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Disco Club: recensioni, consigli, classifiche e novità. La rubrica di un dischivendolo/5 gennaio 2016

 

rubrica Discoclub

A CURA DI DIEGO CURCIO

LE RECENSIONI

HOPE SANDOVAL & THE WARM INVENTIONS – Until The Hunter

un.jpgLa storia della musica (pop) è anche storia di cotte e innamoramenti: le folle che urlano isteriche per i Beatles, le lettere d’amore (i tweet d’amore) alla pop star di turno. Ogni genere musicale ha i suoi/le sue icone; mutatis mutandis, ovviamente. Bene, Miss Hope Sandoval è un’icona, per il dream pop/folk dei tardi anni ’90 con la sua voce sussurrata e i suoni (tra)sognati che l’hanno circondata nei Mazzy Star e poi per una peripezia tra progetti (i Warm Inventions appunto, condivisi con il batterista Colm O’Ciosoig di casa MBV) e collaborazioni (da Bert Jansch ai Jesus & Mary Chain). Until The Hunter inizia benissimo con la lunga Into The Trees, uno sfondo informe di elettronica e nebbia su cui si adagia la voce di Hope, e vira poi verso ballate folk, restando sospeso tra (timide) sperimentazioni e (rassicuranti) melodie. Così sono tutti contenti. Marco Sideri

JOHN ZORN – Commedia dell’Arte

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Nessuno può dire se questa sia una delle migliori opere dell’ultimo Zorn, perché nessuno, considerata la sua monumentale produzione, può dirsi certo di aver ascoltato tutte le opere dell’ultimo Zorn. Allora limitiamoci ad affermare che queste cinque composizioni per piccoli ensemble dedicate alla Commedia dell’Arte e presentate in anteprima quest’anno al Guggenheim Museum, sono un progetto molto riuscito: benché, come sempre più spesso accade, il sassofonista newyorchese non suoni in alcun brano, la scelta di far interpretare le cinque diverse maschere – Arlecchino, Colombina Scaramouche, Pulcinella e Pierrot – da altrettanti gruppi diversi – rispettivamente un gruppo di fiati, un quartetto vocale, un piano trio, un brass quintet e un quartetto di violoncelli – assicura una grande varietà musicale e, soprattutto, un’altissima qualità esecutiva. Siamo dalle parti della musica contemporanea da camera (curiosamente l’altra opera dedicata alle maschere italiane – quattro sono le stesse – è un disco del 1962 del Modern Jazz Quartet di John Lewis, anche quello catalogabile come ‘jazz da camera’), in particolare con le dissonanze iniziali di “Harlequin” e con il finale di un “Pierrot” quasi ‘lunaire’. La scintillante vocalità di “Colombina”, il jazz di “Scaramouche” dove il piano free di Stephen Gosling è superbamente assecondato dal contrabbasso di Christian McBride e dalla batteria di Tyshawn Sorey, la fanfara quasi minimalista di Pulcinella completano una Commedia che raggiunge senza dubbio lo stato dell’Arte. Danilo Di Termini

FRANK MARTINO – Revert

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Ci auguriamo, di cuore, che questo disco del chitarrista Frank Martino finisca sotto l orecchie di un pubblico decisamente più ampio di quello che segue l’avant jazz della Penisola. Sarebbe un peccato. Perché chi è appassionato di indie rock, di elettronica, di soluzioni sonore che mettano in conto ambienti sonori dilatati, strani, misteriosamente comunicativi potrebbe avere belle sorprese: nessuna venerazione per le sacre forme degli standard, curiosità a tutto campo per timbriche aliene e costruzione di paesaggi di note mutanti. Qui il nostro interagisce con un trio che ben maneggia l’elettronica, oltre a saper fare il proprio mestiere di ritmica, ma ad ogni secondo è lecito attendersi una sorpresa. A volte quasi floydiana. A volte in ostici reami crimsoniani. Quando poi si arriva alla settima traccia, e un ispido cespuglio di sonorità contorte ad un certo punto si spiana, diventando la straziata malinconia di Nude, Radiohead, da In Rainbows, tutti i conti tornano. Guido Festinese

