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Prove di centrodestra

Avvertenza: nessuno parli per carità di fibrillazione. Al massimo di primi passi, felpati, verso la risoluzione di un problema. Con qualche tirata di orecchie, e di barba al coordinatore di Forza Italia Sandro Biasotti, sparito dalla scena subito dopo il referendum e già prima delle vacanze per le festività natalizie. Meglio ancora… sussurri e grida, avvisaglie che è difficile non cogliere sulle pagine facebook di quelli che potrebbero essere i diretti interessati. Con qualche provocatore di turno. Ma a fin di bene, si capisce. Provocatore di turno che inizia a far ticchettare la sveglia, proprio come il coccodrillo che incrocia nelle vicinanze della nave di capitan Uncino, con la sveglia che scandisce minuti e secondi nel pancino.

balleari

In campo per ora c’è’ soltanto Stefano Balleari, il vicepresidente del consiglio comunale, esponente di Fratelli d’Italia e ufficialmente candidato da Giorgia Meloni. Per tutti gli altri nomi in circolazione è’ d’obbligo interpretare post che con l’anno nuovo parrebbero essersi infittiti, mentre al contrario sulla pagina di Balleari il lavoro ai fianchi del sindaco, il marchese Marco Doria, è’ andato leggermente scemando. Comprensibile, visto che Balleari, unico ufficialmente in campo, insieme a Simone Regazzoni, dall’altra parte della barricata, rischiava la sovraesposizione. Così mentre l’esponente di Fratelli d’Italia ha pensato bene di dedicarsi alla famiglia gli altri potenziali candidati hanno fatto registrare, nei giorni fra il capodanno e l’epifania una serie di significativi passi in avanti. Naturale visto che l’epifania è il giorno della rivelazione o della apparizione. E dunque, per dir la verità, qualcuno che già metteva fretta nei giorni precedenti davvero c’era. Solo che il mondo del centro destra, invece di usare la gran cassa, cosa che pare essere peculiarità della sinistra in questo periodo, continua ad utilizzare la sordina e i messaggi cifrati. Andando a ritroso dal 5 gennaio al 3 gennaio, per esempio, Andrea Cevasco “Dopo l’Epifania….. l’annuncio di Mister X ? Oppure, ops la terna X Y Z…”, oppure “Per la barba di Biasotti. Sveglia popolo moderato”. O ancora Luciano Borneto, 3 gennaio, che lancia, urlato, una sorta di referendum ai suoi amici social “IL NUOVO SINDACO DI GENOVA SARÀ ?”. Referendum giocoso, visto che di primarie in casa forzista proprio non si può parlare. Anche perché la cosa divide e ha diviso, in passato l’unità dei partiti che sostengono il centrodestra del governatore Giovanni Toti in regione. E lo stesso Borneto due giorni dopo rompe gli indugi, di fronte a risposte che oscillavano fra l’assessore Ilaria Cavo e l’imprenditore con lo stesso cognome, un nome, a quanto pare, buono per i due schieramenti. E poi c’erano i supporter, tanti di Balleari. Cosa naturale di fronte alla perentoria discesa in campo, già alcuni mesi fa.
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Senonche’ Borneto, che da una vita e’ un  attivista di Forza Italia ha provato a dare, secca, una virata. In favore di Anna Pettene, fresca quarantatreenne, consorte di Edoardo Garrone, che proprio a pochi giorni dopo primo dell’anno ha compiuto gli anni. Con un messaggio personale seppure ritardatario “Tantissimi cari auguri Anna !” Corredato da una foto in cui la Pettene mostra tutto il suo folgorante fascino e da un post scriptum ” ps. Chi non vorrebbe un Sindaco così?”. È già, chi non lo vorrebbe ? Il segretario della Lega Nord Stefano Garassino, per esempio, già indicato come potenziale candidato sindaco dalle giovani camicie verdi liguri e non solo, non mostra eccessive smanie di protagonismo e, tutto sommato la Pettene nel ruolo di candidato sindaco dell’intero centrodestra non la vedrebbe affatto male. Perché la Pettene ha dimostrato di aver ben presente un suo percorso, lontano dalle tentazioni di famiglia, fin dal momento di schierarsi dall’una o dall’altra parte nell’ora del referendum.
E, seguendo la sua bacheca,  sembrerebbe che la Pettene si stia preparando. Primi gli auguri accorati di fine anno, con tanti buoni propositi per il 2017, poi, per il compleanno, una pioggia di auguri. Poi altri compleanni che ne rilanciano la sua immagine di mamma.

