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Tari, alle categorie nessuna risposta e la conferma dell’aumento. Commercianti, artigiani e agricoltori contro il Comune

Tante domande, una sola risposta: un aumento della Tari, la tariffa sulla raccolta e sullo smaltimento dei rifiuti urbani pari al 4/6% per l’anno in corso, tanto temuto dai commercianti, dagli artigiani e dagli agricoltori e confermato questa mattina in commissione dall’assessore al bilancio Franco Miceli. In sostanza, più che di una audizione si è trattato di una “sentenza di condanna” senza appello. Condanna per le attività soffocate da tasse, tariffe, gabelle e balzelli di ogni tipo.  <Il “Non-rilancio” delle attività economiche genovesi passa anche da qui. L’ennesima, prevista, stangata – commenta Agostino Gazzo, presidente della Consulat Civ Ascom -. Che sarebbe comodo, in fondo, se un imprenditore ogni fine anno, chiudendo il bilancio, accorgendosi di aver fatto casini incredibili che lo han portato a essere in rosso, e senza nessuna idea di come porvi rimedio, potesse far utile chiedendo ad altri di riparare ai propri danni>.
Le associazioni di categoria Ascom, Confesercenti, Cia, Confartigianato e Coldiretti avevano presentato all’amministrazione una serie di domande e richieste. Queste

1.      Evitare quanto accaduto con passaggio da AMGA a IREN, perdita di punti di riferimento sul territorio, call center per imprese che risponde da Torino, senza operatività, senza interlocutori sul territorio. (pag 14 statuto, principi di governance e patto parasociale – poteri del presidente e dell’amministratore delegato)
Chiediamo l’istituzione di un tavolo di monitoraggio permanente con associazioni di categoria, di esplicitare la delega ai rapporti con il territorio, oltre che con l’amministrazione al presidente e di esprimere un membro del collegio sindacale in rappresentanza delle associazioni di categoria.
2.      A che punto siamo con richiesta stato di emergenza per scarpino, da tempo chiediamo una presa di posizione da parte del comune in tal senso, il sindaco e l’assessore porcile si sono impegnati ad una verifica in tal senso nell’incontro effettuato lo scorso 1 dicembre.
3.      Eventuali passività non rilevate in sede di due diligence e quindi non considerate per la determinazione del valore base e/o del valore prospettico non è possibile che vengano pagate dai cittadini sotto forma di riquantificazione della tariffa, semmai questa deve essere la soluzione subordinata alla rideterminazione delle percentuali di partecipazione di IREN ambiente o in subordine alle restituzione dell’eventuale sovrapprezzo pagata in sede di aumento di capitale 2, proroga 1 e proroga 2. (pag 20 dichiarazioni e garanzie)
4.      Diluire il recupero degli extra costi per lo smaltimento dei rifiuti fuori regione e costi di bonifica di scarpino su un numero di annualità tali da non comportare aumenti impattanti significativamente sulla tariffa annuale, per questo riteniamo anni 30 la durata necessaria.
5.      Il piano industriale deve prevedere una riduzione progressiva dei costi del servizio – almeno 3-5% annuo per le tre prossime annualità – attraverso l’utilizzo degli impianti IREN, gli efficientamenti organizzativi e le razionalizzazioni. Ricordiamo inoltre l’impegno a prevedere forme d’incentivazione per le utenze non domestiche che effettuano la differenziata.

LINEE GUIDA PIANO INDUSTRIALE OTTIMIZZATO

1.      La raccolta differenziata per utenze non domestiche liquidata con seguente parole “è previsto un sistema di raccolte dedicate per singola utenza”
2.      Ordinanza sindacale 216-452 del 29/12/2016 “istituzione di un nuovo sistema di raccolta del rifiuto organico prodotto dalle utenze commerciali e relative modalità operative di conferimento, nel comune di Genova” come s’inserisce in tutto questo, che tempi e aree interessa?
3.      Piano CONAI tramontato
4.      Perizia scarpino 1 e 2 per determinazione fondo GPO è stata fatta? Che oneri comporta?
5.      Visto modifica sostanziale a parte impiantistica rispetto a quanto prospettato nel piano da noi discusso in audizione il 09/02/15, cosa comporta in termini di costi per la collettività e quindi di tariffazione?

In sostanza, i commercianti non vogliono farsi carico degli errori di anni che hanno portato alla chiusura della discarica di Scarpino e nemmeno di quanto le amministrazioni e le gestioni Amiu si sono succedute non hanno fatto per superare il conferimento indifferenziato in discarica per un totale di 85 milioni di euro ai quali si aggiungono altri svariati costi di adeguamento e messa in sicurezza per un totale di 130 milioni che cadranno sulle spalle di cittadini e imprenditori.

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