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Alpinismo, la Val di Mello vista con gli occhi di un istruttore Cai – LE FOTO

di Roberto Avvenente
istruttore Cai

La Val di Mello è un piccolo paradiso che si apre in fondo alla val Masino, non è proprio nei dintorni di Genova essendo a nord della Valtellina, ma è uno di quei posti che gli scalatori sognano e temono ovunque abitino. Certo i fortissimi e purissimi non si fanno certo spaventare dalla mancanza di protezioni sicure per non dire dalla quasi totale mancanza di protezioni in genere, ma per la stragrande maggioranza degli arrampicatori mediocri come il sottoscritto è uno di quei posti dove il gioco inizia a farsi duro ed è meglio procedere con una certa cautela.

Val di mello

È un “Oceano irrazionale” di granito grigio e perfetto fatto di placche lisce, diedri, fessure sul quale sono state aperte centinaia di vie alcune delle quali decisamente poco ripetute.

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Dal punto di vista dell’arrampicata l’esplorazione della valle è iniziata nel 1973 con i massi sparpagliati sul fondo della splendida conca glaciale quindi si è passati alle strutture di più facile accesso e nel 1975 Villa, Guerini, Zanaboni aprirono sullo Sperone del Sarcofago la prima via “Cunicolo Acuto” l’anno successivo sulla Bastionata dei Dinosauri venne aperta la splendida “Risveglio di Kundalini” (Guerini, Villa). Vie su pareti di fondo valle, che non conducono ad alcuna vetta, ma sono uno splendido ‘gioco-arrampicata’, come ci suggerisce il titolo stesso della prima guida della valle redatta nel 1979 da Ivan Guerini, sono viaggi a volte durati giorni per gli apritori che non avevano solamente lo scopo di arrivare in cima, di aprire una via bensì di vivere un’esperienza e di assaporare le sensazioni della salita fino in fondo. Viaggi che talvolta sembrano sconfinare nell’onirico e nei quali i tiri di corda più caratteristici prendono vita con nomi evocativi e non sono più banalmente il primo tiro, il secondo tiro e così via, per cui lungo “Kundalini” si sale prima il ‘Tetto ad ala di pipistrello’ quindi la sinuosa fessura detta ‘serpe fuggente’ per poi passare nell’Angolo amaranto’ dal quale si approda al ‘Bosco dei folletti’ sotto l’Arco pietrificato lungo la Traversata dei ‘Funghi di Granito’ fino alla zona delle ‘Consecuzioni inverse’ che portano al Bosco Incantato ove la salita termina.

Una stagione di magia che si più ancora percepire avventurandosi su queste pareti nonostante l’affollamento decisamente meno idilliaco non aiuti ad immergersi nell’atmosfera.

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Arrivarono poi altre vie famose come Luna Nascente sullo Scoglio delle Matamorfosi (Boscacci, Ghezzi, Milano), Oceano Irrazionale al Precipizio degli asteroidi (Guerini, Villa) sicuramente tra le più note e ripeture

La peculiarità della valle è che le sue vie sono rimaste tutte con la chiodatura originale il che vuol dire sostanzialmente che si trova qualche chiodo tradizionale dove non è possibile posizionare nut o friend, le placche non essendo proteggibili sono in genere sprotette ed improteggibili. Ovviamente qualche spit si trova in giro per la valle ma il suggerimento è di non sottovalutare neppure in questo caso visto l’uso particolarmente parco che è ne stato fatto.

Detto questo meglio entrare in valle un po’ in punta di piedi e prendere confidenza con questo ambiente e le sue regole del gioco prima di fare qualche passo falso. Solitamente chi si accosta per la prima volta alla valle percorre quasi sempre una coppia di vie che sia chiamano rispettivamente “Tunnel Diagonale” e “Cunicolo Acuto”, sono su due strutture abbastanza basse con un avvicinamento tranquillo e piuttosto ben proteggibili.

Le grandi classiche sono senza dubbio “Mixomiceto”, “Alba del Nirvana”, “L’albero delle Pere” , “Il risveglio di Kundalini”, “Luna Nascente”, per l’appunto “Oceano Irrazionale” e si potrebbe andare avanti con l’elenco ancora a lungo.

La valle non è più come la ricordavo sedici anni fa le prime volte che ci avevo messo piede, si è, giustamente?, sviluppata turisticamente, ci sono baretti sparsi in giro con musica fortunatamente abbastanza folkloristica, non siamo sulle piste della val di Fassa, e una processione di persone che salgono e scendono per il sentiero di fondo valle o che si adagiano sulle rive del ‘bidé della contessa’, anche gli arrampicatori ho avuto l’impressione fossero decisamente aumentati, secondo qualcuno è un bene, secondo altri è un male io posso solo dire che ha perso un poco del fascino che per me aveva pur restando un angolo di eden. Ed una volta che avrete scalato in valle difficilmente vi scorderete le vie che avete salito.

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