 

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Infine, pochi giorni or sono si torna alle aspirazioni politiche, lasciate in un cassetto dopo la festa per la vittoria del no al referendum. Poche e chiare intenzioni “Quello che vorremmo. Molto puntuale il pezzo di Sallusti sul Giornale .” La politica deve essere un mezzo, non il fine di tutto “. L’obiettivo dei politici devono essere gli interessi dei cittadini, a livello nazionale e locale. Le persone, quindi,con i loro bisogni. Non i politici con i loro egoismi, a volte paludati da buoni propositi. La politica a servizio dei cittadini.Fatta di onestà agita e non urlata, e di capacità”. Difficile interloquire per dalle torto.
Fin qui la vicenda di Anna Pettene, alla quale sta pensando fortemente, si dice, il governatore Gianni Toti. Anche perché una proposta simile avrebbe buon gioco con gli alleati della Lega e persino con Fratelli d’Italia. Balleari, in fondo con la Pettene ha rapporti eccellenti, almeno a giudicare dai contatti social. E il vicepsidente del consiglio comunale potrebbe alla fine far parte della squadra ed essere indicato come un potenziale assessore. Del resto già in tempi non sospetti, da perfetto auspice di Genova città del canto degli italiani, aveva annunciato che avrebbe risposto alla maniera di Garibaldi “obbedisco” di fronte al l’indicazione di Toti che fosse diversa dal suo nome. E ubbidiente avrebbe messo il suo lavoro e la sua esperienza a disposizione del prescelto. Perché come dicevo, diversamente da quanto accade nel centro sinistra, dove rimbomba la grancassa delle polemiche, nel centrodestra, ove anche ve ne fossero, si provvede immediatamente a smorzarle con la sordina. Insomma, sembrerebbe lei la probabile prescelta, anche perché Ilaria Cavo, l’assessore e collega di Toti in Regione sembrerebbe più propensa a continuare il lavoro al proprio dicastero. Mentre su Rosaria “Sarà” Bono, rappresentante del notariato, non sono pervenuti ne’ altre voci ne’, sussulti. Eppero’ c’è’ ancora un pero’. Perché se a livello locale tutto sembrerebbe quasi deciso. Con Toti che si lascia andare e confida di non avere, in un futuro prossimo, velleità nazionali, proprio i movimenti a livello nazionale sembrerebbero suggerire qualche nuovo intoppo. Il padre padrone Silvio Berlusconi, infatti, nell’ennesimo tentativo di trovare una posizione autonoma che non finisca per appiattire il suo partito sulla Lega di Matteo Salvini e su Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che fra l’altro recentemente, lo hanno sfidato ribadendo la necessità delle primarie, rispolvera il fu delfino Stefano Parisi. Parisi, poco prima del referendum era stato pubblicamente degradato dal cavaliere che in quel momento era obbligato a spingere sull’alleanza con Lega e Forza Italia e a mollare il più liberal Parisi. Contemporaneamente si erano impennate le azioni di Toti. Che ovviamente, con la ripresa della fiamma e della ricerca di un strada autonoma sono di nuovo scese verticalmente. E quindi non è affatto detto che la possibile scelta del governatore per il Comune di Genova possa soddisfare Berlusconi.
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Perciò dal capodanno, dalla notizia che nei sondaggi il centrodestra è’ tornato a crescere superando il centrosinistra, si è’ registrato tutto un nuovo lavorio e interesse per Genova di Giancarlo Vinacci, manager del settore del credito, amico di scuola del medico di Berlusconi, Alberto Zangrillo, già in passato sostenuto dal coordinatore di Forza Italia Sandro Biasotti. Vinacci posta una serie di frasi auspicio fra il Natale è il Capodanno che ne rivelano le future intenzioni da quella natalizia ” Se riesci a sognarlo puoi farlo” a quella per il 2017 “Nella vita non contano i passi che fai ne’ le scarpe che usi, ma le impronte che lasci”.

