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L’Ivana timida e irascibile

di Paolo De Totero

Lo dico con il cuore, non è facile abituarsi alla mancanza dell’Ivana. L’assessore Simonini, la compagna Simonini, la professoressa Simonini, e poi la tifosa genoana e la meoliana, la socialista Ivana Simonini. La Simonini che faceva volontariato ma non voleva comparire. Non è facile per chi come me l’ha incontrata più e più volte nei corridoi di palazzo Tursi. L’ha vista, alzata in piedi, davanti al suo banco di assessore, intervenire seria, bacchettare ogni tanto, spiegare e farsi capire. Perche’ di mestiere l’Ivana faceva l’insegnante e lei desiderava che ci fosse il confronto, che si capissero le ragioni. Liberi poi di dissentire, perché in democrazia dissentire è’ concesso. Era concesso. Arroccarsi dietro al campanilismo di fazione meno. E i socialisti, allora erano più liberi dei comunisti. Ivana ne era fiera rappresentante. Anche se ogni tanto ti domandavi che cosa ci facesse lei, così aperta, così attenta ai bisogni dei miseri, nella corrente del plenipotenziario Delio Meoli. Quella più potente, di un socialista sottosegretario alla difesa che aveva scalato con intrepida attenzione il cursus honorum della politica genovese e romana. E poi, negli anni, nel partito di Bettino Craxi, della Milano da bere, nel Psi di Tangentopoli che aveva fatto girare la testa anche a tanti suoi compagni. L’Ivana no. Lei esplicava con la politica il proprio spirito di servizio, il suo altruismo che ne ha connotato tutta la vita.
Ivana SimoniniLo dico con il cuore, non è facile. Un po’ perché quando muore una persona che hai frequentato, incontrato, a volte incalzato – perché dissentire è il succo della democrazia e un giornalista, al di là delle simpatie deve sempre essere in campana, almeno così allora mi avevano insegnato – quando una persona non c’è più sono anche pezzi della tua vita che vanno in frantumi. E non è facile abituarsi alla sua scomparsa, perché ripensando all’Ivana non c’è momento in cui non venga fuori la sua proverbiale prorompente vitalità. Il suo spirito battagliero, la voglia di capire e farsi capire. Il suo incedere importante, un po’ corpulento, la sua risata sonora, quelle capigliatura minimal con cui precorreva un po’ i tempi. Che sembrava dire a tutti, provocatoriamente, sono una donna, prendetemi per il mio cervello, il mio modo di pensare e non per il mio aspetto fisico. Comunque una sovrastruttura, l’aspetto fisico. Allora la politica era così. Riuscire a farsi avanti ed emergere fra uno stuolo di uomini, maschilisti, perché la politica al di là della fede personale era maschilista, era difficile. Diventare assessore, anche se appartenevi al gruppo giusto, visto che non esistevano ne’ pari opportunità, ne’ quote rosa, era un’impresa. Forse serviva più la corrente. Ivana, comunque era una forza della natura. Del resto fino alla fine si è data da fare per gli altri. E nemmeno gli faceva piacere apparire. La solidarietà pelosa non era nelle sue caratteristiche.
Mi ha fatto piacere vedere sui social e sui giornali on line tanti attestati di solidarietà nei suoi confronti. Tanti piccoli frammenti di vita che ne attestano come fosse ancora presente, nonostante i quasi ottanta anni, nell’espressione di quanto si sia battuta con quel suo unico comandamento al quale la sua coscienza doveva rispondere, lo spirito di servizio. E studiava per se e per gli altri. Dopo una laurea in lettere antiche ne aveva preso una seconda in psicologia. E Donata Bonometti, collega ricorda il momento in cui era andata a seguire il sul colloquio di laurea per lavoro, felice di essere lì, con la sua personale sensibilità di donna a raccontare. Sergio Pippo Rossetti, il consigliere regionale Dem, ne ha voluto sottolineare il suo impegno nel volontariato con il Ceis di Bianca Costa. Il parlamentare Mario Tullo, un tempo giovane collega della Simonini, i suoi rimbrotti che l’hanno aiutato a crescere e la sua grande passione per il Genoa e la comune gioia nella notte di Liverpool. Era irascibile, ma a fin di bene l’Ivana. Quando non ne poteva più, le palpebre degli occhi le si assottigliavano e le pupille diventavano elettriche. Sbottava con quella sua voce stentorea, senza lasciarti diritto di replica. Poi espletata la romanzina, il volto le si rilassava gli occhi