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Disco Club: recensioni, consigli, classifiche e novità. La rubrica di un dischivendolo/12 gennaio 2016

rubrica Discoclub

A CURA DI DIEGO CURCIO

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SPECIALE CLASSIFICA: DISCO DELL’ANNO DI DISCO CLUB – QUINDICESIMA EDIZIONE 

Anche quest’anno i clienti e I lettori del sito o di facebook di Disco Club hanno scelto i loro album preferiti del 2016. Ecco la classifica dei primi dieci, il più giovane è Justin Vernon (Bon Iver), nato nel 1981!
NICK CAVE & THE BAD SEEDS – Skeleton Tree
David Bowie – Blackstar
Leonard Cohen – You Want It Darker
Radiohead – A Moon Shaped Pool
Rolling Stones – Blue & Lonesome
Iggy Pop – Post Pop Depression
Lambchop – Flotus
Bon Iver – 22, A Million
Conor Oberst – Ruminations
PJ Harvey – The Hope Six Demolition Project

Miglior disco jazz: Bill Evans – Some Oter Time: The Lost Session From The Black Forest

Miglior disco italiano: Motta – La Fine Dei Vent’Anni

LE RECENSIONI

SHIRLEY HORN – Live at the 4 Queens

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Sono passati dieci anni dalla scomparsa di Shirley Horn, una figura davvero incomparabile nel panorama jazz: pianista, capace di accompagnare anche altre colleghe (il disco con Carmen McRae dedicato a Sarah Vaughan ne è un fulgido esempio), cantante, unica nel modo di accarezzare il suo repertorio, leader, di un trio che forse può vantare un record assoluto di longevità poiché il batterista Steve Williams le restò a fianco per 23 anni e il bassista, Charles Ables, per 33. Nella discografia, non monumentale considerati i suoi cinquant’anni di carriera, si può pescare tranquillamente senza timore di sbagliare, ma questo inedito registrato (molto bene) dal vivo in un hotel di Las Vegas nel 1988 con i suoi compagni abituali, può essere un ottimo inizio. Nove brani in cui il suo pianismo – “Ho amato Rachmaninoff, ma è stato Oscar Peterson a farmelo conoscere. E Ahmad Jamal mi ha portato da Debussy” – è ora al proscenio, come nell’iniziale strumentale “HI-Fly” di Randy Weston o nella chilometrica “Isn’t It Romantic”, ora impeccabile contrappunto al suo canto come in “The Boy from Ipanema”, ora in geniale equilibrio come nella solitaria “Lover Man”. E la versione di “Just For A Thrill” è l’unica in grado di competere con quella memorabile di Ray Charles. Disco assolutamente imperdibile. Danilo Di Termini

JIM BLACK – Malamute

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Malamute è il nome della razza dei cani da slitta nordici: forti come leoni, placidi di carattere, collaborativi, all’occorrenza pronti a trasformarsi in aggressive macchine da guerra, se minacciati. Un nome ben scelto per la nuova creatura sonora ideata da una delle intelligenze più fresche del nuovo jazz internazionale, Jim Black. Qui il batterista e compositore, ma anche eccellente manipolatore di aggeggi elettronici e sampler ha costruito un gruppo curioso ed efficacissimo che può contare sul sassofono dell’islandese Óskar Guðjónsson, sulle tastiere avventurose di Elias Stemeseder, sul basso elettrico di Chris Tordini. La musica? Se provate a far ascoltare qualche traccia ad un appassionato di indie rock infiltrato di elettronica, lo convertirete: strani brani dall’apparenza implosa e allusiva che pulsano di rumorini spettrali o simpaticamente contagiosi, come le frasette dei robot di Guerre Stellari. Linee lunghe, sinuose e morbidissime del sax avversate da una fibrillazione ritmica ed elettronica appena sotto una spanna, ed altri piccoli miracoli sonori, a volte in odore di Tortoise. Un gran disco, insomma. Guido Festinese

ANCIENT VEIL – I Am Changing

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Questa storia potrebbe iniziare così: c’erano una volta gli Eris Pluvia, gruppo genovese di progressive rock, molto apprezzato nell’ambito del genere pur avendo prodotto un solo vero disco, Rings Of Earthly Light, nel lontano 1991. Il seguito della storia dice che due dei componenti, Alessandro Serri e Edmondo Romano, lasciano il gruppo per dar vita agli Ancient Veil, che producono un altrettanto riuscito disco, omonimo, nel 1995; di quest’ultimo I Am Changing è, infine, il degno seguito, poiché in questi vent’anni gli Ancient Veil hanno partecipato solo ad alcuni tributi ai grandi del progressive rock. Le fonti d’ispirazione più evidenti dell band sono i Genesis degli inizi e la parte più melodica dei King Crimson, anche se affiorano qui e là deviazioni ‘canterburiane’ e sonorità folkeggianti, vista anche la prevalenza di momenti acustici. Il grosso del lavoro di composizione è affidato ad Alessandro Serri, che canta e suona molti strumenti, mentre la produzione artistica è condivisa tra lo stesso Serri, il fratello Fabio (che si occupa di tastiere varie) e il poli-fiatista Edmondo Romano. I Am Changing è un progetto di respiro internazionale, ben registrato, con un dipinto in copertina ad opera di Francesca Ghizzardi che vorremmo vedere nell’ampiezza di un vinile per stimolare, magari, i mercati esteri, dove la nicchia progressive potrebbe dare grandi soddisfazioni al gruppo. Un bel ventaglio di ospiti di studio dà lustro ai brani con archi, voci, bacchette e corde, ma non li scriviamo tutti, potrete trovarli nell’elegante libretto completo di testi e minuzie che viene fornito acquistando il cd… Fausto Meirana