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Poi c’è’ un inizio di opera di proselitismo. Fra le richieste di amicizie su facebook, anche quella inviata a Andrea Cambiaso, imprenditore e sostenitore del centro destra, con alcune sfortunate partecipazioni elettorali nel carnet personale. Tanto che Cambiaso si chiede legittimamente ” Mi ha chiesto l’amicizia Giancarlo Vinacci Profilo Pubblico. Movimenti nel centrodestra ? O vecchie glorie che si preparano alle prossime elezioni? O più semplicemente errore . Ma…mi farebbe piacere capire pubblicamente”. Suscitando un fiorire di commenti e risposte e la risposta del diretto interessato che rispolvera vecchie dichiarazioni ti ringrazio per l’osservazione. La risposta è semplice, seguo Genova e le sue vicende ed ho visto che sei molto attivo e sempre coerente … l’idea di attivare un occhio sulla mia città per il tua tramite mi sembrava garanzia di verificità … posso rimanerere?”. Andrea Cambiaso “Grazie per la risposta pubblica e per aver dato seguito. A Genova una rarità non nascondersi. Non ho le parentele indicate da Te ma credevo fosse una richiesta in previsione delle comunali … essendo stato .. abbastanza coinvolto la scorsa tornata con una civica di cui mi onorai nell’aver la.presidenza pro tempore del movimento. Grazie !”. Giancarlo Vinacci “ti ringrazio per la schiettezza ! … per quanto riguarda le comunali, qualcuno per la verità me lo chiede e amo Genova all’inverosimile… in realtà mi piacerebbe fare qualcosa x la mia città. La vita mi ha dato molto, non devo nulla a nessuno e non ho figli da sistemare o favori da ricambiare… sono uno di quei 20000 genovesi doc che per fare un po’ di carriera ha lasciato per Milano (dal lunedì al venerdì) la sua città e che vorrebbe vederla risorgere”. Dichiarazione di intenti già registrata. Con tanto di commenti  sempre sulla bacheca di Cambiaso. Antonio Oppicelli, avvocato, già vice coordinatore di Forza Italia”Morale della favola, quindi aspettiamo GCV a battere i marciapiedi della città e a dire la sua sui problemi principali della città e sulle sue ricette per le soluzioni. Non ha cominciato molto presto come altri, ma siamo pluralisti”. Ancora Cambiaso “Vero Antonio… ma più persone di peso studiano Genova e meglio é .poi alla fine decideranno altri chi sarà l’eletto. Io ne ho già bruciato uno alle scorse elezioni … per ora guardo dal mio osservatorio. Comunque se ti riferisci a Baleari… beh ha tirato fuori i coglioni e sta battendo il territorio molto bene . Gli manca solo la parte povera della città e le.periferie … e li deve usare i jeans e i locali che contano”. L’irriverente Andrea Cevasco vellica ” Antonio, Antoniio, Antonio”. Che fa il paio con quel “Per la barba di Biasotti. Sveglia popolo moderato”. Cevasco si diverte a tirare per la giacchetta i dirigenti e non è’ detto che dai e dai Biasotti no si senta davvero prudere la barba. Perciò non è’ detto che a breve qualche cosa non si muova davvero. Anche se su Vinacci qualcuno chiede e mette le mani avanti. Carla Boccazzi  ” è lo stesso Vinacci del 2012 ritirato per sua volontà ancor prima di iniziare la scalata a “candidato Sindaco di Genova?”. Colpito ed affondato? Forse.
 
 
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Del resto nel novero dei candidati si potrebbe comprendere anche quel Enrico Musso, professore universitario che perse il ballottaggio proprio nel 2012 a favore del sindaco Marco Doria. Il professore appena qualche mese fa aveva proclamato che avrebbe smesso con la politica è tornato a tempo pieno ad insegnare all’università, consigliando di fare lo stesso anche al suo collega e attuale primo cittadino. Solo che nel frattempo è’ intervenuto Raffaele Fitto, parlamentare ed ex ministro agli affari regionali di uno dei governi Berlusconi. Fitto faceva parte di Firza Italia, poi se ne era staccato, ora potrebbe essere interessato a tornare alla casa madre. Musso in tal caso potrebbe essere un altro candidato autorevole. Anche se tornassero a sfidarsi lui e Doria potrebbe essere davvero un ritorno al futuro o meglio il rivivere un incubo del passato. Del resto  le prospettive nel breve periodo paiono tutt’altro che confortanti. Andrea Cambiaso “A breve riparto per un lungo tour agli antipodi, ma l’amore per Genova supera quello che ho per … Belen … vederla morire lentamente, sgretolarsi pietra a pietra e svuotarsi mi ferisce mi annienta . Allo stesso tempo mi rendo conto che ogni abitante ha esigenze differenti, priorità diverse e in fondo in fondo se ne batte il ‘ belino’ e non sarà mai possibile ricondurre le fazioni a due …. qui ci sono 670.000 partiti unipersonali e con idee diverse. Tornare ? Vorrei ma alla fine perché? Per vedere il cancro aggredire ogni cellula della Superba ?. Tristezza “. Una perfetta sintesi del tipico maniman genovese. E ad attestarlo ci sono tanti diversi identikit di candidato, anche per il centro destra. Come se non bastasse agli interessi dei genovesi si sovrappongono quelli nazionali dei partiti. Il tempo intanto stringe. Passatemi la citazione “Per la barba di Biasotti”.
Il Max Turbatore
 
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