IL DIARIO

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Diario del 2/3/5 gennaio 2015
Il primo giorno lavorativo dell’anno intorpidisce i sensi di chi si alza all’alba, sarà la veglia del giorno prima o qualche bicchiere di troppo. Il 2 passo dal negozio alle 8:20 per poi proseguire verso la banca. Sull’angolo sbuca uno di quelli che non hanno digerito bene i bagordi precedenti, lo si capisce dalla faccia; è sulla mia traiettoria, mi sposto a destra, e me lo ritrovo di nuovo davanti, provo a sinistra, niente da fare, anche lui si sposta da quel lato. Lo guardo e gli dico “Destra o sinistra?”, lui “Destra”. Io non sono stordito dall’alcol, ma dal raffreddore con cui ho finito l’anno vecchio e iniziato quello nuovo, ceffo e vado alla sua destra. Cozzo inevitabile? No, perché anche lui sbaglia e va alla mia destra. Strada libera.
Rientro in negozio, telefono “Discoclub” (è la prima telefonata dell’anno, sono gentile), “Buonasera”, la correggo “Buongiorno”, “Scusi ho il fuso orario sbagliato”, oppure è fusa lei?
Telefono, “Discoocluub” (qualche vocale in più), “Avete il concerto n. 1 di Paganini…”, “Non ho classica”, ma lui precisa “Le streghe”, “Nemmeno questo”.
Telefono, “Discoocluuub”, “Avete giochi per la Playstation4?”, “Nooo”.
Telefono, “Discooocluuub” E’ un anziano, “A Natale ho cercato in tutti i canali della Rai il Concerto di Natale, ma non lo hanno fatto. Lei ha il cd?”, “Di questo Natale?”, “Sì”, “E’ appena nato, per i miracoli gli dia ancora un po’ di tempo”.
Il 3 la gente ha recuperato e decide di uscire. Signora, “Voglio un cd di Mingo”, “Mingo??”, “Sì, Mingo”, “E chi è? Non lo conosco”, “Come non lo conosce, ha fatto un sacco di dischi”, “Vuol mica dire Mango?”, “Ma no, quello è morto”, “Sì, ma da vivo ha fatto un sacco di dischi”, “No, no, Mingo o forse sbaglio. Aspetti vado a chiedere la lettera mancante”, “????”. Non rientra più.
Anziano, “Ha qualcosa di liscio?”, “Non ne tengo”, “Bisognerebbe farsi fare una bella raccolta, due valzer, due tanghi, due mazurke”, “Sì, se lei sa cantare, si fa accompagnare da due amici alla chitarra e alla fisarmonica e incide una bella raccolta”.
Dico a Dario, “Hai notato che da un po’ di tempo abbiamo eliminato i soliti rompipalle, anche Ivano non si vede più”. Si apre la porta: Ivano. Questa volta è organizzato, tira fuori dei foglietti, “Ora ti dico: 1 volevo uscire con Francesca, 2 la mamma mi ha preso il portafoglio per impedirmelo, 3 la mamma mi ha detto ‘lo sai che certe ragazze ammazzano?’, 4 la mamma mi vuole presentare una ragazza marocchina, dimmi Gian secondo te è più facile che sia la marocchina o Francesca ad ammazzare? 5 la mamma mi dice ‘piuttosto che uscire con te preferisco portare a passeggio il cane”, “Perché Ivano avete un cane?”, “No”. Lo prendo e lo caccio fuori.
Oggi inevitabilmente al centro dei discorsi c’è la morte di Pino Daniele. Alle 14:50 arriva un’email dalla Sony che annuncia ‘In allegato orderform campagna Pino Daniele’, erano già pronti. Già sabato un cliente ricordava le morti recenti, “Prima Jack Bruce, poi Joe Cocker, a chi toccherà adesso?”, e noi “Se si va in ordine alfabetico, prima la B di Bruce, poi la C di Cocker, adesso tocca a una D”. Porca miseria non l’avessimo mai detto.
Si rivede dopo tanto Maurizio il Bustocco, “Ciao Giancarlo, ci si vede meno, mancano gli sghei”. Poi prosegue, “Hai saputo di Pino Daniele? A parte che l’era un terrun (la sua matrice lombarda si fa sentire), non mi piaceva con quella vocina lagnosa, certo però che morire a non ancora sessant’anni… poveretto”. Finito il necrologio, si mette a sfogliare i cd, “ Guarda qui un Germoglio Prefabbricato (Prefab Sprout), bello questo della Torta Modesta (Humble Pie)” e continua così con le traduzioni istantanee dei nomi dei gruppi musicali, concludendo “Li comprerei tutti, te l’ho detto mancano gli sghei; poi io non ho solo i dischi, l’altro giorno ho comprato il modellino di una locomotiva a vapore che mi è costato 300€ e guarda qui”, mi mostra una scatoletta con su scritto ‘Brooksfield’, “Cos’è?”, “Un profumo, a me piacciono anche i profumi di marca. Questo è una delizia. Senti”. Sento e concludo che se risparmiasse un po’ nei profumi gli avanzerebbero degli sghei per comprare qualche disco in più, puzzone più, puzzone meno….

LE PROSSIME USCITE

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13 gennaio
MANNARINO – APRITI CIELO
ACCEPT – RESTLESS & LIVE
SEPULTURA – MACHINE MESSIAH
BON JOVI – THIS HOUSE IS NOT FOR SALE: LIVE FROM THE LONDON PALLADIUM
BAUSTELLE – L’Amore E La Violenza
JAKE CLEMONS – Fear & Love

20 gennaio
PINK FLOYD – (LP) A Momentary Lapse Of Reason
PINK FLOYD – (LP) The Final Cut
GRATEFUL DEAD – The Grateful Dead (50Thanniversary Deluxe Edition)
DAVID “HONEYBOY” EDWARDS – I’M Gonna Tell You Somethin’ That I Know
AS LIONS – Selfish Age

LA CLASSIFICA DELLA SETTIMANA

1 MINA CELENTANO – LE MIGLIORI
2 ROLLING STONES – BLUE & LONESOME
3 PINK FLOYD – The Early Years 1965-1972
4 TIZIANO FERRO – IL MESTIERE DELLA VITA
5 VASCO ROSSI – VASCONONSTOP
6 LEONARD COHEN – YOU WANT IT DARKER
7 LIGABUE – MADE IN ITALY
8 LP – LP
9 METALLICA – HARDWIRED… TO SELF-DESTRUCTION
10 LITFIBA – EUTOPIA

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