interrogarsi sulle amicizie social del popfilosofo, rafforzando il suo convincimento che in altri tempi lo aveva portato a definirlo come fasciocowboy per la sua sconsiderata ammirazione per il pistolero interpretato da Clint Eastwood e per la sua partecipazione ad un dibattito su un suo libro organizzato da casa Pound. Eppero’ nemmeno io me la sentirei di dare torto alla Pettene e personalmente mi spenderei in un like. “Integrazione vuol dire anche accettare le regole altrui e in queste regole, magari non scritte, sono comprese quelle del buon vivere civile.Penso che sia naturale per chi viene accolto ringraziare, a maggior ragione se fuggi da un paese che ti ha negato cibo, lavoro e prospettive dignitose di sopravvivenza. Una forma di riconoscimento dell’altro che ti ospita in casa sua, che ti veste, sfama e ti accorda quei servizi essenziali, spesso elargendo servizi che neppure i connazionali bisognosi potrebbero mai sognarsi di ottenere. La recente rivolta dei clandestini ospitati in un immobile in via XX settembre che protestano per il cibo addirittura lanciandolo addosso ai volontari (ma la lista delle risse, tensioni, insurrezioni in Italia è lunga e temo che si allungherà ancora) dimostra che non ci siamo su tutta la linea e che insistiamo nell’errore vittime di una insensata coazione a ripetere o di un senso di colpa radicato o di perbenismo di facciata a senso unico( quello che più di tutti mi fa andare il sangue al cervello).

Spiattelliamo concetti di integrazione ma non sappiamo neanche da dove iniziare. L’integrazione deve essere a parer mio pretesa da parte di chi accoglie e riceve. Altrimenti l’integrazione non riesce. Ti apro le porte di casa mia ma dobbiamo essere concordi sul rispetto di certe regole altrimenti se non le intuisci, perché magari non ti appartengono come formazione, te le spiego e se non dovesse bastare te le rispiego dopo di che posso sentirmi libero di non invitarti più o di allontanarti se l’insubordinazione diviene insostenibile e pericolosa. La colpa è in parte anche nostra che non riusciamo ne’ forse vogliamo pretendere l’osservanza di quei criteri basici di educazione e rispetto ai quali per esempio ci hanno abituato in casa, nelle nostre famiglie, a scuola.
Non penso che chiedere regole e disciplina corrisponda a razzismo; si tratta solamente di legalità e di sicurezza a meno che non si preferisca la legge della giungla…e ci siamo molto vicini con questa incessante e incontrollata migrazione dall’Africa”. Parole chiare non macchiate da certa solidarietà pelosa. Anche perché in passato la stessa Pettene si è esposta prendendo le distanze da certi salotti tipici della nostra città in cui passano anche decisioni fra imprenditori e politica. Una sorta di insofferenza da personaggio che ancora non si è completamente assuefatta al maniman tutto genovese. Gli stessi salotti che gravitano attorno alle sezioni del Pd che Il prof. Francesco Gastaldi ha gratificato con la targhetta di sezioni chachemire. 

 

mereto-bosso

 
Quella a cui aderisce l’eroina d’antan Margherita Mereto Bosso compagna del consigliere regionale Giovanni Lunardon. Era stata proprio lei nell’ottobre del 2016 a fomentare la rivolta delle bottigliette in via Venti Settembre, quando aveva postato sul a suo profilo social “Solo 11 persone tra le quali 3 DONNE IN GRAVIDANZA e 2 BIMBI PICCOLI. Siete disumani. Volgari vergognosi piccoli piccoli piccoli di una cattiveria pura. Avrei tante parole da dire ma mi vergogno così tanto di persone così che mi si stringe lo stomaco e le corde vocali – o le dita – non funzionano. Tacciano, per piacere tacciano, si vergognino, si nascondano, gli aizza popolo responsabili -responsabilissimi. Cittadini genovesi: dimostriamo che siamo persone per bene. Manifestiamo. Attiviamoci. Restiamo Umani!!”. Replicando qualche ora più tardi, al calar della mezzanotte. ” Ci ho pensato tutta la sera. NON POSSIAMO stare fermi. Propongo: ‪domani alle 18‬, ognuno con una bottiglia d’acqua in mano. In via XX. Che ne dite?”. Chiamata a raccolta che ebbe un certo successo. Duecento persone circa, con la partecipazione straordinaria del capogruppo regionale del Pd Raffaella Paita e del sindaco Marco Doria, pur impegnato con il premier Matteo Renzi, a brandire bottiglie di acqua minerale nei pressi del mercato orientale. Ecco, mi sono chiesto come mai in questo caso la nostra pasionaria di Castelletto abbia preferito tacere e invece, magari, di fronte alle pretese dei nostri profughi non abbia lanciato sulla sua pagina Facebook, un po’ asfittica negli ultimi tempi riguardo a post, una campagna per trovare una cucina da campo in modo da poter cucinare personalmente e rifornire i migranti con cibo caldo che si confaccia maggiormente alle loro origini. O forse, come suggerisce, il candidato sindaco Stefano Balleari per il sindaco Marco Doria, sarebbe bastato, molto più semplicemente, chiedere scusa. Perché talvolta non è questione di essere razzisti o meno, di vergognarsi, di nascondersi o di essere aizza o arruffapopoli, di essere disumani e incivili. A volte si tratta soltanto di voler ragionare al di fuori degli stereotipi che siano progressisti o xenofobi. 
vignetta-de-andre-migranti
Il Max Turbatore
 
 
 
 
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: