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Il “rave” di Capodanno a Raibetta, polemiche e contestazioni in consiglio comunale

Protesta in consiglio comunale dei residenti di piazza Raibetta che la notte di Capodanno hanno dovuto fare i conti con un banchetto, regolarmente autorizzato dal Commercio del Comune, che ha venduto birra in vetro e “allietato” i presenti fino alle 6 del mattino (la musica doveva finire alle 3 e comunque in quel caso non era autorizzata) con musica diffusa da casse alte un metro e mezzo. Tutto è stato documentato da foto e video degli abitanti. Cliccate  qui per leggere l’articolo di GenovaQuotidiana con foto e video.

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A portare in consiglio comunale la discussione sulla serata, uno dei pochi nei di un’iniziativa, quella allestita dal Comune, che ha avuto un buon successo, sono state due interpellanze di Alessio Piana (Lega Nord) e Gianpaolo Malatesta di Possibile. Entrambi hanno riconosciuto che la festa in strada della città ha avuto molti meriti  e un buon successo, ma il pasticciaccio di piazza Raibetta non deve passare inosservanza. Cosa non ha funzionato? Fondamentalmente il fatto di aver autorizzato un soggetto noto agli uffici che, pur in possesso di licenza, è tra quelli “problematici”. Era il caso di autorizzarlo in quel punto, sapendo che collabora con un altro soggetto (quello che nelle foto si si vede fare la spola per rifornire la bancarella di birre) altrettanto problematico? Sapendo, tra l’altro, che, come ha ricordato l’assessore alla Legalità Elena Fiorini, tutta la sicurezza della serata (operato della pm compreso, al netto degli interventi sulla viabilità), a causa delle misure antiterrorismo decise da Prefettura e forze dell’ordine al Tavolo per l’ordine e la sicurezza, era gestita proprio dalla Questura? Ovvio che, di fronte al rischio di possibili attentati terroristici, tutto quello che rappresentava “solo” un problema di vivibilità sarebbe passato in secondo piano. In realtà, ha spiegato Fiorini, la pm (che la notte di Capodanno, con 20 pattuglie tra quelle di serale e quelle di turno notturno, si è occupata dei varchi chiusi con i new jersey, di liberare i passi carrabili bloccati da auto in sosta e i posteggi dei disabili occupati indebitamente, oltre che delle segnalazioni dei cittadini per i troppo botti sparati in città) è intervenuta due volte: alle 20.22, quando ha chiesto i documenti ai presenti. La seconda alle 2 del mattino quando, poi, è stata dirottata per intervenire su un incidente stradale a Nervi. A GenovaQuotidiana risulta che alla luce della particolare situazione della piazza, per garantire un intervento efficace su decine e decine di persone in stato di ebbrezza, i due agenti di pm abbiano chiesto ausilio alle forze dell’ordine. Inutile (e pericoloso) intervenire in due contro oltre cento ubriachi. Ma mentre aspettavano i rinforzi è accaduto uno dei quattro incidenti con feriti della nottata e sono dovuti andare a occuparsi di quello, perché le altre pattuglie della municipale erano occupate con gli altri.
Secondo la versione dell’assessore al commercio Emanuele Piazza, non era possibile non autorizzare la bancarella visto che il richiedente è in possesso della licenza, acquisita nel 2007 e che si è presentato sul posto nel pomeriggio. In consiglio ha spiegato che ha chiesto la regolarizzazione e che gli è stata concessa. Ma, visto la serata particolare e i problemi pregressi della piazza, era forse meglio rimandare tutto a una decisione politica dell’assessore che, informato, avrebbe potuto decidere di lasciare libero quello spazio. Anche alla luce del richiedente e del suo “curriculum”. Nessuno, però, ci ha pensato e per gli abitanti si è scatenato l’inferno.

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Il consigliere comunale Alessio Piana si è detto <stupito del fatto che l’assessore Piazza non abbia fatto cenno ad auspicabili intervento per perseguire i responsabili>. E ha aggiunta <È decisamente inverosimile che un soggetto noto, con un “curriculum” non proprio esemplare e diversi episodi che testimoniano l’abitudine al mancato rispetto delle regole sia stato tranquillamente autorizzato a piazzare nella piazza e che gli sia stato permesso di sistemare casse alte un metro e mezzo (queste, non autorizzate n. d, r), ad allestire un barbecue e a vendere birra in vetro a fiumi.
Gianpaolo Malatesta ha ricordato come la deroga all’ordinanza Movida abbia dato un buon risultato e come le regole siano state rispettate dai commercianti, contrariamente a quanto fatto dagli ambulanti piazzanti a Raibetta.
Sono intervenuti anche Lilli Lauro (capogruppo Pdl), che ha criticato l’operato della giunta, e Simone Farello (capogruppo Pd) che, nonostante il successo del Capodanno genovese, ha rilevato la necessità di applicare i regolamenti vigenti e di non negare l’esistenza del problema della sicurezza, ma di affrontarlo. <Per garantire la sicurezza nel centro storico, occorre una strategia> ha detto.
In consiglio c’era anche la vicepresidente dei Civ Ascom (e portavoce di quelli del centro storico) Marina Porotto che sottolinea come non si siano verificati problemi dove ci sono locali regolari mentre si sono registrati dove non c’erano bar aperti.

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