IL DIARIO

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Diario del 12 gennaio 2015
Oggi sono i clienti a mandarmi a quel paese. Incomincia un cinquantenne, “Avete musica spagnola?”, “No, cosa cerca?”, “L’ultimo disco di Melendi”, “Melendi? Non lo conosco”, lui con faccia sdegnata, “Come non lo conosce, vende un sacco” e se ne va bofonchiando “Incompetenti”.
Eccolo di nuovo lo zio di Attilio Fontana (ex Ragazzi Italiani). Si era presentato ad aprile 2013 (protagonista di due puntate del Diario), chiedendo i cd di Ilaria Porceddu, finalista nella prima edizione di X-Factor e compagna del nipote. Oggi entra con in mano una slerfa di focaccia (n.d.t. Slerfa: unità di misura della focaccia) e in dialetto emiliano, “Ha o mi può procurare il cd di Attilio Fontana ‘Formaggio’?”. Riconosco il personaggio, anche se è invecchiato esteticamente più dei quasi due anni da quando l’ho visto, ha dimenticato quel poco d’italiano che sapeva, è notevolmente ingrassato, probabilmente anche per colpa della focaccia; mi viene un dubbio ‘non è che avrà fatto confusione e voleva in realtà la focaccia col formaggio?’. No, il disco esiste davvero, o meglio è solo scaricabile. Glielo spiego, e lui, tra una morsicata e l’altra, sempre in emiliano stretto (il genovese posso provarmi a trascriverlo, l’emiliano è fuori dalla mia portata), “Cosa dice? Io il computer non so nemmeno cosa sia. Me lo faccia lei”, “Non posso”, con un’ultima morsicata se ne va mandandomi anche lui al diavolo, “Guarda questi, vendono dischi e non riescono a trovarmene uno appena uscito”. Quegli spiritosoni del Geometra, il Pompiere e Sergio Samp, intervengono, “Potevi vendergli un cd di Piero Focaccia”.
Eccolo il terzo anziano, mi porge un dischetto, è una compilation di country in dvd, “Voglio un altro di questi dischi, sa, c’è la musica country, ma si vede anche alla tv, c’è l’orchestra, il cantante e quelli che ballano”, “Mi dispiace, non ho niente del genere”, il suo sguardo non promette niente di buono mentre mi chiede “Dove posso trovarlo?”, “Mi sa da nessuna parte”, cerco di aggiungere “Provi da Feltrinelli”, ma lui non mi sta nemmeno a sentire, è già fuori e mi gratifica di una botta di rimbambito “Con tutti i dischi che ha, non sa nemmeno quello che ha”. Un cliente presente, Gianni R, mi consola, “E sì che questa volta sei stato gentile”: ecco l’errore!

LE PROSSIME USCITE

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Domani
MANNARINO – APRITI CIELO
ACCEPT – RESTLESS & LIVE
SEPULTURA – MACHINE MESSIAH
BON JOVI – THIS HOUSE IS NOT FOR SALE: LIVE FROM THE LONDON PALLADIUM
BAUSTELLE – L’Amore E La Violenza
JAKE CLEMONS – Fear & Love

20 gennaio
PINK FLOYD – (LP) A Momentary Lapse Of Reason
PINK FLOYD – (LP) The Final Cut
GRATEFUL DEAD – The Grateful Dead (50Thanniversary Deluxe Edition)
DAVID “HONEYBOY” EDWARDS – I’M Gonna Tell You Somethin’ That I Know
AS LIONS – Selfish Age

LA CLASSIFICA DELLA SETTIMANA

1 MINA CELENTANO – LE MIGLIORI
2 ROLLING STONES – BLUE & LONESOME
3 TIZIANO FERRO – IL MESTIERE DELLA VITA
4 VASCO ROSSI – VASCONONSTOP
5 PINK FLOYD – The Early Years 1965-1972
6 LEONARD COHEN – YOU WANT IT DARKER
7 LIGABUE – MADE IN ITALY
8 LP – LP
9 LITFIBA – EUTOPIA
10 METALLICA – HARDWIRED… TO SELF-DESTRUCTION

 

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