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Al Museo di Archeologia ligure da venerdì le lastre assire dei palazzi distrutti dall’Isis

Le ultime drammatiche devastazioni dei palazzi a Nimrud e Khorsabad in Iraq hanno portato alle cronache vestigia di un passato storico di inestimabile valore, purtroppo sottoposto a rischio distruzione. Un vero e proprio attentato all’identità culturale di interi territori.

Il Museo di Archeologia Ligure esporrà fino al 18 giugno tre affascinanti lastre assire che ornavano quegli straordinari palazzi.

Verrà inaugurata venerdì 13 gennaio alle ore 15.30 alla presenza dell’assessore alla cultura del Comune di Genova Carla Sibilla, “Salvi in Museo”, una presentazione dal titolo emblematico che costituirà un’occasione imperdibile – e purtroppo ormai eccezionale – per avvicinare la civiltà degli antichi Assiri.

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Decine di queste opere sono conservati oggi nei musei di città italiane come Roma, Firenze, Torino, Venezia. Per vicende – che ora appaiono fortunate – tre lastre, con rilievi provenienti proprio dai palazzi assiri, sono entrate a far parte anche delle raccolte civiche genovesi e sono conservate al Museo di Archeologia Ligure, che ora le propone al pubblico con un nuovo commento.

 

«Mi piace sottolineare due aspetti di questa preziosa esposizione al Museo di Archeologia Ligure in Villa Pallavicini – dichiara l’assessore alla cultura e al turismo del Comune di Genova, Carla Sibilla – Il primo è rappresentato senz’altro dal valore simbolico dell’operazione: la cultura è una fonte di costruzione per l’identità culturale di un popolo e chiunque la distrugge compie un attentato contro l’umanità. Il secondo aspetto è strettamente correlato al primo: stiamo recuperando e valorizzando un’identità “genovese” anche attraverso la promozione del suo immenso patrimonio storico e artistico conservato nei musei. Forse non tutti conoscevano la grande ricchezza di opere ospitate al Museo di Archeologia Ligure di Genova. Sono convinta che questa esposizione sarà un’occasione da non perdere».


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Un patrimonio venuto da lontano

Il missionario domenicano Luigi De Negri di Montaldeo (1809 – 1878) viaggiò a lungo in Oriente e donò attorno al 1860 tre frammenti di lastre assire all’Università di Genova.

Nel 1892 i pezzi furono esposti in Palazzo Bianco in occasione della “Mostra di Arte Antica”, una rassegna delle principali raccolte archeologiche e storico artistiche della città per le celebrazioni colombiane.

A conclusione della mostra, le lastre, assieme ad altri importanti reperti archeologici del territorio genovese e ligure, rimasero a Palazzo Bianco dove nel 1908 venne costituito il Museo Civico di Storia ed Arte, dal quale ebbero origine alcuni dei principali Musei civici genovesi come il Museo di Archeologia Ligure.

 

Una civiltà guerriera

Le lastre provengono dai palazzi di Nimrud, la biblica Kalakh, e di Khorsabad, due dei principali centri di potere dell’Assiria, un’area di antichissima civiltà del Vicino Oriente, lungo il medio ed alto corso del fiume Tigri, nell’attuale Iraq.

I sovrani Assurnasirpal II e Sargon II fondarono rispettivamente Nimrud (879 a.C.) e Khorsabad (706 a.C.) dando vita ad un impero che in questo arco di tempo si estese dal Golfo Persico al Mediterraneo. Le spedizioni e le conquiste sulla costa siro-palestinese fanno sì che spesso le vicende dei re d’Assiria compaiano nella narrazione biblica che ne costituisce quindi un’importante fonte storica.

 

La rappresentazione del potere

Uno dei patrimoni storico-artistici più importanti ed originali della civiltà assira sono proprio i complessi di lastre che adornavano i palazzi. Si tratta di programmi scultorei ampli e complessi che solo una lettura unitaria dei cicli di rilievi permette di comprendere. Sono infatti apparati narrativi volti a celebrare le imprese e la grandezza dei singoli re e quindi, come tali, differenti fra loro per linguaggio, sensibilità artistica ed obiettivi politici.

Col re Assurnasirpal II, ad esempio, la celebrazione del sovrano passa dal tempio al palazzo, dalla pittura alla scultura in pietra, col suo più grande successore, Sargon II, i bassorilievi celebrano la guerra come strumento di unificazione del mondo conosciuto.

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Da Nimrud

Il Palazzo di Nord-Ovest è una residenza regale con funzioni di rappresentanza e amministrative, le cui pareti erano ricoperte dalle lastre scolpite a bassorilievo e dipinte a colori con scene della vita e delle imprese del re: battaglie, assedi, conquiste, cortei di tributari, cacce al leone si snodavano per un’altezza di circa 3 metri dal pavimento davanti agli occhi increduli degli ospiti e dei sudditi. Inoltre iscrizioni in scrittura cuneiforme narravano anno per anno le campagne del re Assurnasirpal esaltandone le doti di sovrano.

I bassorilievi e le iscrizioni sono insomma un formidabile mezzo di propaganda politica del sovrano oltre ad un deterrente per chi pensava di opporsi al suo potere.

 

Bassorilievo in calcare con due dignitari di corte

875-870 a.C., durante il regno di Assurnasirpal II

Due dignitari di rango elevato conducono alcuni prigionieri in un corteo di funzionari e soldati al cospetto del sovrano. I due differiscono per età, come si evince dalla presenza o meno della barba e dell’orecchino a mezza luna: portano i capelli a larghe onde piatte ricadenti sulle spalle in riccioli e indossano tuniche a mezza manica con uno scialle frangiato sulla spalla sinistra.

 

Da Khorsabad

La fondazione di Khorsabad fu effettuata ex novo e la città prosperò solo durante il regno del suo fondatore Sargon II, appena due anni. Il palazzo di Sargon II si estendeva per circa 10 ettari. Le mura delle sale e delle corti erano rivestite di bassorilievi scolpiti con scene di dignitari, geni protettori ed “eroi” con tralci di melograni e cuccioli di felini.

 

Bassorilievo in calcare con la testa di un genio privo di ali

721- 705 a.C., durante il regno di Sargon II

La lastra era forse situata presso uno degli ingressi del palazzo. Da altri bassorilievi meglio conservati e da disegni ricostruttivi d’epoca, si comprende che si trattava della figura di un genio privo di ali con la destra sollevata in segno di auspicio o benedizione e nella sinistra un tralcio di melograno. I geni senza ali compaiono durante il regno di Sargon II e sono forse nuove immagini per la religione di una società più ampia di sudditi.

 

Lastra in calcare alabastrino con iscrizione cuneiforme

721- 705 a.C., durante il regno di Sargon II

Fa parte di un testo iscritto posto fra le zampe dei tori colossali che ornavano le porte di accesso al Palazzo di Sargon II. Viene esaltata la grandezza di Sargon cui gli dei hanno concesso una sovranità senza eguali. Si enumerano le sue campagne militari, si ricorda la fondazione della capitale Khorsabad e si conclude maledicendo chiunque osasse distruggere la sua opera.

 

 

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