tornavano sorridenti e amici come prima. Incuteva rispetto, così, in un mondo di uomini, che non avevano a volte la sua potenza interpretativa, e nemmeno la sua forte personalità. Per questo Fulvio Cerofolini e poi il sindaco successivo, Cesare Campart, l’avevano voluta all’assessorato al commercio del suo pentapartito. Qualcuno dirà che faceva parte, l’Ivana, di una corrente potente, importante nella decisione di pensionare Cerofolini come primo cittadino. Ma la Simonini era un valore aggiunto, con la sua esperienza, con lil suo spirito di servizio, con la sua voglia di affrontare e risolvere i problemi. Tale e quale a come la ritirare e parecchi anni di distanza, allora era il 1985, proprio Pippo Rossetti. “Ivana era una donna battagliera, che sapeva pensare con la propria testa. Una persona di grande sensibilità e altruismo, che ci mancherà moltissimo”. O, come, ancora meglio la descrive la collega de “La Repubblica” Donatella Alfonso “Gli anni passavano ma lei, “l’Ivana”, cambiava solo nel colore dei capelli, che si erano ingrigiti e poi imbiancati, ma sempre con lo stesso taglio corto e svelto. E soprattutto non cambiavano il suo sorriso e la sua voglia di farsi sentire: ancora, nei mesi scorsi, a numerose iniziative dei Comitati per il No al referendum. Perché era fatta così Ivana Simonini,  che era stata assessore al Commercio nelle Giunte comunali Cerofolini e Campart, arrivava dal Partito socialista italiano e ha trascorso tutta la sua vita nell’alveo del centrosinistra. Cattolica praticante, dopo aver lasciato la politica attiva all’inizio degli Anni Novanta, si è dedicata anima e corpo all’impegno sociale come volontaria presso il Ceis di Bianca E’ mancata improvvisamente nella sua abitazione di Borzoli dove, lei polceverasca da sempre, alla vigilia degli 80 anni che avrebbe compiuto quest’anno, viveva da sola. Sono stati i vicini di casa a dare l’allarme: ma per Ivana e il suo cuore grande non c’era più niente da fare”. E persino il sindaco Marco Doria ha voluto ricordarla sulla sua pagina facebook “Ci ha lasciato Ivana Simonini. Ma non ci lascia la sua immagine di amministratrice attenta alla concretezza, di donna profondamente legata alla sua città, carica di valori e ideali e sempre in prima fila in difesa della democrazia e della giustizia, solidale sino all’ultimo con i piu deboli. Ricordando Ivana il pensiero grato corre certo a lei ma anche a quelle persone, e ce ne sono, che si impegnano per rendere migliore la nostra società, che vivono la politica come servizio, consapevoli di quanto sia difficile risolvere presto ogni problema e di quanto siano necessarie pazienza e tenacia”. Ma non mi piace lasciare andare il pensiero per lei con un comunicato istituzionale, un po’ freddo ancorché partecipato. Copioincollo il post di  Nino Antonio Maccarone ” L’ho incontrata l’ultima volta alla sala Montale per il mancato incontro con Landini per il NO al referendum. Erano tanti anni che non parlavamo un po assieme: che piacere ritrovare la persona combattiva di tante battaglie, che fierezza nel vederla avvolgersi nela sua sciarpa rossa, che calore nel battere le mani agli oratori. Grazie Ivana compagna indimenticabile” o ancora meglio quello del direttore scientifico della biblioteca internazionale Edmondo De Amicis Francesco Langella in cui lei appare interamente per quello che era. L’Ivana timida, appassionata, a volte irascibile “Ci ha lasciati Ivana Simonini, assessore socialista all’annona nella giunta  del Sindaco Campart. Insegnante militante, cattolica fervente ispirata da don Gallo, genoana appassionata ( ci scambiavamo sms ad ogni vittoria). Ivana era una mia grande amica e come si diceva un tempo compagna generosa,sempre dalla parta dei più deboli.. Pasionaria del socialismo genovese,una presenza politica coerente agli ideali di giustizia sociale ed eguaglianza. Meritoria anche la sua presenza nel sociale con il Ceis di Bianca Costa. Mi mancherai Ivana; mi mancheranno i tuoi sms ad ogni vittoria del nostro Grifo,mi mancheranno le tue parole affettuose sulla mia attività bibliotecaria, la tua allegra amicizia e la tua stima. Ciao, Ivana I funerali si terranno Sabato 7 gennaio a Borzoli alle ore 11,45 presso la Parrocchia di Santo Stefano”. Addio Ivana e che il cammino ti sia lieve.

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