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Casa occupata di Pellicceria, continua lo sgombero. Le FOTO

Era vuoto il palazzo “Casa occupata di Pellicceria” quando, stamattina alle 6,45, dopo che i vigili del fuoco avevano tagliato lucchetti e chiusure, i poliziotti della Digos e del reparto mobile della polizia sono entrati per lo sgombero, chiesto al tribunale dalla proprietà, i coeredi Chiarella. Lo stabile era occupato dal 2012. Successivamente si sono avvicinati alla struttura gli attivisti, circa 30/40 persone, a cui è stato consentito, a seguito di opera di mediazione della Digos, di portare via gli effetti personali e altro materiale presente all’interno del centro sociale. Al termine dell’operazione, che è tuttora in corso, l’immobile sarà restituito ai legittimi proprietari.

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Intanto Prc Genova esprime <Piena solidarietà alle compagne e ai compagni della Casa Occupata di Pellicceria che questa mattina sono stati oggetti di uno sgombero.
Lo spazio di Pellicceria in questi anni è diventato un luogo aperto di incontro e punto di riferimento nel centro storico di iniziative politiche e sociali>.

Davide Ghiaione, segretario Rifondazione Comunista della Federazione di Genova dice che <Lo sgombero di oggi ripropone il problema di una vera politica di gestione degli spazi pubblici da parte della Giunta Doria. La stessa proposta di Regolamento Comunale per l’“Assegnazione e gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica ubicati nel Comune di Genova” si è caratterizza per la mancata destinazione di risorse destinate, adeguate attenzioni al tema dell’edilizia sociale nell’elaborazione delle strategie urbanistiche, nelle politiche di valorizzazione del proprio residuo patrimonio e negli indirizzi forniti alle proprie controllate e/o partecipate proprietarie di immobili in disuso.
Lo sgombero non è quindi la risposta al problema, ma anzi lo amplifica perché priva i cittadini di un luogo di incontro all‘ interno del quartiere e della città>.

<Lo sgombero della casa occupata di vico Pellicceria racconta degli spazi e degli immobili che a genova sono abbandonati, ma che vengono rivitalizzati e usati socialmente.
Una sala concerti, una palestra, una libreria, ma soprattutto un luogo di incontro e elaborazione politica – dicono i consiglieri comunali della federazione della sinistra Antonio Bruno e Giampiero Pastorino -. La proprietà, la Comunione “Coeredi Chiarella”, ha richiesto l’immobile per venderlo; speriamo che non finisca come l’immobile di via Giustiniani sgomberato alcuni mesi fa e oggi abbandonato nella desolazione. La Politica con la P maiuscola dovrebbe favorire esperienze come questa e scoraggiare l’abbandono di case e spazi inutilizzati, in attesa di operazioni speculative. Non lo puo’ fare la maggioranza arancione di Palazzo Tursi, che è riuscita a partire dallo sgombero del Buridda di via Bertani a disperdere il dialogo che si era aperto con alcune esperienze di riutilizzo di spazi pubblici. Solidarietà agli occupanti di Pellicceria, ma anche impegno a liberare aree e menti>.

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