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Il gelo e la povertà. Posti al caldo per i clochard ancora disponibili

Il caso della famiglia che sta in una casa del Comune e avrebbe avuto la caldaia danneggiata da uno sbalzo di tensione Enel. Balleari: <Stanno al freddo da una settimana perché non hanno i soldi per ripararla> 

Un freddo insopportabile anche per chi sta all’aperto solo per un tempo limitato. È facile capire come stiano le persone che un tetto sulla testa non ce l’hanno, per scelta o per sventura, quelle che non possono tornare a casa e accendere il riscaldamento. Il punto della situazione è stato fatto in consiglio comunale a seguito delle interpellanze di Alberto Pandolfo (Pd) e Stefano Balleari (Pdl). Al posto di Emanuela Fracassi (arrivata per ultima tra gli assessori al suo periodo di ferie invernali) ha risposto Carla Sibilla che ne ha assunto temporaneamente le deleghe: <Il piano inverno, attivato ai primi di dicembre per una copertura fino a fine febbraio, è collocato all’interno del patto di solidarietà ed è finanziato dal Comune per 1 milione 400 mila euro, dalla Regione per 550 mila – ha detto -. Ci sono posti presso varie strutture dell’associazionismo, in parte ancora liberi. C’è una linea aperta per le segnalazioni dei cittadini. Attualmente c’è ancora disponibilità>.
Ci sono poi quei senza fissa dimora che per loro scelta non vogliono una sistemazione nemmeno nei giorni più freddi. Ad esempio quelli che si accampano la notte sotto le arcate del portico di piazza San Lorenzo e che stanno creando non pochi problemi di igiene e di decoro. Ma quella è un’altra storia, che la polizia municipale del centro storico affronta ogni mattina, da capo, come una tela di Penelope, chiamando Amiu per sgomberare cartoni, cartacce, spazzatura abbandonata proprio in uno dei luoghi più turistici della città e rimuovere le deiezioni umane nella vicina piazza Scuole Pie.

barboni clochard san lorenzo
Balleari, in consiglio, ha anche voluto parlare del caso della famiglia che abita in una casa del Comune in via Carlo Giordana, a San Teodoro e che ha <subito un danno cagionato da uno sbalzo di tensione elettrica – ha detto il consigliere Pdl -. Il guasto è avvenuto il 3 gennaio scorso ed è stato riparato. Restano, però i danni subiti: 2 reti da letto con movimento elettrico, 2 radio, un telefono cordless, una radiosveglia, una abat jour in argento (che si è fuso), 5 faretti del bagno e 5 ciabatte elettriche oltre alla caldaia usata sia per il riscaldamento sia per la produzione di acqua calda. La riparazione costa 300 euro, ma la famiglia non li ha e in questi giorni di gelo è costretta a vivere al freddo. Dovrebbe essere l’Enel a riparare ai danni subìti e dovrebbe farlo in fretta, perché in questi giorni di temperature rigide quelle persone stanno sopportando un fortissimo disagio a causa di quel guasto>.

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