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Melina Riccio e il Bambinello “rapito” nella chiesa della Maddalena. Le telecamere inchiodano la stravagante artista

Chi sia Melina Riccio tutti i genovesi lo sanno. Per aver visto le sue scritte sui muri (non solo di Genova) o per averla scorta girare per la città con in testa una tiaria o un vaso di fiori. C’è chi adora la sua arte “di strada”, chi attribuisce dignità di poesia alle frasi sconclusionate che distribuisce a colpi di pennarello o di pennello in ogni dannato muro libero e chi, invece, non sopporta che vada in giro a imbrattare pareti e porte, attività per la quale l’artista di origine irpina è stata più volte denunciata. Una scritta, con l’inconfondibile firma, è stata vergata anche su un’antica statua di marmo del cimitero di Staglieno. Melina che fa l’uncinetto al Porto Antico seduta in bilico su un molo, spargendo intorno petali di fiori, Melina che l’8 marzo non si fa mai mancare un cesto di mimose in testa, ne ha fatta un’altra e, stavolta, l’ha fatta grossa: ha rapito il Bambin Gesù. Lo ha fatto ostaggio nel presepe della chiesa della Maddalena, roccaforte della pietas tra gli spacciatori e le prostitute che affollano la strada delle case sequestrate alla criminalità organizzata. Melina, un paio di giorni fa, è entrata nel portico attraverso al quale si accede all’edificio religioso poco distante da dove abita (nei pressi di piazza Lavagna) ha agguantato il bambinello del presepe e se lo è portato via. È scappata non vista da occhio umano dalla “scena del crimine”, quel tempio che sta lì sin dall’anno Mille ed è stato rifatto, ingrandito e abbellito per oltre un millennio, immobile testimone dell’ascesa delle famiglie genovesi prima e quindi del degrado e dell’avanzata della criminalità a due passi da Strada Nuova. Al parroco, padre Paolino dei padri Somaschi che gestiscono la chiesa, non è restato che chiamare i carabinieri. Probabilmente un sospetto a proposito dell’autore del “rapimento” il sant’uomo l’aveva avuto, perché a caldo aveva dichiarato a Michele Varì dell’Ansa: <Avrà preso Gesù bambino per tenerlo al caldo visto che in questi giorni fa freddo>. Insomma, aveva dato al ladro il beneficio della buonafede, quasi a indicare che non si trattava di un criminale, ma di qualcuno che aveva saputo impietosirsi come non sempre i cittadini genovesi sanno fare accogliendo gli Ultimi. Ai militari dell’arma è bastato dare un’occhiata ai filmati delle telecamere per capire chi aveva messo le mani sulla statuetta, alta 20 centimetri. Gli occhi elettronici, a differenza di quelli umani, avevano visto eccome! È stata lei, l’inconfondibile Melina, che, ineffabile, ha portato via Gesù Bambino lasciando invece al loro posto tutte le altre statue. Il perdono cristiano è assicurato, quello della legge chissà? Ora sarà il tutore di Melina, un avvocato, a dover recuperare il bambinello e a riportarlo al suo posto. A tutti gli altri non resta che attendere la successiva trovata dell’artista visionaria che divide la città tra estimatori e detrattori.

melina-riccio(Immagine tratta dal sito internet di Melina Riccio)

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